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Mercoledì, 24 Aprile 2024

Le lamentele

Charlotte Matteini

Opinionista

Cose da pazzi: i camerieri vanno dove li pagano di più

Ci risiamo. L’altro giorno, su Il Resto del Carlino, è apparso l’ennesimo articolo sulla mancanza di giovani disposti a lavorare nel settore del turismo. A lamentarsi, questa volta, sono stati gli imprenditori ferraresi, che hanno raccontato al quotidiano locale il loro dramma. La colpa? Del reddito di cittadinanza per molti, ça va sans dire, ma non solo. Ebbene, tra le testimonianze raccolte dal quotidiano romagnolo, ce n’è una in particolare che mi ha fatto letteralmente sobbalzare dalla sedia. Sì, ma dalle risate.  

Il colpevole, questa volta, per il povero ristoratore, ha un nome: il libero mercato. “Trovare personale? Una lotta. Potrei aprire altri cinque bar, non riesco perché non ci sono ragazzi che vogliano rimboccarsi le maniche”, racconta l’imprenditore. “Una si è arresa qualche giorno fa. C’è chi prende il reddito di cittadinanza, si è fatto i conti. Se stanno a casa prende gli stessi soldi, non ha spese magari per spostarsi. Ti guardano, ti dicono che preferiscono il reddito", rimarca. A parte che se una persona preferisce il reddito di cittadinanza - che ha un importo medio di circa 500 euro al mese secondo i dati Inps - forse dovresti porti delle domande su quanto sia così appetibile ciò che proponi, ma sorvoliamo. La parte più grottesca del ragionamento dell’esercente deve in realtà ancora arrivare e, a mio modesto parere, racchiude in una sola frase il vero problema della mancanza di personale nel settore turistico, che non ha nulla a che fare con il reddito di cittadinanza, ma molto di più con l’assurda mentalità imprenditoriale dei titolari di queste attività. 

"Un collega mi ha rubato una cameriera"

“Un collega è venuto in uno dei miei bar, mi ha ‘rubato’ la cameriera. Ha detto che le dava 4 euro in più, è andata via. È una lotta, ci facciamo concorrenza tra noi per avere personale", ha detto. Sì, avete letto bene. L’imprenditore racconta, offeso, il tradimento di una dipendente che ha osato accettare un’offerta di lavoro che prevedeva un compenso più alto. “La ragazza poi ci ha ripensato, è tornata sui suoi passi. Troppo tardi. "I giovani non hanno ambizioni”, chiosa.  

Ho dovuto rileggere le dichiarazioni più volte e per qualche minuto ho seriamente pensato di trovarmi di fronte a un articolo di Lercio data l’epocale assurdità del ragionamento. Insomma, l’imprenditore dichiara platealmente di aver un giro di potenziali clienti talmente elevato che potrebbe permettersi di aprire altri cinque bar, però non a quanto pare non potrebbe – o, forse, meglio ancora, non sarebbe disposto - aumentare la retribuzione di una sua dipendente per tenersela stretta e gratificarla. Non sia mai. Ecco, non si porrebbe alcun tipo di problema se questo imprenditore fosse l’unico a ragionare così, ma la verità è che questo titolare ha purtroppo una folta stregua di colleghi che la pensa in maniera assolutamente identica.  

Legge domanda e offerta

Ed ecco quindi qual è il vero problema della mancanza di personale nel settore del turismo: sono gli imprenditori e il loro modo di ragionare, questo costante atteggiamento che li porta a considerarsi benefattori per il solo fatto di offrire un impiego, a prescindere dalle retribuzioni e dalle condizioni, senza minimamente pensare al fatto che il mercato del lavoro, per sua definizione, è un mercato duale e come al lavoratore serve un lavoro allo stesso tempo all’imprenditore serve il lavoratore. Cosa ci dice la banalissima legge della domanda e dell’offerta, sempre così esaltata dall’imprenditore medio quando si tratta di alzare il costo dei propri beni e servizi? Semplice: non riesci a trovare lavoratori per la tua attività? Ecco, devi migliorare le condizioni che proponi.   

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