Martedì, 19 Ottobre 2021
Andrea Maggiolo

Opinioni

Andrea Maggiolo

Giornalista Today

Il governo sperava nel fallimento del cashback?

Chiudi i negozi nei centri commerciali, e ti sorprendi degli assembramenti nei centri città. Lanci un un sistema di rimborsi in pieno shopping natalizio come il cashback, valido solo se la spesa avviene in presenza, e ti stupisci che i consumatori vadano nei negozi. Il governo non sembra avere chiara la rotta: nel mezzo di una pandemia non è facile trovare l'equilibrio, le giustificazioni non mancano. Ma le parole tranchant di un ministro come Francesco Boccia, che definisce "ingiustificabili, irrazionali, irresponsabili" le foto di persone che, quasi tutte con mascherina correttamente indossata, camminano per le strade più centrali delle grandi metropoli italiane, non sembrano centrare il punto.

Davvero un esecutivo prende decisioni (o quantomeno le preannuncia) sulla base non dei numeri e dei dati del contagio, ma sulla base del riscontro mediatico delle immagini rilanciate ieri da social e televisioni, e non su - ad esempio - il numero di controlli e sanzioni eventualmente comunicato dal Viminale al termine del weekend? Davvero bastano alcune immagini a spingere il premier ad affrontare l'argomento di nuove strette alle 19 di una domenica sera con i capidelegazione, il ministro delle Regioni Francesco Boccia, il sottosegretario Riccardo Fraccaro, il ministro dei Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà? 

A questo punto viene poi naturale domandarsi se le misure varate del governo, che prevedono la chiusura dei negozi di beni non essenziali all'interno dei centri commerciali nei giorni festivi e pre-festivi, siano sensate. Forse no. Non lo sono di certo secondo il Consiglio nazionale dei centri commerciali (Cncc), che le definisce "potenzialmente dannose sotto il profilo sanitario, in quanto favoriscono assembramenti nei centri citta' e sui mezzi pubblici avendo ridotto la scelta commerciale" Il Cncc sottolinea "l'assoluta sicurezza dei centri commerciali che, grazie al contingentamento degli ingressi, percorsi esterni ed interni alle strutture per facilitare e rendere scorrevoli i transiti, l'installazione di termoscanner, l'igienizzazione e sanificazione giornaliera - anche degli impianti di aereazione - e il rafforzamento della vigilanza privata per evitare qualsiasi affollamento, garantiscono un maggior livello di controllo rispetto a quanto e' invece possibile nei centri cittadini, tutelando maggiormente, di conseguenza, la salute dei cittadini". 

Davvero qualcuno si stupisce poi che un meccanismo come il cashback, che in questa prima fase impone di fare, in venti giorni o molto meno per altri utenti, un numero non irrilevante di transazioni, entro il 31 dicembre, nei negozi fisici per avere diritto al rimborso, abbia spinto ieri molti cittadini nelle vie dello shopping? "Già compaiono i primi cittadini che hanno maturato il diritto all'Extra Cashback di Natale: sono infatti 15mila i partecipanti che hanno già raggiunto la soglia minima delle 10 transazioni necessarie per ottenere il rimborso del 10% sugli acquisti effettuati con carte e app di pagamento entro il 31 dicembre 2020" esultava qualche giorno fa Palazzo Chigi in una nota fatta arrivare alla stampa. "Il totale degli iscritti al programma ha superato i 4 milioni e sono oltre 1,6 milioni le transazioni già contabilizzate e acquisite dal sistema per un totale di rimborso accumulato pari a oltre 6,4 milioni di euro. I numeri sono in continuo rialzo". Un successo reso possibile solo dalle spese prenatalizie degli italiani. Sì, proprio quelli degli assembramenti, almeno in parte. Forse il governo sperava nel fallimento del cashback?

E poi c'è un dettaglio che va sottolineato: passeggiare all'aperto con la mascherina in sé non è un comportamento a rischio, se si mantiene la distanza di sicurezza. Diverso è il discorso se le critiche agli assembramenti sono un modo per porre l'attenzione su altre situazioni di rischio potenziale nei luoghi chiusi. Ma anche qui: trattare i cittadini da adulti, non da bambini, sarebbe il minimo. Non è vero che ieri è stato un "liberi tutti". C'erano città con le luminarie natalizie accese e con tutti i negozi aperti. Sarebbe stato surreale vedere le strade semideserte. Se ci sono state situazioni al limite, non è stata certo la norma in un paese di 60 milioni di abitanti.

Salvare il Natale dal punto di vista della tenuta economica, incentivando a più non posso gli acquisti, e poi dare la colpa a chi cammina per strada con una mascherina indossata e in quei negozi ci entra per fare compere. Se la strategia mediatica è questa, non sembra corretta. "Non ce lo possiamo permettere", è solito dire il premier Giuseppe Conte. Ma non ci "possiamo permettere" nemmeno di essere trattati da scolaretti riottosi, tanto più se non viene violata alcuna legge e in confusione sembra esserci andato, in vari ambiti, l'esecutivo stesso.

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