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Lunedì, 20 Maggio 2024
Motori e mobilità

Waymo e Cruze anticipano Tesla, ma i robotaxi sono davvero sicuri?

A San Francisco, negli Stati Uniti, le due compagnie stanno per ricevere l'autorizzazione per offrire il loro servizio taxi senza conducente ma i dubbi sulla sicurezza sono ancora tanti

Il 13 luglio la California Public Utilities Commission dovrebbe concedere l'autorizzazione per il lancio dei servizi di robotaxi operati da Waymo e Cruze nell'area urbana di San Francisco. Una volta ottenuto il permesso da parte del Cpuc, le due aziende controllate di Google e General Motors, potranno operare legalmente, offrendo il servizio alle tariffe da loro prescelte.

Il servizio di robotaxi, già attivo in via sperimentale in alcune città della Cina e del Giappone, è anche un obiettivo del Ceo di Tesla Elon Musk, il quale, pur avendo previsto di poter iniziare a offrirlo dal 2022, ha dovuto ha dovuto rivedere i propri piani vista la mancanza di autorizzazioni da parte delle agenzie governative.  

Attorno ai robotaxi c'è inevitabilmente curiosità. Chi è favorevole, come Musk, sostiene che si tratterebbe di una rivoluzione per i servizi di mobilità, poiché contribuirebbe a rendere più democratici gli spostamenti abbassando notevolmente i costi (secondo Musk costerebbe meno di una corsa in bus). In più la loro diffusione equivarrebbe a un sensibile miglioramento della tecnologia di guida completamente autonoma, un traguardo che finora non è stato raggiunto.

Timori fondati per la pubblica sicurezza

Ad ogni modo, proprio come per le vetture a guida autonoma di Tesla, anche nei confronti del servizio di taxi senza conducente offerto da Waymo e Cruise, esiste ancora un nutrito numero di scettici che non si dice convinto di questa tecnologia o è del tutto contrario, poiché sostiene che questi mezzi non siano sicuri, o meglio ancora rappresentino un pericolo per la pubblica sicurezza. Nel loro funzionamento, infatti, ci sarebbero ancora tanti punti deboli e a preoccupare sono le possibili conseguenze sulla circolazione stradale, in particolare relativamente all'intralcio dei veicoli di emergenza.

Tra chi si è esposto pubblicamente contro i robotaxi c'è il capo dei vigili del fuoco di di San Francisco Jeanine Nicholson secondo cui questi mezzi non sono ancora pronti per il debutto di massa. Nicholson contesta il fatto che all'industria dei robotaxi sia stato permesso di muoversi troppo velocemente, nonostante questi mettano a repentaglio la pubblica sicurezza, dimostrandosi incapaci di gestire i camion dei pompieri, le ambulanze e le auto della polizia. "Non sono contro la tecnologia. Capisco che sia importante ed è la direzione verso cui sta andando l'industria - ha dichiarato Nicholson - ma dobbiamo sistemare ciò che non funziona prima che i robotaxi invadano le città".

Soltanto nel 2023 a San Francisco sono stati registrati almeno 40 incidenti in cui i robotaxi hanno interferito con i veicoli di emergenza e secondo i dati forniti dalla San Francisco Municipal Transportation Agency il numero di incidenti che hanno coinvolto i soli robotaxi Waymo nell'arco di tempo giugno-novembre nel 2022 è stato 6 volte superiore a quello dei veicoli guidati da conducenti umani nell'intero 2021. Uno dei problemi sembra essere che le autorità di regolamentazione statali tengono traccia delle collisioni dei robotaxi, ma non tengono traccia dei dati sui problemi di flusso del traffico, come blocchi stradali o interferenze con i camion dei pompieri.

Il fatto che, come osservano gli attori dell'industria senza conducente, le auto robotiche non siano soggette alla stanchezza o non guidino ubriache o sotto l'influenza di stupefacenti o non siano distratte dagli smartphone, non basta per definire questi veicoli sicuri. Molto spesso, infatti, questi veicoli si fermano di colpo nel traffico senza un'apparente ragione e i blocchi stradali che ne derivano sono a volte brevi, e a volte lunghi al puhto da rendere necessario l'intervento di un dipendente dell'azienda di robotaxi che sposti l'auto.

Guardando a questi fatti con una maggiore visione d'insieme, ci si può fare un'idea sul perché la guida autonoma ancora non sia stata sdoganata nonostante i ripetuti annunci di Elon Musk sull'imminente lancio del Full Self Driving software di Tesla.

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