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Lunedì, 24 Giugno 2024

Il commento

Marco Esposito

Il grande nemico di Elly Schlein: i falchi delle correnti sono pronti a tornare in campo

"La paura è che una volta tolta la maglietta della mozione congressuale, spunti la canottiera della corrente di appartenenza". Con questa battuta - perfida e geniale - c'era qualcuno che oggi, durante l'assemblea nazionale del PD alla Nuvola di Fuskas all'Eur, riassumeva la giornata che ha visto l'esordio di Elly Schlein come segretaria del Pd. Infatti, la leader dei democratici durante il suo discorso aveva chiesto a tutti delegati presenti di "togliersi la maglia della mozione del congresso" per vestire quella del Partito Democratico. Per giocare tutti nella stessa squadra. Unità e chiarezza ha promesso in cambio Schlein in un discorso per nulla divisivo; un "elenco di buoni propositi", lo ha definito qualcuno. 

Ma ora, terminata la giornata di festa, la segretaria dem dovrà affrontare due questioni complesse.

La prima riguarda la gestione unitaria del Partito Democratico. In soldoni, il nodo da sciogliere è il seguente: Elly Schlein gestirà il Pd insieme a Bonaccini e alla sua area, o - al di là del ruolo di garanzia offerto al governatore dell'Emilia Romagna - ci sarà una maggioranza e un'opposizione all'interno del Pd? Questa la prima domanda alla quale la neo-segretaria è chiamata rispondere. Sarà possibile mantenere insieme le promesse fatte, la chiarezza della linea politica da tenere, con una gestione collegiale del Partito? Questa la domanda che tutti si pongono

La risposta non è semplice. Anche perché su questo, la stessa "area Bonaccini" inizia a differenziarsi. L'area che ha sostenuto il neo presidente del Partito è piuttosto composita e non tutti sono dello stesso parere. Bonaccini, sotto questo punto di vista, si è sempre mostrato aperto a una collaborazione con la vincitrice delle primarie, sottolineando sempre, comunque, che la prima mossa sotto questo punto di vista spetta proprio a Elly Schlein. Ma su questo aspetto l'impressione è che alcuni dei sostenitori della mozione uscita sconfitta dalle primarie siano in procinto di togliersi la maglia del congressuale per vestire quella della corrente di appartenenza. Si, esattamente quelle correnti che sono sempre esiste, che tutti dicono di non volere, e che tutti tornano a coltivare il minuto dopo finito il congresso.

La seconda questione riguarda la capacità di Schlein e del suo gruppo dirigente di saper mantenere insieme tutte le cose promesse: una linea politica chiara, senza compromessi al ribasso, che sappia coniugare la novità e la radicalità espressa durante la campagna delle primarie con l'unità del Partito Democratico. Le ali estreme delle due mozioni - i rispettivi falchi - sono già al lavoro per far saltare le buone intenzioni manifestate oggi da Elly Schlein. La neosegretaria dem ha avuto il coraggio di ammettere i suoi limiti durante il suo discorso d'insediamento: "da solo non posso farcela", ha detto; una nuova "segretaria" non è sufficiente alla riuscita del progetto ha sottolineato, nonostante il clima intorno al Pd sia cambiato.

Serve lo sforzo di tutti, di tutta la comunità e di tutto il gruppo dirigente. A iniziare proprio da Bonaccini e da un patto da sottoscrivere insieme, per tagliare gli artigli ai rispettivi falchi. 

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