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Mercoledì, 1 Febbraio 2023

Buon compleanno caro Cd, sarai sempre meglio del vinile

Alla fine del 1982 veniva introdotto sul mercato il compact disc digital dudio, sono passati 40 anni e ha un solo difetto: era nato praticamente perfetto. Oggi assistiamo a un grande ritorno commerciale del disco in vinile come supporto audio e paradossalmente alcuni album non vengono più pubblicati in cd, ma solo in vinile. Dopo tanti anni, tra le altre cose, con l'effetto trainante di 'Midnights' di Taylor Swift, il vinile ha battuto il cd nelle vendite. Da appassionato di musica e hi-fi questo mi rende molto triste perché il cd è nato perfetto e ai suoi creatori, fra cui l'inventore James T. Russell oggi 91enne, dovremmo erigere un monumento.

No, il vinile non è meglio

Negli ultimi anni il mercato della musica è dominato da una parte dalla musica digitale in streaming, nella stragrande maggioranza dei casi compressa (e quindi con perdita) e poi magari inviata a delle cuffie Bluetooth (ecco un'ulteriore compressione) e poi forse con soppressione del rumore (altra modifica dell'onda originale), quindi tutt'altro che 'alta-fedeltà'... e dall'altra parte, fra i pochi rimasti che preferiscono il 'possesso' fisico del supporto musicale, è appunto tornato di moda il vinile, con sedicenti esperti che dicono che "sia meglio" del cd. E che spendono anche il doppio per avere una qualità decisamente inferiore.

De gustibus... ma cosa è davvero meglio? Se per "migliore" si intende la rappresentazione più possibile fedele al suono originale che l'artista ha prodotto (e l'acronimo Hi-Fi sintetizza questo: alta fedeltà) allora fra cd e vinile non c'è proprio confronto. È una questione di fisica e di fisiologia umana. Un'onda sonora è rappresentata da due parametri fondamentali: frequenza e ampiezza. E il cd 40 anni fa aveva già raggiunto il massimo livello nel rappresentare queste due grandezze per quanto sia possibile discernere dall'orecchio umano. Tant'è che versioni successive, come il dvd-audio e il Superaudiocd (Sacd), non sono riuscite a migliorare la riproduzione sonora rispetto al cd, quando fatte ascoltare anche a tecnici del suono ed esperti, in test in doppio cieco.

Perché? Perché il cd ha un campionamento digitale che copre al meglio sia la frequenza (44,1 kHz, cioè fino a 22 kHz sonori) che la gamma dinamica (16 bit, cioè 96 dB di ampiezza) udibile dall'orecchio umano. Aumentare questo campionamento, come hanno fatto SACD e DVD-Audio (96 kHz e 24 bit), si è rilevato essere inutile alle luce di prove empiriche. E quindi il disco in vinile? Il vinile semplicemente restituisce l'onda sonora con valori molto inferiori, rispetto al cd, per risposta in frequenza e gamma dinamica (70 dB di un buon vinile contro i 96 dB del cd, circa 20 volte in meno essendo i dB logaritmici).

A qualcuno potrà piacere il suo suono, la puntina che scoppietta quando trova un granello di polvere ecc. ma è bene sapere che rispetto al segnale sonoro originale la resa è ben diversa, e ben inferiore rispetto a quella del cd. Quindi chi ascolta un vinile sente qualcosa di maggiormente 'diverso' rispetto al cd e soprattutto rispetto a quanto l'artista ha effettivamente prodotto.

Crediamo pure a tutto

Inoltre il vinile ha problemi con l'usura della traccia (ogni volta che viene suonato si consuma e la volta successiva la resa peggiora), con la separazione dei canali destro e sinistro (circa 30 dB contro gli oltre 100 dB del CD, perché l'unica puntina rileva entrambi i canali audio sullo stesso solco e un po' li mescola), e risente poi delle vibrazioni, delle variazioni di velocità del disco, della non perfetta tangenza della puntina nella traccia e del basso rapporto segnale/rumore di fondo. E infine del 'problema' dell'equalizzazione RIAA, una compressione delle basse frequenze in registrazione e successiva amplificazione in riproduzione per ovviare ai limiti fisici dell'accoppiata puntina-solco alle basse frequenze e aumentare lo spazio per le tracce. Ma questo inserisce un equalizzatore nella catena con i tutti i problemi del caso, primo fra tutti standard e taratura.

Tutti difetti che il cd non ha. Il cd è inoltre (quasi) eterno e non ha errori di lettura, basti pensare che un lettore cd-rom per computer, da una decina di euro, gira a velocità 52x e - grazie alle informazioni ridondanti per il controllo errori - non sbaglia un bit sui 5 miliardi contenuti (perché se un bit errato nella riproduzione audio non si nota neanche, in un programma per calcolatore può mandarlo in errore).

C'è poi l'aspetto ambientale: il vinile utilizza più materiale plastico come supporto (10 volte di più) e anche il processo di produzione è maggiormente inquinante rispetto a quello del cd.Infine, la cosa più divertente di chi dice che il vinile sia "migliore" rispetto al cd è che non sa, o non si rende conto, che i costosi vinili degli ultimi anni sono tutti stampati partendo da... master digitali. Quindi se è vero che la digitalizzazione faccia perdere qualcosa (ed è normale), i loro vinili sono tutt'al più una copia peggiore di un... cd.

Ma se la gente crede all'omeopatia, all'osteopatia per non parlare degli oroscopi e della moltiplicazione dei pani e dei pesci, può anche benissimo credere che i vinili siano 'migliori' dei cd. Ma si tratta appunto di 'fede'. D'altronde non siamo nell'era della post-verità? Chissenefrega di cosa sia 'vero', "l'Oscillococcinum con me funziona" e "per me il vinile si sente meglio": beati loro, forse vivono meglio di chi è pieno di dubbi, si interroga, approfondisce, sperimenta, verifica le ipotesi.

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