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Lunedì, 6 Febbraio 2023

Il bonus Ipad

Charlotte Matteini

Opinionista

Babbo Natale coi parlamentari passa in anticipo

L’esplosione dei prezzi di energia elettrica, gas e benzina, l’inflazione galoppante, l’erosione del potere d’acquisto. Sono tutti problemi che i cittadini del Belpaese stanno affrontando da mesi e dovranno combattere in futuro, potendo contare solamente sulle forze del proprio stipendio e dei propri risparmi, per chi ha avuto la possibilità di mettere via un gruzzoletto in passato. Scarsi gli aiuti erogati dai Governi che si sono succeduti in questi ultimi mesi, elargiti quasi con il contagocce per non intaccare gli equilibri di bilancio e non produrre ulteriore debito pubblico. 

Insomma, lo Stato sta aiutando ma non troppo, e anzi pensa al taglio del reddito di cittadinanza per risparmiare ancora di più. A conti fatti, il grosso dell’impatto economico determinato dall’esplosione dei prezzi di luce, gas, carburanti e materie prime è tutto sulle spalle dei contribuenti italiani. La situazione è critica, per non dire drammatica, le famiglie italiane a basso e medio reddito stanno tagliando le spese per cercare di risparmiare il più possibile e tamponare in qualche modo la situazione.  

I 5.500 euro della discordia

Ebbene, nonostante il quadro a tinte fosche, in Parlamento qualcuno ha avuto la geniale idea di mettere a disposizione dei deputati un fondo da 5.500 euro a eletto per l’acquisto di dotazioni tecnologiche e materiale da cancelleria. Sì, avete letto bene: 5.500 euro per comprare pc, smartphone, tablet, cuffie bluetooth, penne e chi più ne ha più ne metta. 

A firmare la determina che stabilisce l’ammontare dei fondi a disposizione dei parlamentari sono stati i questori della Camera Paolo Trancassini di Fratelli d’Italia, Alessandro Manuel Benvenuto della Lega e Filippo Scerra del Movimento 5 Stelle. Questo tipo di fondo è sempre esistito, non è affatto una novità. Il grande cambiamento sta negli importi a disposizione, che in questa nuova legislatura appena inaugurata sono stati sensibilmente innalzati, passando dai 2.500 euro una tantum per la tecnologia stabiliti sotto la presidenza Fico ai 5.500 euro odierni. 

Razionalizzazione, è la scusa accampata dal questore di FdI Trancassini, che sostiene che in realtà l’importo complessivo sia inferiore di circa 1.000 euro a deputato rispetto al passato perché nella scorsa legislatura i deputati avevano diritto a 850 euro l’anno per la cancelleria più 2.500 euro una tantum per la tecnologia, per un totale di 6.750 euro, ma nel 2022 si utilizzano molto di più i dispositivi tecnologici rispetto a carta e penna.  

Sparisce l'obbligo di presenza al 50% delle sedute

Sarà, ma in passato esistevano anche una serie di penali per la mancata partecipazione alla vita dell’Aula, che determinavano delle trattenute per chi non avesse partecipato al 50% delle sedute parlamentari o non presentasse almeno l’80% delle proposte di legge o degli atti ispettivi in formato elettronico, per risparmiare sulla carta. Sparite. 

Insomma, in un momento in cui gli italiani sono costretti a tirare la cinghia perché i bassissimi stipendi medi sono del tutto inadeguati ad attutire il contraccolpo dell’inflazione, in Aula pensano a ritoccare all’insù il tetto massimo per l’acquisto di smartphone, Ipad e AirPods destinati a persone che guadagnano ogni mese svariate migliaia di euro. Crisi energetica? Fatti bastare un paio di cento euro una tantum per le bollette. È uscito il nuovo IPhone 14 Pro Max? Ecco subito un bel fondo per aiutare un povero deputato a esercitare al meglio le sue funzioni di mandato. Definire questo atteggiamento una barzelletta è anche fin troppo generoso. 

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