rotate-mobile
Domenica, 4 Dicembre 2022

Anna Dazzan

Giornalista

C'è solo un capitano ma no, non siete voi

Prendi la fascia, togli la fascia, metti un’altra fascia. Perché hai paura di un’ammonizione e allora cedi, ma pensi di fare comunque qualcosa perché ormai hai gli occhi del mondo (una parte, però, solo quella che “conta”) puntati addosso. Allora la foto di rito prima della gara scegli di farla con la mano davanti alla bocca, in un simbolico bavaglio. Ma sai che c’è? Io questo gesto l’ho trovato quasi irrispettoso, sicuramente non rappresentativo. E, soprattutto, per nulla coraggioso. Anzi, addirittura un po’ paraculo. Un po’ facile, così, no? E tu, tu e tu, voi capitani strapagati di queste nazionali piene di soldi e testosterone, ma cosa volevate dimostrare, esattamente? Quando in tante e tanti si aspettavano un gesto forte, qualcuno che dicesse “no, non così”, quando in tante e tanti si aspettavano che la Fifa non avesse la meglio e, invece, voi il meglio lo avete servito su un piatto non d’argento di un brillante verde erba… ecco, è in quel momento che avete smesso di essere i veri capitani.

Tenetevi il vostro calcio e non immischiatevi in cose che sono troppo lontane da voi. Tenetevi i vostri soldi, i vostri privilegi, le vostre copertine sulle riviste e le foto sui social. Tenetevi la lotta per questa coppa del Mondo nata insanguinata e lasciate le lotte sociali a chi ci crede veramente, a chi non ha paura di perdere qualcosa di ben più significativo che una partita. E sì, grazie a Nancy Faeser, Ministra dell’Interno tedesca che ha indossato la fascia arcobaleno con la scritta One Love sugli spalti. Grazie anche ad Alex Scott, ex calciatrice ora giornalista della Bbc che ha fatto lo stesso da bordocampo. Ma è questo che serve? Dimostrare simbolicamente che le regole del gioco in corso non piacciono mentre si partecipa al gioco stesso? Come Infantino che si sente “qatarino, disabile, gay e discriminato” un giorno l’anno, ma per gli altri 364 giorni vive a Doha con uno stipendio annuale da 1,40 milioni e pensa che i Mondiali possano essere la soluzione per risolvere i problemi dell’Africa. No, non è questo che serve. Cari capitani, se volevate sentirvi davvero parte nella lotta per i diritti di tutte le persone discriminate, che questi Mondiali patinati stanno coprendo con la puzza del petrolio, potevate non scendere in campo. Allora sì, che avreste fatto la differenza. 

Si parla di

C'è solo un capitano ma no, non siete voi

Today è in caricamento