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Venerdì, 24 Maggio 2024

Cristina D'Amicis

Giornalista

Ho eliminato la paghetta, a mio figlio ho dato un’app

"Che boomer" sento dire spesso ai miei figli, anche quando ho proposto loro la paghetta. Piuttosto che continuare a elargire piccole somme a ogni richiesta preferisco optare per quella che da sempre viene considerata come un’ottima forma di educazione finanziaria per adolescenti. I miei dubbi si concentrano solo sulla cifra da assegnare: 5 o 10 euro a settimana? La risposta l’ho trovata su internet, naturalmente varia in base all’età. Ci sono tabelle che partono da 1,50 euro a settimana per i bambini di 4 anni per arrivare fino a 50 euro al mese per i ragazzi di 16 anni. Decisa la somma vado da loro spedita, con tanto di banconote in mano, ma sento ancora una volta pronunciare quella odiosa frase. Questa volta però devo dargli ragione: e chi lo sapeva che esistono delle app anche per questo?

Mi spiegano che basta fare un bonifico o collegare la mia carta di credito a un’applicazione sul cellulare per fargli arrivare il denaro. Il tutto bypassando i contanti, anche se sono minorenni. Il resto è "easy", pagheranno il conto con lo smartphone, sia nei ristoranti che nei negozi. Ma potranno fare anche shopping online, visto che solitamente a queste app di pagamento viene associata una carta virtuale con tanto di Iban. Comodo, posso dargli la paghetta in qualsiasi momento e grazie all’accredito in tempo reale posso sopperire anche alle loro numerose "emergenze". Quelle del tipo "ho visto un paio di jeans di marca che mi fanno impazzire" oppure "mi fermo a mangiare sushi con gli amici". Tutte spese extra che a casa mia devono essere compensate con faccende domestiche aggiuntive, per insegnare loro che il denaro non appare magicamente dal nulla.

Prima però meglio informarsi su queste app. Scopro che alcune persone si lamentano per gli alti costi di ricarica (quasi un euro a trasferimento di denaro) mentre altri denunciano una quasi totale assenza di assistenza. Telefonicamente difficilmente si riesce a parlare con un operatore in carne e ossa mentre via mail "rispondono sempre con lo stesso testo e copia e incolla". Ma c’è anche chi parla di disservizi che durano giorni in cui è impossibile utilizzare i propri soldi e di piccoli o grandi prelievi di somme ingiustificate che poi non riescono più a riavere indietro (nella foto sotto una delle tante recensioni). Insomma queste app che si vantano di essere sicure ma soprattutto di essere più smart e semplici delle banche convenzionali, non sempre mantengono le promesse.

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Le recensioni negative sono tante ma c’è anche chi dice di trovarsi bene. Prima di scegliere valuterò bene i pro e i contro di ogni offerta, ma una cosa è certa, non tornerò più dai miei figli con i contanti in mano.

Credo che la paghetta sia un ottimo strumento per insegnare ai ragazzi un uso consapevole del denaro. L’80 per cento dei bambini europei riceve la paghetta, di questi il 60 per cento riesce a risparmiare qualcosina ogni settimana. Un ottimo modo quindi per far capire a giovani e giovanissimi il valore dei soldi, per responsabilizzarli ma anche per renderli indipendenti. Ma credo anche in un’altra cosa, che sia giusto abituarli sin da subito ai pagamenti elettronici visto che già si parla di un'Italia cashless entro il 2050. Quindi carta prepagata fisica o virtuale che sia, dovrò adeguarmi anch’io alla paghetta 2.0.

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