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Domenica, 28 Maggio 2023

L'editoriale

Maria Cafagna

Editorialista

Johnny Depp a Cannes riaccende il dibattito sul #metoo

Il 16 maggio ha preso il via tre le polemiche la 76esima edizione del Festival di Cannes, il più importante festival di cinema insieme alla Mostra d'arte cinematografica di Venezia. Come film d’apertura è stato scelto Jeanne du Barry, diretto e interpretato dalla cineasta francese Maiwenn con protagonista Johnny Depp nei panni del re Luigi XV. Per l’attore americano si è trattato del primo grande evento dopo il processo intentato contro l’ex moglie Amber Heard, accusata da Depp di diffamazione dopo che lei aveva raccontato di essere stata vittima di abusi.

Adele Haenel dice addio alle scene: "Basta difendere i capi stupratori"

La prima di Jeanne du Barry si è svolta in un clima piuttosto teso. Pochi giorni prima dell’apertura del Festival di Cannes, l’attrice francese Adele Haenel aveva annunciato il suo addio alle scene con una lettera aperta al giornale Telerama. Nel 2020 la protagonista dell’acclamato Ritratto di una giovane in fiamme aveva abbandonato la cerimonia di premiazione dei César - il più importante riconoscimento del cinema francese - in polemica contro l’assegnazione del premio per la Miglior Regia a Roman Polanski, colpevole di aver stuprato una ragazza di 13 anni e di essere scappato dagli Stati Uniti pur di non sottoporsi al processo. Con quel gesto Haenel, che aveva raccontato di aver subito degli abusi da un regista ad appena 12 anni, era diventata uno dei volti simbolo del #metoo francese e, pochi giorni fa, con un’altra uscita pubblica, questa volta su un giornale, ha denunciato ancora una volta il clima di omertà che si respira nell’industria dello spettacolo d’oltralpe: “Ho deciso di politicizzare il mio ritiro dall'industria cinematografica per denunciare il suo compiacimento generalizzato nei confronti degli aggressori sessuali. […] In un contesto storico di grandi sconvolgimenti, attendiamo di vedere se i big del cinema si aspettano un dispiegamento di forze dell'ordine per far sì che tutto avvenga come di consueto sul red carpet del Festival di Cannes (Hanael si riferisce alla notizia che, per timore di scontri, la Croisette fosse blindata, ndr). Nel frattempo tutti fanno scudo attorno a Depardieu, Pokanski e Boutonnat. Li innervosisce e li disturba che le vittime facciano troppo rumore; preferirebbero che continuassimo a scomparire e a morire in silenzio. Sono pronti a tutto pur di difendere i loro capi stupratori, quelli che sono così ricchi da credere di appartenere a una specie superiore, quelli che fanno sfoggio di questa superiorità trattando come oggetti le donne e le persone che lavorano per loro”. 

Diverse personalità del cinema francese si sono unite alla protesta di Adele Haenel firmato una lettera pubblica per protestare contro un sistema che, secondo loro, fa quadrato attorno agli aggressori e non protegge le vittime. 

Fremaux, direttore di Cannes: "Mi interessa solo Depp attore"

Una vigilia di tensione quella che ha preceduto l’inizio del Festival di Cannes e che ha costretto il suo direttore, Thierry Fremaux, a rispondere dell’opportunità di avere come film d’apertura una pellicola che ha come protagonista Johnny Depp: “Se Johnny Depp fosse stato bandito dalla recitazione o il film stesso fosse bandito, non saremmo qui a parlarne. Abbiamo visto il film di Maiwenn e avrebbe potuto essere in concorso. Sarebbe stata l'ottava regista donna - ha detto Fremaux che poi ha aggiunto - Per quanto riguarda il resto, sono l'ultima persona a poter discutere di quanto accaduto. Se c'è una persona al mondo che non ha provato il minimo interesse per un processo così pubblicizzato, sono proprio io. Non so di cosa si tratta. Mi interessa solo Johnny Depp come attore”.

Bagno di folla per Depp, ma lui è "un nido di tragedie"

Johnny Depp è arrivato su una Croisette blindata e ha avuto il suo bagno di folla: è stato prima acclamato sul tappeto rosso e poi durante la cerimonia d’apertura, con il Grand Palais tutto in piedi a tributargli una standing ovation. Unica voce fuori dal coro è stata l’attrice premio Oscar Hellen Mirren, che ha sfilato sul tappeto rosso con un messaggio di sostegno ad Amber Heard stampato sul ventaglio.

Ma diverse persone hanno notato qualcosa di strano. Un lungo articolo sulla versione americana di Rolling Stone racconta di un Depp stanco, decisamente fuori forma e che nel film di Maiwenn  sembra “una statua di cera ambulante, una star del cinema che in qualche modo è ridotta a essere un burattino vivente […] Non si tratta solo di essere invecchiato peggio di altri; Depp non è un attore di 22 anni e sembra ridicolo speculare sulle ragioni del suo aspetto. Quello che ti colpisce quando lo guardi in Jeanne du Barry è che la telecamera, che una volta sveniva ogni volta che le passava davanti, sembra non amare più Johnny Depp".

Stephanie Zacharek scrive sul TIME che: “Secondo le regole attuali su come dovremmo guardare agli artisti maschi accusati di comportamenti deprecabili, dovrebbe essere molto facile disprezzare Depp come uomo ora che è diventato così difficile difenderlo come attore. La rabbia giusta è la soluzione più semplice per sentimenti complessi e possibilmente contrastanti - la giornalista conclude dicendo che - Non ho più molto interesse su chi sia oggi l'attore Johnny Depp e ho seri dubbi su come debba essere come essere umano. Ma guardarlo sia in Jeanne du Barry che sul tappeto rosso e leggere le notizie che sono arrivate stamattina su quanto fosse commosso per aver ricevuto un'accoglienza così calorosa a Cannes, mi ha solo reso infelice. […] Non credo che chiunque abbia veramente a cuore la recitazione e gli attori dovrebbe sentirsi felice per quello che è diventato. Vederlo come se tutta la sua vita gli fosse stata risucchiata (per non parlare della mascella strascicante, delle rughe profonde e di altre umiliazioni fisiche che derivano dall’invecchiamento) è come guardare un uccello cadere dal cielo anche se gli uccelli, a differenza degli uomini, non provocano la loro rovina. Depp è un nido di tragedie, un uomo straordinariamente dotato che molto probabilmente ha fatto del male agli altri, oltre che a se stesso. È il suo peggior nemico, e non importa quanto la folla lo acclamasse, perché non c'è nessun fascino e nessun valore in tutto questo”.

Chi applaude Johnny Depp lo fa per nascondere i propri errori

Il processo e ancor prima la relazione turbolenta con Amber Heard arrivavano dopo una serie di insuccessi professionali e di crisi personali per Depp, ed è difficile capire in questo caso cosa sia venuto prima e cosa dopo, ovvero se la relazione con lei fosse la causa dei suoi problemi o ne sia stata la “naturale” conseguenza. L’unica cosa certa, come scrive Zacharek, è che siamo quasi certamente davanti a un artista che ha vissuto una crisi esistenziale - e professionale - sotto gli implacabili occhi del mondo. Lo stesso mondo però, che ora cerca di riabilitarlo per mettere a tacere il #metoo, un movimento che chiede maggiore tutela per le donne vittime di violenza. Johnny Depp forse non se ne rende conto, ma tra chi lo applaudiva c’era chi stava usando la sua storia e i suoi tormenti per tenere nascoste le proprie nefandezze. 

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