Martedì, 16 Luglio 2024

L'editoriale

Cesare Treccarichi

Giornalista

Con Meloni il primo G7 della storia che fa pubblicità a un marchio

Ho cercato sulla carta geografica della Puglia un paese di nome Borgo Egnazia, in provincia di Brindisi, ma non l'ho trovato. Ho invece trovato un gran bel resort. Eppure, i documenti ufficiali del G7 italiano indicano come località proprio "Borgo Egnazia" (BR). Cosa è successo? Due alternative: o siamo di fronte a un nuovo record di Giorgia Meloni o ci sono dei riferimenti alla cultura classica poco immediati. Di certo, il vertice è anche una straordinaria pubblicità di portata mondiale per un'azienda che è sì eccellente, ma che è pur sempre un'attività privata. Perché tutti gli altri G7 sono legati al luogo in cui si svolgono e questo indica, e nei fatti pubblicizza, un preciso marchio?

Il G7 di Borgo Egnazia: lapsus storico letterario?

Borgo Egnazia prende il nome dal sito archeologico vicino di Egnazia. Qui sorgeva l'omonima città che dai Messapi ai romani è stata al centro di importanti rotte commerciali, per poi, probabilmente venire distrutta dal saccheggio dei Goti. La città è stata più volte menzionata da autori classici come Plinio, Strabone e Orazio. 

Di sicuro, la migrazione dei suoi abitanti ha contribuito alla nascita dell'attuale Fasano, il "vero" luogo del G7.

Dove si fa davvero il G7 di Meloni in Puglia: è record

I documenti ufficiali danno indicazioni precise su dove si svolge il G7: Borgo Egnazia, provincia di Brindisi. Ma in quanto località Borgo Egnazia non esiste. È un resort. 

Il programma ufficiale del G7 indica come luogo dove si svolge Borgo Egnazia

Con una ricerca su Google è semplice constatare che il luogo, inteso come comune, in cui si svolge il vertice è in realtà Fasano. Scendendo ulteriormente di dettaglio geografico, la frazione risulta Savelletri. 

La mappa di Borgo Egnazia e Savelletri, frazione di Fasano

E quindi perché nei documenti ufficiali non leggiamo il G7 di Fasano o di Savelletri? O magari G7 Puglia? È il primo caso di pubblicità diretta a un marchio, altro record tra i tanti record del governo Meloni. Piccolo esercizio logico: andiamo a vedere come sono stati chiamati gli scorsi G7. Ad esempio, l'ultimo in Italia si è tenuto nel 2017 a Taormina, comune della provincia di Messina, al Palacongressi. Ma nei documenti ufficiali mica leggiamo di "G7 Palacongressi", non era stato indicato il nome della struttura. Neanche a dirlo, stesso discorso per Giappone, Germania, Regno Unito, Stati Uniti. Proprio la Casa Bianca indica sul proprio sito che il vertice si svolge a Fasano.

La Casa Bianca indica che il G7 in Puglia è a Fasano e non a Borgo Egnazia

Sul sito del governo britannico si legge che la riunione si tiene in Italia, mentre Giappone e Canada la collocano in "Puglia".Ursula von der Leyen fa eccezione e scrive sui propri social, sbagliando, che i sette si riuniscono a Bari. Poi c'è il Consiglio Europeo che non scontenta nessuno e in alcuni comunicati scrive Borgo Egnazia mentre in altri Fasano.

Borgo Egnazia, un marchio G7

Per l'edizione del 2024, invece, c'è il nome di un'azienda privata. Borgo Egnazia è più di un'azienda, è anche un marchio registrato, che il proprietario e fondatore, Aldo Melpignano, ha ottenuto nel 2013. Il resort è un acclamato esempio di ospitalità diffusa e nel tempo si è affermato come meta del turismo di lusso in Puglia. Negli anni, vari Vip hanno scelto il borgo per festeggiare il loro matrimonio, Justin Timberlake e Jessica Biel, o per passarci le vacanze, come hanno fatto George Clooney, David Beckham, e Madonna.

Borgo Egnazia è un simbolo delle vacanze di lusso e dell'eccellenza italiana nel mondo, che ora porta con sé - a prescindere dalla propria volontà - anche una sintesi di aspetti italici più contraddittori. Ad esempio, il resort ha una spiaggia, Cala Masciola, con stabilimento balneare per cui paga una concessione demaniale di 5.983,82 euro l'anno, come verificato da Today sul Sid, il portale del ministero delle Infrastrutture.

La spiaggia di Borgo Egnazia e il canone di concessione balneare che paga

Strutture di lusso che, legalmente, pagano allo Sato l'equivalente dell'Irpef di un dipendente. Ma questa è un'altra storia e poi la colpa non è mica loro. Chissà se Meloni al vertice parlerà di concorrenza...

In ogni caso, il lavoro fatto dalla famiglia Melpignano è di alto livello ed è riconosciuto come tale in tutto il mondo. La mancanza di trasparenza sulle scelte, anche comunicative, di un vertice intergovernativo non può essere un loro problema. Il marchio è un "segno" usato per identificare un'impresa per distinguerla dalla concorrenza. Dopo questo G7, Borgo Egnazia lo sarà ancora di più. L'Italia ancora meno trasparente. 

Si parla di
Con Meloni il primo G7 della storia che fa pubblicità a un marchio
Today è in caricamento