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Giovedì, 13 Giugno 2024

Fabio Salamida

Giornalista

Sei povero? Ti conviene sposarti

Sei povero? Ti conviene mettere su famiglia. Si sa, per i partiti che formano l’attuale Governo tutto quello che non è la cosiddetta “famiglia tradizionale” è da considerarsi sbagliato, innaturale, da non tutelare in nessun modo. E così, nella nuova versione del Reddito di Cittadinanza che sarà varata dall’esecutivo guidato dal signor presidente Giorgia, i single subiranno l’effetto del taglio, che si aggirerà intorno ai tre miliardi di euro, mentre le famiglie più numerose, che già fruiscono di altre agevolazioni e di un Assegno Unico calcolato sul reddito, si divideranno quello che resterà del sussidio in fette più corpose.

Poveri di serie A e poveri di serie B

Un coerente tassello delle cosiddette “politiche per la famiglia” molto in linea con altre singolari iniziative come il famigerato “bonus matrimonio”, ma anche una sorta di ritorno alle origini che a molti ha ricordato la mussoliniana “Imposta sul Celibato”, tassa istituita nel Ventennio e poi abrogata dal Governo Badoglio: prevedeva un contributo fisso che variava per fasce d’età ed era obbligatorio dai 25 ai 65 anni. Lo scopo era quello di agevolare la formazione di nuclei familiari e fornire braccia da lavoro alla nazione. Per fortuna a nessun ministro dell’attuale Governo è ancora venuto in mente di tassare “scapoli e zitelle” o di imporre loro l’iscrizione a Tinder, ma il taglio previsto nel nuovo RdC, che colpirà soprattutto la quota per l’affitto, è di fatto una discriminazione in linea con il divide et impera che caratterizza le destre: poveri di serie A che fanno il loro dovere donando prole alla “patria” e poveri di serie B che per egoismo non si riproducono.

Non è vero che i single hanno meno bisogno

“Andiamo a correggere una delle storture del Reddito, segnalate anche dalla Commissione Saraceno: uno strumento che dava troppo al singolo e troppo poco ai nuclei con figli. Secondo questa logica, l'aiuto per l'affitto andrà a chi ne ha davvero bisogno, come le famiglie con figli e gli over 60”. Così la ministra del Lavoro, Marina Calderone, intervistata da Repubblica. In realtà, secondo un’analisi pubblicata da Coldiretti lo scorso 11 novembre in occasione del “Single Day”, negli ultimi cinque anni gli italiani che vivono da soli sono aumentati del 5% - superando gli 8,4 milioni - e per loro il costo della vita è più alto del 90% rispetto a quello pro capite di una famiglia tipo di tre persone; in particolare i costi di mantenimento di una casa, per una persona sola, sono più alti del 156%: una situazione aggravata dai rincari delle bollette causati della crisi energetica.

L’ok del Terzo Polo

Numeri alla mano, quindi, non è vero che un disoccupato che vive da solo ha meno bisogno di un sostegno economico. La verità è che la stretta sui cosiddetti “singoli occupabili” serve semplicemente a ridurre di molto la platea dei beneficiari dell’attuale Reddito di Cittadinanza e abbattere i costi per lo Stato, condannando alla povertà assoluta migliaia di persone che in molti casi si vedranno costrette ad accettare paghe da schiavismo pur di sopravvivere. Secondo la relazione tecnica alla manovra citata dalla stessa Calderone, i beneficiari del sussidio in grado di prestare attività lavorativa sono 404 mila, 300 mila dei quali risultano single. Il problema è l’attività lavorativa: ad oggi, per inefficienza del sistema di presa in carico o per inadeguatezza delle offerte di lavoro, 600 mila persone che ricevono il sussidio non sono mai passate per un Centro per l’impiego. Ed è davvero difficile immaginare che questa situazione cambierà nel breve periodo. Tuttavia, la tesi della ministra sembra essere sostenuta da tutte le anime dalla destra, compreso il Terzo Polo: “Questo principio è corretto ed è parte della proposta di riforma del reddito che abbiamo fatto alla Meloni nell’incontro sulla legge di bilancio. Leggeremo con attenzione la proposta complessiva che ci sembra andare nella giusta direzione” ha twittato l’onnipresente Carlo Calenda condividendo l’intervista di Calderone e provocando malumori tra i suoi già pochi sostenitori. Insomma, per i “senza famiglia” si annunciano tempi molto duri: dopo il taglio del Reddito di Cittadinanza non stupirebbero nuove tasse per colpire chi guarda le serie televisive sul computer in compagnia di meno di tre congiunti o siede su tavoli singoli in pizzeria. Norme di questo tipo potrebbero essere varate, senza destare scandalo, durante una diretta televisiva da un Consiglio dei Ministri convocato per l’occasione negli studi di “Uomini e Donne”, con tanto di claque di un pubblico composto rigorosamente da “famiglie tradizionali”.

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