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Martedì, 5 Marzo 2024

Il commento

Chiara Tadini

Responsabile redazione

Il problema del Pos non sono le sanzioni, ma le commissioni (anche per noi clienti)

Lo metto subito in chiaro: sono una fan sfegatata dei pagamenti elettronici. Giro quasi sempre senza contanti e vorrei poter pagare con la carta anche una graffetta. Per cui quando qualche mese fa è stata introdotta la famosa sanzione da 30 euro a quegli esercenti che rifiutavano il pagamento con carte di debito e credito ho fatto i salti di gioia (nonostante ci fosse poi il nodo controlli). Ma il mio entusiasmo è durato poco: sembra ormai cosa (quasi) fatta l'esclusione dalle sanzioni per gli esercenti che rifiutano il Pos per "strisciate" sotto ai 60 euro, come previsto dalla nuove legge di bilancio.

Nonostante la mia presa di posizione piuttosto chiara, credo che valga la pena ragionare un po' sul tema. Perchè forse i commercianti non hanno proprio tutti i torti. Facciamo qualche esempio pratico: un tabaccaio che rinnova un bollo auto da 50 euro, spiega Confesercenti, ha un margine di guadagno di 1 euro. Se il pagamento del bollo - o di qualunque altro bollettino - viene effettuato con carta di credito, di fatto le commissioni azzerano o quasi il guadagno. Addirittura, con 10 bollettini da 100 euro al giorno pagati con alcune carte il commerciante ci rimette dieci euro. Un rifornimento di benzina di 50 euro invece, pagato con alcune carte di credito, porta al di sotto dello zero il margine del benzinaio.

Allora forse il problema della moneta elettronica non sono le sanzioni, che ci siano o meno: lo dimostra il fatto che i Pos negli ultimi anni sono raddoppiati anche quando di multe ancora non si parlava, passando da 1,9 milioni del 2015 ai 3,9 milioni del 2021. E anche le transazioni in moneta elettronica sono letteralmente esplose negli ultimi due anni, complice la pandemia: nel 2021 sono state circa 3,8 miliardi, il 52% in più del 2019. E il totale del transato ha toccato i 183,6 miliardi di euro, il 35% in più. Anche il 2022 è partito con l’acceleratore: nei primi sei mesi le sole carte di debito hanno totalizzato oltre 98 miliardi di euro in 2,1 miliardi di operazioni, il 20% in più dello stesso periodo del 2021.

Un boom che però ha dei costi notevoli per gli esercenti: circa 772 milioni di euro l’anno, fra commissioni e acquisto/comodato del dispositivo. E allora forse il problema, come detto, non sono le sanzioni, ma le commissioni, ed è su questo che bisognerebbe intervenire. La proposta di Confesercenti è quella di azzerare i costi di tutte le mini-transazioni con Pos e carte di credito fino a 50 euro; e se si vuole, a questo punto, si mantengano pure le sanzioni - anche perché pure gestire il contante è un onere: non sono costi immediatamente visibili ma ci sono, dal rischio rapine alla necessità di assicurazioni e sistemi di sicurezza, il problema delle banconote false, etc.

Se le cose stanno così, però, questa richiesta non può arrivare solo dagli imprenditori, ma anche da noi clienti che, se vogliamo vederci riconosciuto il diritto di poter pagare con il Pos, dobbiamo anche prenderci la briga di chiedere a gran voce che chi quel diritto ce lo deve riconoscere abbia la possibilità di farlo senza rimetterci, invece di "tuonare" contro di loro. Questo darebbe davvero una mano alla diffusione della moneta elettronica. 

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