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Domenica, 26 Maggio 2024

L'editoriale

Roberta Marchetti

Giornalista

Che c'entra la famiglia tradizionale con la sciagura di stare con Giambruno?

Anche Giorgia Meloni subisce il fascino del belloccio. È questa, forse, la vera notizia. Non i volgari fuorionda di Andrea Giambruno, la separazione, l'annuncio sui social, ma una fragilità sentimentale che nessuno aveva messo in conto, soprattutto a fronte di una veemente personalità mai passata inosservata. Quel "sono una donna" - gridato dal palco di piazza San Giovanni durante una manifestazione un paio d'anni fa e diventato ad honorem il suo tormenone - riecheggia oggi in una versione quasi neomelodica, vera colonna sonora di una quarantenne che prima di essere presidente del Consiglio è stata - o forse lo è ancora - molto sensibile anche alla forma maschile, non solo alla sostanza. Davanti all'exploit rozzo e sbruffone dell'ormai ex compagno dietro le quinte del programma che conduce(va) su Rete 4, non si può pensare altrimenti, e non solamente per il ciuffo o il "cuore gitano" sventolato nell'intervista di pochi giorni fa in cui parlava del loro grande amore e di un possibile matrimonio segreto. Che Giambruno non brilli particolarmente di talento e sagacia è fuori dubbio - come ha ampiamente dimostrato nelle ultime gaffe fatte a stretto giro l'una dall'altra, mettendo in guardia le ragazze dal "lupo" che può violentarle se sono ubriache e definendo "transumanza", termine con cui si parla del mondo animale, il dolente fenomeno dell'immigrazione - ma il linguaggio triviale e sessista usato nei fuorionda dello scandalo, l'atteggiamento da spaccone, i toni camerateschi e il clima da spogliatoio creato in uno studio televisivo dicono molto altro di lui. E molto di più che una 'semplice' incapacità di sostenere un peso così importante come quello di essere il compagno della premier. Il ritratto che viene fuori è di un bellimbusto sciupafemmine, senza nessuno spessore, sicuro di un fascino accumulato grazie alle sue conquiste.

Di Andrea Giambruno non resta davvero che un bel ciuffo, lo sguardo da intramontabile attore di Beautiful e un fisico prestante, magari valorizzato da un abito blu Estoril - perché blu Cina è coatto - e considerando la grande intelligenza di Giorgia Meloni, indiscutibilmente bipartisan, l'unica spiegazione che si può dare al suo innamoramento è una certa debolezza nei confronti del maschio alfa. Capita. Può capitare a tutte, anche a una leader di partito poi eletta da milioni di cittadini per guidare il Paese. E può capitare anche di farci una figlia, come è successo a Giorgia Meloni. È una di quelle sciagure 'tradizionali' (incontrare uomini del genere e innamorarsene, non farci un figlio, ndr) che capitano da sempre. La differenza è che oggi un uomo così lo puoi mollare, come ci insegnano decenni di femminismo, e sì, lo puoi mollare anche se nel frattempo ci hai messo su famiglia, senza essere giudicata. 

È su questo che gli odiatori di Giorgia Meloni, ma anche i semplici oppositori - fortunatamente non tutti - si stanno dando la zappa sui piedi, tirando fuori il rancore più cieco che in un momento così doloroso e privato sarebbe opportuno evitare, anche solo per eleganza e non necessariamente per empatia. Tralasciando la bassezza nell'attaccare una donna che si trova ad affrontare un terremoto familiare, tralasciando anche che in questa situazione se c'è una persona della coppia più esposta a severi giudizi non è certo lei, ma strumentalizzare una vicenda tanto delicata per aprire il fuoco sulla propria battaglia sociale è inqualificabile, oltre che completamente fuori luogo. Scorrendo tra i commenti al post della premier, ma anche profili social più o meno noti, il leitmotiv è sempre lo stesso, un continuo tamburo battente su due parole "famiglia tradizionale". "Adesso come farai a difendere la tua idea di famiglia tradizionale?" le chiedono provocatoriamente i famosi Papà per scelta, e ancora su Instagram: "Sei cattolica ma lasci vivere tua figlia con due genitori divorziati". Come se la separazione di Giorgia Meloni dimostrasse che la famiglia tradizionale fa acqua da tutte le parti, come se la sua fragile ammissione fosse un passepartout per aprire la porta che fa più comodo in tema di diritti. 

L'elenco dei commenti di questo genere è lungo, ma la contraddizione è ancora peggio. Questi signori attaccano Giorgia Meloni - gratuitamente, nel momento peggiore in cui possono farlo - contestando il tema che più gli sta a cuore, ovvero il superamento del concetto di "tradizionale". Chi sostiene oggi la famiglia tradizionale, però, non sostiene l'amore "finché morte non ci separi", quello al massimo lo si può augurare. La legge sul divorzio è stata approvata nel '70, non scherziamo dai. Così come in chiesa, per chi non lo sapesse, i figli di coppie non sposate si battezzano da un pezzo (se per qualcuno è ancora allettante fare discorsi anticlericali in merito, e ce ne sono). Da questo punto di vista, e non solo, il concetto di "tradizionale" sembra bello che superato. E per fortuna. Chi sostiene la famiglia tradizionale, come la leader di Fratelli d'Italia che ne ha fatto uno sei suoi cavalli di battaglia, crede semplicemente che i figli - laddove ce ne siano - debbano avere un uomo e una donna come figure genitoriali. Il nodo è quello, tanto che la battaglia principale è sulle adozioni omogenitoriali e gestazione per altri con lo stesso scopo. Il resto sono favole che fa comodo raccontare. 

Se dunque le posizioni di Giorgia Meloni in merito - lecite come tutte le altre - sono motivo di controffensiva in un momento così doloroso, sarebbe da chiedere sempre a questi signori cosa sarebbe stato meglio fare. Allora, per coerenza, meglio tenerselo un uomo così? Farebbero lo stesso discorso anche con una donna vittima di violenza in casa, anche lei magari 'pro famiglia tradizionale' - come fosse una casacca da indossare ogni volta - che ha il coraggio di denunciare e lasciare il compagno aguzzino? Forse sono loro ad avere le idee un po' confuse sul concetto di famiglia tradizionale, oggi fortunatamente evoluto rispetto a quello di cinquant'anni fa, quando ancora non c'era Striscia coi suoi scomodi fuorionda. 

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