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Domenica, 26 Giugno 2022
ENNESIMO RINVIO

Colonnine di ricarica in autostrada, il bando slitta ancora

La denuncia di Motus e, organizzazione italiana che promuove la mobilità elettrica

Tra gli argini alla mobilità elettrica uno dei più importanti risiede nella scarsa diffusione delle infrastrutture di ricarica. Nonostante il numero di autoveicoli elettrici o ibridi plug-in sia notevolmente cresciuto, le colonnine di ricarica - in particolar modo quelle di ricarica rapida - continuano a scarseggiare e ad avere una distribuzione disomogenea sul territorio italiano. E le ultime notizie a riguardo non possono essere accolte di certo in maniera positiva.

Colonnine di ricarica: a che punto siamo con la diffusione in Italia

Nella giornata del 31 maggio 2022, infatti, l’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART), attraverso la Delibera n. 89/2022 ha prorogato al 28 ottobre 2022 il termine per la conclusione del procedimento volto alla definizione degli schemi dei bandi relativi alle gare cui sono tenuti i concessionari autostradali, in cui sono contenute le disposizioni per l'installazione di colonnine di ricarica rapida nelle aree di sosta autostradali.

Non si tratta del primo rinvio: inizialmente con la Delibera n. 77/2021, il 27 maggio 2021 l'ART si faceva carico di avviare il procedimento per la definizione degli schemi dei bandi di gara a cui i concessionari autostradali si dovrebbero attenere, indicando come termine di conclusione del procedimento il 28 febbraio 2022. Successivamente il 24 febbraio 2022, con la Delibera n. 28/2022, l’ART ha stabilito di prorogare al 31 maggio 2022 il termine di conclusione del procedimento. Ora invece il termine è stato ulteriormente prorogato al 28 ottobre 2022.

"Sono anni - denuncia Motus e, organizzazione impegnata ad accelerare la transizione verso la mobilità sostenibile - che gli operatori attendono di poter installare punti di ricarica ad alta potenza in autostrada, con proprie risorse, e nulla accade, mentre negli altri paesi Europei l’infrastrutturazione procede spedita e si svolgono bandi di gara periodicamente".

"Questo ennesimo prolungamento dei termini entro cui si sarebbero dovuti definire gli schemi di bando, rappresenta l’ennesimo freno all’infrastrutturazione del Paese - continua la nota - L’Italia risulta così essere sempre più isolata e penalizzata rispetto alle Nazioni confinanti".

Secondo Motus e, "il continuo prolungarsi di questo iter rende il nostro Paese sempre meno attrattivo per investitori nazionali ed esteri, che aspettano di realizzare investimenti per decine di milioni di euro sulle autostrade, e lo condanna ad una arretratezza infrastrutturale inaccettabile per un paese a vocazione turistica come il nostro".

L'auspicio, conclude la nota di Motus e "è che si riesca perlomeno a scorporare almeno le subconcessioni per le infrastrutture di ricarica dalle altre e di approvare gli schemi di bando il prima possibile".
 

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