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Sabato, 25 Maggio 2024

Charlotte Matteini

Opinionista

Le incredibili capriole di Salvini sugli scioperi

Esiste un Salvini di lotta e uno di Governo. Un dottor Jekyll e Mr Hyde dalla memoria estremamente corta. Correva l’anno 2015 e l’allora segretario della Lega all’opposizione proponeva un blocco di tutto il Paese per tre giorni, chiedendo l’aiuto degli italiani tutti, senza distinzione di colore politico. “Molti di voi mi dicono: ‘Mandiamoli a casa’. Noi ci stiamo provando con le buone maniere, con i referendum, con le proposte di legge, con gli emendamenti, con i sindaci, con le manifestazioni e con i presìdi. Tre giorni durante i quali fermiamo l’Italia per mandare a casa questo governo”, tuonava.

Otto anni e svariati incarichi governativi dopo, di quel Salvini rivoluzionario non ne è rimasta traccia e lo ritroviamo nelle vesti di vicepremier e ministro dei Trasporti a precettare lo sciopero generale indetto dai sindacati confederali e a mettere in dubbio il diritto di sciopero. Non a parole, ma direttamente con i fatti. Non che sia un fatto stupefacente, intendiamoci, che i leader di partito si trasformino da incendiari a pompieri in men che non si dica non appena acquistano un grammo di potere è piuttosto noto.

Due versioni dello stesso Salvini

Ci sarebbe da ridere se non fosse tragico. La querelle sullo sciopero generale indetto dai sindacati confederali si è conclusa infatti nel peggiore dei modi. Da un lato il pugno duro di Matteo Salvini che ha firmato la precettazione per i lavoratori del settore, dall’altro i sindacati che hanno deciso di sottostare al volere del titolare del MIT per “tutelare i lavoratori” per non farli incorrere in sanzioni. Nel mezzo, col cerino in mano, sono rimasti i lavoratori che vedono ogni giorno di più i propri diritti comprimersi senza avere armi per difendersi né reali difensori. Mi domando cosa sarebbe accaduto in Francia di fronte a un atto di coercizione simile, ma forse è meglio non chiederselo perché il paragone sarebbe infausto soprattutto per chi ha deciso di sottostare a un atto inaudito.

Lo sciopero generale era stato indetto dai sindacati per protestare contro la legge di bilancio che il Parlamento si appresta ad approvare, una legge di bilancio che contiene norme che rischiano di impattare negativamente sui lavoratori. Con un’interpretazione piuttosto estrosa, la commissione di garanzia ha dato ragione alle rimostranze di Salvini, aprendo alla strada della precettazione di uno sciopero generale. Un fatto mai accaduto prima.

“Non può essere una minoranza politicizzata a bloccare la maggioranza”, ha sottolineato il ministro Salvini intervenendo davanti alla platea di Federmanager, facendo trasparire l’idea che lo sciopero proclamato avesse ragioni solamente politiche e che per questo non avesse gran valore. Ma è lo stesso Salvini che chiedeva il blocco totale del Paese per mandare a casa l’allora Governo di centrosinistra? La domanda è lecita, la risposta è lapalissiana.

Salari ridicoli

L’Italia è l’unico Paese in Unione Europea ad aver visto i propri salari diminuire negli ultimi 30 anni, in totale controtendenza con il resto del continente, il potere d’acquisto dei lavoratori è ridotto al lumicino, mangiato da un’inflazione galoppante, ai più giovani vengono offerte per qualsiasi tipo di mansione condizioni di lavoro che non hanno pari, in negativo ovviamente, con quelle proposte ai coetanei europei, questi stessi giovani fuggono in massa verso l’estero nel tentativo di potersi costruire un futuro dignitoso che questo Paese non sembra più essere in grado di assicurare. Tutti questi dettagli terrificanti rimangono però sullo sfondo di una querelle distopica che assomiglia più a un braccio di ferro insensato, dove in realtà dei diritti dei lavoratori sembra importare ben poco a tutti gli attori in campo.
 

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