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Venerdì, 14 Giugno 2024

Andrea Maggiolo

Giornalista

Migranti, la logistica della crudeltà

I minori non accompagnati salvati in mare dalla Geo Barents, dopo le 100 ore per arrivare a La Spezia e il conseguente sbarco, sono stati trasferiti in pullman a Foggia. Qualcuno l'ha definita "la logistica della crudeltà" (il copyright è della giornalista Eleonora Camilli). Da sud a nord via mare, un viaggio lungo giorni, e poi da nord a sud via terra. 100 ore in mare e 1.235 km per portarli dal punto di recupero fino a La Spezia, prima. Poi, per i minori non accompagnati, 760 km in autobus in direzione Puglia. Dopo aver sbarcato i 237 sopravvissuti nel porto ligure domenica, la squadra di Medici senza frontiere a bordo della GeoBarents sta invece tornando sulla rotta del Mediterraneo centrale, pronta a riprendere le operazioni di salvataggio in mare.

Non è un segreto che i luoghi attrezzati per determinate operazioni siano vicini ai porti solitamente usati per gli sbarchi nel Mezzogiorno. Assegnare porti lontani alle navi umanitarie è una mossa che suscita sempre più interrogativi. Il decreto del governo Meloni delinea un "codice di condotta" per le navi ong: stop al trasbordo dei naufraghi (cioè quando una nave più piccola compie un soccorso e poi trasferisce su una nave più grande i naufraghi per continuare a operare altri soccorsi) e ostacoli, nei fatti, ai soccorsi multipli (a meno che non siano richiesti dalle autorità della zona Sar).  Viene previsto l'obbligo di chiedere il porto di sbarco all’Italia immediatamente dopo aver effettuato il primo salvataggio. Porto che deve essere "raggiunto senza ritardo per il completamento dell'intervento di soccorso". C'è un sistema sanzionatorio di natura amministrativa, in sostituzione del vigente sistema di natura penale; sono previste multe da 10mila fino a 50mila euro (per il comandante e per l’armatore). Prevista anche la (possibile) confisca della nave fino a due mesi.

Nel febbraio 2023 sono molto complicate le attività delle organizzazioni non governative. I costi dei soccorsi sono giganteschi anche per navi come Geo Barents e la Ocean Viking, che sono espressione di Ong strutturate come Medici senza frontiere e Sos Mediterranée. I costi stellari del carburante necessario per coprire tratte così lunghe hanno di fatto già costretto molte navi a fermarsi, e le Ong puntano su campagne straordinarie di donazioni. Spesso affatto sufficienti per partire, se si pensa che sono ferme la spagnola Open Arms e l'italiana Mare Jonio, e pure la nuova nave di Amnesty international. In porto anche le ong tedesche, Sea eye, Mission Lifeline, Sos Humanity. Soltanto la Sea Watch con la sua nuova nave colosso, si è messa in viaggio nei giorni scorsi grazie allo sforzo dei sostenitori, ma le sue altre cinque missioni pianificate per il 2023 non hanno ancora trovato finanziamenti.

Le navi ong (il cui pull factor nel favorire le partenze dal Nordafrica non è mai stato provato, checché ne dicano autorevoli esponenti anche di questo governo) hanno salvato "solo" una minima percentuale dei migranti approdati in Italia nel 2023: tutti gli altri arrivano con barchini (di recente si vedono sempre più scafi metallici di allarmante fragilità, con motore fuoribordo, costruiti in lamiera e neanche verniciati, natanti che hanno una grandissima instabilità) fino a Lampedusa o vengono soccorsi da motovedette della guardia costiera e della guardia di finanza, che trasferiscono poi uomini, donne e bambini nei porti italiani (quelli vicini, siciliani e calabresi). Dal primo gennaio oltre 4.400 migranti sono stati salvati e portati a terra dalle motovedette della guardia costiera, delle fiamme gialle o sono giunti in Italia con sbarchi autonomi. Poco più di 500 sono stati soccorsi dalle navi umanitarie. Da tenere a mente, quando si affronta l'argomento: Ong o meno, si parte lo stesso, e si sbarca lo stesso.

La decisione governativa di inviare in porti lontani, all'altro capo della penisola, le navi umanitarie ha anche l'inevitabile conseguenza di costringere città come La Spezia e Marina di Carrara a improvvisare sistemi di prima accoglienza, che sono invece collaudati ed efficienti al Sud. Rotte "vessatorie", le ha definite qualcuno. Non è un caso che i minori non accompagnati che erano sulla Geo Barents siano stati "rispediti" a Foggia. Per forza di cose, devono essere redistribuiti in altre regioni nei centri di accoglienza che hanno disponibilità di posti. FnuSkdlWYAIrheL

Intanto qualcosa si muove a livello europeo, e non sono bei segnali per il governo più a destra della storia repubblicana. "Revocare il decreto" sulle Ong fino a quando "non saranno prese misure adeguate, per garantire che le vite dei migranti non siano messe a rischio" dalle norme. Da Strasburgo arriva una pesante bocciatura per la dottrina del ministro Piantedosi, i cui effetti vengono definiti "intimidatori".

Il Consiglio d'Europa, l'istituzione di riferimento della Corte europea dei diritti dell’uomo, attraverso il "Consiglio di esperti in materia di leggi organizzazioni non governative", avverte il governo italiano richiamandolo proprio alla giurisprudenza della Corte per i diritti umani. E questo perché i nuovi decreti sicurezza, non sono ritenuti in linea con le norme europee. Il decreto secondo gli esperti alimenta "l'ostilità nei confronti degli operatori umanitari e delle organizzazioni non governative". I giuristi ritengono opportuna una revoca del decreto Ong "fino a quando non saranno prese misure adeguate ed efficaci per garantire che le vite dei migranti non siano messe a rischio dall'impossibilità per le Ong di ricerca e soccorso di lavorare efficacemente".

Si tratta, beninteso, di raccomandazioni non vincolanti. Solo la Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu), che dipende dal Consiglio d'Europa, emette sentenze a cui chi aderisce alla convenzione europea dei diritti umani deve poi adeguarsi. Il parere integrale degli studiosi può essere letto a questo indirizzo. Appare evidente che sulle Ong, a Roma, si stia giocando una partita tutta politica. Svuotare il Mediterraneo centrale dalle navi umanitarie, mediante norme più restrittive che in passato e rotte "infinite". Ricerca ossessiva di consenso e buonsenso non sempre vanno d'accordo.

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