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Giovedì, 29 Settembre 2022

Un bando dei turisti russi non sarebbe né giusto né utile

L'Ucraina sta facendo pressione sull'Occidente affinché imponga un divieto di viaggio a tutti i cittadini russi. "Le sanzioni più importanti sono la chiusura delle frontiere, perché i russi stanno portando via la terra di qualcun altro", ha detto questa settimana Volodymyr Zelensky al Washington Post. "Qualunque sia il tipo di russo, fatelo andare in Russia", ha aggiunto, sostenendo che tutti gli abitanti del Paese devono essere ritenuti complici della guerra dichiarata da Vladimir Putin.

In Europa al momento un divieto dei voli diretti da e per la Russia è già in vigore, ma ci sono diverse compagnie che operano ancora nella nazione, come la Turkish Airlines, quindi con uno scalo ad esempio in Turchia, si può raggiungere tranquillamente un Paese dell'Unione. Molti turisti diretti in Europa raggiungono poi via terra le nazioni di confine e da lì prendono un aereo. E proprio queste nazioni stanno cominciando a prendere dei provvedimenti per fermare indiscriminatamente gli ingressi di cittadini russi, o stanno facendo pressione su Bruxelles affinché prenda un provvedimento in questo senso. Estonia, Lettonia, ma anche Lituania, Polonia e Repubblica ceca hanno interrotto il rilascio di alcuni visti, la Finlandia sta pensando di fare la stessa cosa, ma i visti Schengen rilasciati da altre nazioni restano validi. L'Estonia ha annunciato di volersi spingere oltre, vietando l'ingresso nel suo territorio ai russi che sono già titolari di visti Schengen che ha rilasciato lei.

C'è però chi si è opposto alla richiesta di Zelensky, come il cancelliere tedesco Olaf Scholz, che ha chiesto di usare “buon senso”, sostenendo che questa “è la guerra di Putin”, non di tutti i russi. Ma è proprio il buon senso che manca spesso quando si tratta del modo in cui rispondere all'invasione dell'Ucraina. Quando nel 2017 l'allora presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, impose divieto di ingresso negli Usa di cittadini di Paesi come Iran, Libia e Siria, i leader Ue reagirono indignati, sostenendo che era ingiusto e controproducente discriminare i civili in base alla loro nazionalità o religione e punirli per le azioni di un governo autocratico. E adesso dovremmo fare noi lo stesso contro tutti i russi? Nelle nostre nazioni già si sta diffondendo una irrazionale russofobia, con il blocco di concerti ed eventi a cui dovevano partecipare musicisti e artisti della Federazione o di corsi di studio riguardanti autori e scrittori russi.

Le personalità vicine a Putin sono state già sanzionate con divieto di ingresso in Europa e confisca dei beni, adesso vogliamo anche discriminare i cittadini in generale? Magari anche quelli che non sono d'accordo con questa guerra o che addirittura sono oppositori di Putin. Farlo sarebbe anche contrario alla stessa Convenzione di Ginevra, che all'articolo tre sostiene che “le persone che non prendono parte attiva alle ostilità”, devono essere “in ogni circostanza trattate con umanità, senza alcuna distinzione avversa fondata su razza, colore, religione o fede, sesso, nascita o ricchezza, o qualsiasi altro criterio simile”. Centinaia di migliaia di cittadini russi vivono nei Paesi dell'Ue e molti di loro hanno doppia nazionalità, un divieto di viaggio potrebbe finire per separare le famiglie, tra l'altro proprio di quelli più occidentalizzati e che magari sono maggiormente critici contro Putin.

E poi cosa si pensa che avverrebbe con questo blocco, una rivolta interna dei cittadini contro il governo? L'eventualità sembra piuttosto improbabile. Basta pensare all'embargo imposto dagli Usa a Cuba, un embargo che, al di là di quello che si pensi del governo comunista, non può non essere ritenuto ingiusto e immorale, e che è molto più pesante per l'isola di quanto l'Occidente sta facendo a Mosca, va avanti dal 1962 e non ha portato a nessun cambiamento di regime. Che Zelensky faccia una richiesta del genere può essere comprensibile ed è legittimo, il suo Paese è in guerra e lui prova a utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione per resistere all'invasione. Ma accontentarlo in questa richiesta non sarebbe né giusto, né utile.

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