Domenica, 16 Maggio 2021
L'opinione di Andrea Maggiolo

L'opinione di Andrea Maggiolo

A cura di Andrea Maggiolo

Se il lockdown diventa la cura per il gioco d'azzardo

Lockdown e zone rosse fanno male al gioco d'azzardo. I dati nel 2020 confermano la posizione sempre espressa da "Mettiamoci in gioco - campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo" portata avanti da molte associazioni che in maniera coordinata e compatta si battono per una maggiore consapevolezza su un tema delicato. Emerge qualcosa di molto chiaro: se riduciamo l’offerta di gioco sui territori, solo una parte della domanda si sposta sul gioco online. In pratica si ottiene una riduzione complessiva del fenomeno, con la conseguente diminuzione dei casi di gioco problematico e dipendenza. Nel 2020 a causa dell’epidemia di Covid-19, i giocatori hanno avuto molte meno possibilità di gioco. E la raccolta del settore è crollata dai 110 miliardi di euro del 2019 a 80 miliardi e 135 milioni di euro, un valore paragonabile a quello del 2011. E se il gioco “fisico” – fatto, cioè, in una sala giochi o in un esercizio commerciale – è calato del 47,1%, il gioco online è cresciuto solo del 12,5% e rallenta il suo ritmo di crescita, che è il più basso degli ultimi 5 anni.

Per quanto riguarda il gioco “fisico”, in alcune Regioni – tutte del centro nord – ­la raccolta è più che dimezzata rispetto al 2019: Veneto (-51,2%), Toscana (-51,1%), Trentino Alto Adige (-50,4%), Lombardia (-50,2%). Al sud, invece, la diminuzione è inferiore alla media nazionale. Affermare poi che a una contrazione del gioco legale corrisponda un aumento del gioco illegale è un’opinione del tutto aleatoria: non ci sono certezze. La pandemia ha favorito un’astinenza forzata dal gioco d’azzardo per tante persone, per alcuni solo occasionale ma per altri, probabilmente, un’opportunità per affrontare la propria condizione di dipendenza o di gioco problematico, con la conseguenza di poter riappropriarsi della propria "vita comune", della normalità, dei rapporti familiari. 

Per qualcuno sicuramente l'anno passato ha rappresentato la dimostrazione che, senza gioco d'azzardo, la qualità della vita propria e degli affetti è concretamente migliore nel breve e nel lungo periodo. La riduzione dell’offerta di gioco sui territori ­– con la diminuzione di slot, vlt e gratta e vinci in circolazione – è una condizione necessaria per ridurre le situazioni patologiche in cui versano tanti giocatori. Ma senza una legge quadro di riordino del settore il problema non sarà mai risolto. Tutte le iniziative di contrasto al gioco d’azzardo in Italia, come il divieto di installazione di videolottery e slot machine vicino alle scuole in molti comuni, gli incentivi ai commercianti che le tolgono, o i progetti di sensibilizzazione, sono a macchia di leopardo con un impatto limitato. Una spinta dal basso c'è, ma finora non sono seguite iniziative concrete ad ampio respiro dalle istituzioni statali. 

Nessuna demonizzazione di un settore che secondo alcune stime dà lavoro a 150mila persone. Chi fa gioco legale non deve essere combattuto. Ma affrontare seriamente il problema della ludopatia è un dovere. La percezione diffusa è che per quanto si parli molto dei problemi legati alle dipendenze da gioco, le azioni concrete di contrasto siano minime, bloccate dall’ambivalenza di fondo dello Stato che non vuole rinunciare alle importanti entrate fiscali generate da questo tipo di giochi. Nei mesi di chiusura delle ricevitorie gli habitué del gioco in luoghi fisici sono passati solo in minima parte al gioco online e le due popolazioni di giocatori on-site e online restino ben distinte. Le quote di gioco problematico hanno visto un aumento negli ultimi anni nella popolazione 15-74 anni e in particolare tra i giovani adulti. Parlarne di più conviene a tutti: mettere in campo campagne e strategie contro la ludopatia è negli interessi tanto degli imprenditori del settore quanto dei cittadini. Serve un cambio di passo.

Uno studio condotto dall’associazione AND-Azzardo e Nuove Dipendenze sui dati del lockdown ha evidenziato il grande impatto della totale mancanza delle macchine da gioco elettroniche (SLOT), che è la tipologia di gioco d’azzardo prevalente tra i pazienti in cura presso i servizi. Confrontando la situazione dei pazienti precedente e durante il lockdown del 2020, lo studio ha cercato di dare una risposta alle domande: “Che impatto ha avuto il primo lockdown su qualità della vita e frequenza di gioco dei giocatori d’azzardo in cura presso i servizi?”, “L’assenza dell’offerta di azzardo, e in particolare delle slot, è stata positiva o negativa per loro?”, “I pazienti si sono rivolti a forme di gioco online?”.

Sono stati analizzati il comportamento di gioco d’azzardo e il desiderio dei pazienti durante il lockdown e sono stati messi a confronto i sintomi del disturbo da gioco d’azzardo all’inizio del trattamento, quindi prima dell’emergenza sanitaria, e durante il confinamento. I partecipanti sono stati 135 tra giocatori e giocatrici in trattamento. I risultati hanno mostrato che la maggior parte dei giocatori ha ottenuto un importante miglioramento della qualità della vita e delle proprie relazioni familiari, facendo registrare un minor numero di comportamenti e sintomi di gioco d’azzardo problematico, ed una più bassa percezione del desiderio di giocare d’azzardo. Non si è verificato alcun passaggio al gioco d’azzardo online. È emerso anche che più lungo era stato il trattamento, migliori erano i risultati in termini di riduzione dei sintomi.

Insomma, ridurre la disponibilità generale del gioco d’azzardo è una fondamentale "buona pratica" ricordata nelle linee di indirizzo accreditate a livello scientifico internazionale per la prevenzione del gioco d’azzardo problematico. Non tutti i giocatori sono problematici, è ovvio: ma quelli che lo sono rovinano - in alcuni casi autodistruggono -  la loro vita e quella dei loro cari. Il Telefono Verde dedicato a chi ha problemi legati al Gioco d’Azzardo (TVNGA) 800.558.822 dell'Osservatorio Fumo, Alcol e Droga (OssFAD) è un servizio nazionale, anonimo e gratuito, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 16:00. Non può certo diventare il lockdown la cura per il gioco d'azzardo. Ma qualcosa magari può avere insegnato in questo ambito.

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