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Venerdì, 27 Gennaio 2023

Andrea Maggiolo

Giornalista

No, caro ministro: il prezzo della benzina non è "sopportabile"

"La valutazione sulla scelta di abolire le accise significa passare alla tassazione da un'altra parte. Quando è stato previsto il primo intervento sulle accise, ero vice ministro allo Sviluppo economico, lo abbiamo fatto perché ci rendevamo conto che sfondavamo i 2 euro. Oggi è stata fatta una scelta, una valutazione con un ragionamento sulle priorità: abbiamo fatto un intervento da 21 miliardi che riguarda il sistema delle bollette e si è ridotto progressivamente l'intervento sulle accise fino ad azzerarle perché il prezzo rimane fisiologicamente qualcosa di sopportabile": l'ha detto ieri il ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che aggiunge: "Poi se sia giusto è difficile dirlo… Da qualche parte bisogna trovare anche il modo di riequilibrare". Ecco, glielo diciamo subito: no, non è né giusto né sopportabile. E tra l'altro la benzina è tornata sopra i 2 euro (sul servito, per ora) in alcuni distributori.

In sintesi: lo sconto sulle accise (imposte calibrate su un litro di carburante e inserite in diverse fasi della storia italiana) è saltato e il pieno di benzina vi costa almeno 7-8 euro in più perché quei soldi servono a finanziare altro, tra cui la flat tax per chi guadagna 3.000 euro netti al mese e lo sconto alle squadre di serie A indebitate fino al collo. Nessuno può pretendere nel Belpaese di pagare la benzina praticamente nulla o pochi spiccioli come in Venezuela o in Kuwait, ma non si può nemmeno non notare che ci sono Paesi europei come la vicina Slovenia, la Bulgaria, la Romania, ma anche l'Austria e l'Albania dove si pagano anche 40-50 centesimi in meno. In Francia e Spagna il prezzo al litro rispetto all'Italia è in moltissimi distributori inferiore di 20 centesimi circa secondo le ultime rilevazioni (poi anche lì ci sono le eccezioni, a partire dai prezzi più alti in autostrada, come in Italia). I prezzi della benzina nel mondo sono sempre aggiornati qui.

Qui "da noi" pesano terribilmente le accise, che sulla benzina corrispondono quasi al 40 per cento del prezzo totale per un litro. Il taglio delle accise era stato applicato per la prima volta a marzo 2022 con l'approvazione del decreto Ucraina bis. Sia per la benzina che per il diesel la riduzione era stata complessivamente di 30,5 centesimi, almeno fino a dicembre 2022, quando con il dl Aiuti quater il taglio era stato prorogato fino al 31 del mese ma ridotto a 18,3 centesimi. Nel frattempo i prezzi sono scesi, riducendo anche l’extragettito che aveva consentito al governo di ridurre le accise (e di conseguenza l'Iva che si calcola in aggiunta). Matteo Salvini e Giorgia Meloni avevano promesso di puntare addirittura ad iniziare un percorso per azzerarle, le accise. Se solo qualcuno avesse dato loro la possibilità di andare a governare! Invece il governo più a destra di sempre, tanto per iniziare, ha deciso di non rinnovare lo sconto dell'epoca Draghi.   

Alcuni dei video con le dichiarazioni del passato dei leader di Lega e Fdi sono diventati virali sul web nelle scorse ore. In pochi mesi Giorgia Meloni è passata dalla richiesta di abolire le accise sulla benzina (o almeno di dare un piccolo segnale in quella direzione) all'aumento di circa 20 centesimi al litro poco dopo i brindisi per festeggiare il nuovo anno. "Siamo pronti", recitava lo slogan principe della campagna elettorale di Fdi. Forse non lo erano affatto. La differenza tra la propaganda elettorale e la realtà è tutta nei cartelli con i prezzi dei distributori di benzina. Governare e far quadrare i conti è complesso. E tocca adeguarsi.

Basta che ci risparmino lo spettacolo (triste) di ministri che definiscono il prezzo della benzina in Italia come qualcosa di "fisiologicamente sopportabile". Perché sì, affermare che il compito di un esecutivo (per di più insediatosi da poco) sia quello di provare a non contraddire le promesse che ne hanno permesso la nascita può apparire quasi naif. Ma constatare che tutte le "sparate" durate anni sulle accise, che hanno riempito pagine e pagine social, di personaggi che ricoprono ora responsabilità di governo, è un puro esercizio di onestà intellettuale. Anche loro, come tutti i protagonisti dei governi dei decenni passati, non hanno la più pallida idea di come agire efficacemente sulle accise. Bastava dirlo. E fa persino sorridere che, nella raffica di comunicati che dai vari uffici stampa delle forze politiche di maggioranza arriva quotidianamente, da mattina a sera, nelle redazioni, della parola "benzina", dal 25 settembre in poi, non ci sia quasi più traccia.

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