Sabato, 13 Luglio 2024

Come cambierà il tuo iPhone con l'intelligenza artificiale di ChatGpt

Non è intelligenza artificiale: è Apple Intelligence. L’acronimo, sarà un caso, è sempre AI, ma è qualcosa di diverso. Ci sono una serie di elementi interessanti emersi durante la Conferenza per sviluppatori (WWDC) in cui Apple ha presentato quello che definisce un “sistema di intelligenza personale per iPhone, iPad e Mac integrato in iOS 18, iPadOS 18 e macOS Sequoia”. E che dovrebbe essere disponibile in autunno, con le prime versioni dei nuovi sistemi operativi.

Uno degli elementi è il marketing: come ha scritto Vox, Apple ha provato a dimostrare che parlare di AI non deve per forza essere pauroso, distopico. Ma anzi: che può esserci qualcosa di familiare nell’integrazione di questa tecnologia all’interno di un ambiente noto, che tante persone in tutte il mondo utilizzano ogni giorno. È come se, piuttosto che stupire in stile OpenAI, la strategia di Apple fosse stata rassicurare, per farla semplice.

Anche perché, in realtà, l’innovazione è, almeno sulla carta, importante. È l’altro elemento emerso dalla WWDC: nelle intenzioni di Apple, questo aggiornamento dovrebbe portare Siri a essere davvero qualcosa di utile e non solo un sistema in grado di capire (spesso non benissimo) poche domande di base.

La nuova Siri: un assistente personale

La versione rinnovata dell'assistente vocale dovrebbe offrire qualcosa di vicino all'automazione completa. Dovrebbe, in altre parole, trasformarlo in un assistente, in una nuova interfaccia per relazionarsi con il proprio smartphone, in grado di ‘vedere’ lo schermo e di navigare tra le applicazioni. Gli si può chiedere, ad esempio, di fare delle cose specifiche, come inviare una foto alla propria moglie o di riprodurre l’ultimo episodio di un podcast o di trovare la strada più veloce, senza pedaggio, per raggiungere la spiaggia più vicina. Siri dovrebbe riuscire grazie a un indice semantico in grado di analizzare vari attributi dai file sul dispositivo per comprendere tutto, da ciò che è nelle foto alle relazioni con i contatti. A chi mi riferisco quando parlo di mia moglie? L’analisi interna del dispositivo dovrebbe permettere al sistema di conoscere la risposta e regolarsi di conseguenza.

Funzionalità di scrittura e generazione immagini

Accanto a questa funzionalità, c’è anche la generazione di testo e immagini. La suite dei Writing Tools offrirà una serie di modi per controllare la grammatica e regolare il tono di e-mail, messaggi o presentazioni di lavoro. Apple Intelligence suggerirà anche vere e proprie risposte e potrà riassumere notifiche o pagine web in base a ciò che ritiene importante per l’utente. Il sistema permetterà anche la creazione di immagini, di emoji (si chiameranno Genmoji) e la rielaborazione di foto e video presenti nel rullino.

E la privacy?

C’è il tema della privacy: Apple conta di gestire molte delle elaborazioni direttamente sul dispositivo. Per quelle, invece, per cui serve l’interrogazione di server esterni, la compagnia di Tim Cook ha annunciato l’introduzione di un servizio chiamato Private Cloud Compute, un server che dovrebbe garantire una gestione sicura dei dati degli utenti.

Il ruolo di OpenAI

Tutti i sistemi di AI dovrebbero essere tecnologie proprietarie di Apple. C’è però anche l’integrazione con ChatGPT, figlia di una partnership con OpenAI. Nel caso in cui Siri non dovesse essere in grado di rispondere a una domanda dell’utente, il sistema potrà interrogare – dopo aver chiesto l’autorizzazione per condividere i dati – il modello dell’azienda di Sam Altman. Che, tra l’altro, potrà essere utilizzato su iPhone senza account anche per la generazione di testo e immagini.

Un'immagine rilasciata da Apple-2

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