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Lunedì, 4 Marzo 2024

Charlotte Matteini

Opinionista

E Piantedosi che fa?

E Piantedosi che fa? Chissà perché, ma questa volta né Salvini né Meloni questa domanda la stanno ponendo ai propri elettori. Dopo aver passato anni a domandare insistentemente “E la Lamorgese che fa?” quando erano all’opposizione, cercando di tirare per la giacchetta l’allora ministro dell’Interno per ogni fatto di cronaca e ordine pubblico possibile e immaginabile, ora che ricoprono cariche di Governo la loro azione politica e comunicativa sembra essere decisamente differente.  

Solidarietà alle forze dell’ordine è il commento social di Matteo Salvini, dalla Lega invece sostengono che Piantedosi avesse ragione a voler vietare la trasferta dei tifosi dell’Eintracht Francoforte che ieri, alla vigilia della partita di Champions del Napoli hanno messo a ferro e fuoco la città partenopea davanti agli occhi di cittadini e poliziotti inermi. Tutti commentano i fatti, ci mancherebbe, ma a nessun esponente dell’attuale esecutivo sta venendo in mente di tirare in ballo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Anzi, i partiti di maggioranza stanno letteralmente facendo quadrato intorno al titolare del Viminale. Molto diverso invece l’approccio tenuto nei confronti della ministra Lamorgese, a più riprese ossessionata dalle contestazioni politiche da parte di esponenti di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, in primis degli attuali presidente e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. 

"Come facciamo a impedire alla gente di muoversi" 

“E Piantedosi che fa?” non se lo domandano, danno per scontato che dalla sua posizione non potesse fare più di quanto fatto per non turbare ulteriormente l’ordine pubblico e non far degenerare la guerriglia urbana generata dai tifosi tedeschi. Ebbene, lo stesso ragionamento avrebbe dovuto valere per l’ex ministra Lamorgese, anche per fatti decisamente meno gravi, ma così non è mai stato. “Non c’è, al momento, nessuno strumento giuridico che limiti lo spostamento dei cittadini di altri paesi della Comunità Europea nel nostro paese. Se l’autorità amministrativa può vietare la vendita di biglietti, ma 600-1000 tedeschi decidono che vogliono muoversi verso l’Italia non abbiamo, a meno che non si blocchino le frontiere Schengen”, ha dichiarato questa mattina a 24 Mattino Girolamo Lacquaniti, portavoce Associazione nazionale funzionari polizia.  

Il karma che presenta il conto

Non solo, perché proseguendo Lacquaniti ha parlato anche delle regole di ingaggio delle forze dell’Ordine, spiegando che “dopo il 2001, dopo il G8 di Genova, tutto il nostro approccio all'ordine pubblico è stato completamente rivoluzionato sulla base di un principio: l'incolumità delle persone, il fatto di evitare scontri che possano portare a feriti gravi o a qualcosa di peggio, è prioritario rispetto al fatto che si possano danneggiare degli oggetti”. Regole di ingaggio modificate dunque dopo il tragico G8 di Genova, ovvero ben 22 anni fa, quando il Governo era presieduto da un signore chiamato Silvio Berlusconi, capo della coalizione di centrodestra, coalizione tale e quale a quella attuale.  

Regole di ingaggio assolutamente identiche a quelle che le forze di polizia hanno dovuto seguire anche in anni più recenti, quando a capo del ministero dell’Interno c’erano ministri di colore politico differente, da Andrea Orlando a Luciana Lamorgese. In quegli anni, però, per la fregola di pubblicare post e tweet di propaganda politica, i leader dei principali partiti attualmente al Governo non hanno mai fatto accenno a queste condizioni, scientemente, al solo scopo di aumentare il proprio consenso già costruito a colpi di omissioni, fake news e strumentalizzazioni politiche. E ora, a distanza di qualche anno, il karma presenta il conto.  

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