rotate-mobile
Domenica, 25 Febbraio 2024

Il commento

Matteo Oneto

Collaboratore Sport

Non sarebbe il caso di chiedere scusa a Sinner?

La Coppa Davis torna in Italia 47 anni dopo l'ultima volta, lo fa grazie a un gruppo di ragazzi giovani e caparbi capaci di lottare colpo dopo colpo con Olanda e Serbia e poi chiudere la questione con meno affanni contro l'Australia. Il trionfo di ieri è storico e ha un volto in copertina: quello di Jannik Sinner, eroico nel battere Djokovic rimontando quando tutto sembrava perduto, e perfetto nell'annichilire De Minaur battuto 6-3, 6-0 come se nemmeno fosse il numero 12 del mondo. 

C'è la sua firma sulla Coppa Davis, vinta con la Nazionale italiana dopo mesi passati a fare da bersaglio a un fuoco continuo ed esagerato di critiche per aver rifiutato la convocazione contro Svezia, Cile e Canada, avversari alla portata e liquidati, anche se con qualche difficoltà, dagli azzurri senza il proprio campione. Due mesi fa un quotidiano importante come "La Gazzetta dello Sport" faceva uscire alcuni articoli in cui criticava Sinner per aver dato la precedenza ai tornei per la conquista dei punti per arrivare alle Finali Atp invece che donarsi anima e corpo alla Nazionale. Poco importava che Sinner avesse giocato cinque tornei di fila in America, uno sforzo fisico enorme che lo stesso capitano azzurro Volandri aveva capito, accettando la scelta del tennista di fermarsi per ricaricare le pile in vista dei più importanti impegni di questo novembre. 

L'accusa di non amare la Nazionale veniva integrata anche con altri rifiuti, quello del 2019 quando Jannik aveva solo 18 anni, ma evidentemente non poteva permettersi di dire "no", oppure con quello delle Olimpiadi di Tokyo dovuto a un infortunio secondo i critici non poi così doloroso e rimasto indigesto anche al presidente del Coni Malagò,. Insieme a loro si era unito nella critica anche il team delle vecchie glorie Pietrangeli-Panatta con il primo a chiedere addirittura la squalifica del giocatore (per poi salire sul palco delle premiazioni ieri a festeggiare), e il secondo a spiegare che ormai i tennisti sono aziende e che la parte sentimentale è poco sentita. 

Tutti contro Sinner, tutti contro il campione che ha osato programmare il suo finale di stagione, chiedendo un turno di riposo per poi essere al top nel momento clou, per inciso quello che hanno sempre fatto i veri campioni e non gli altri che pensano di essere dei robot per poi arrivare con le pile scariche quando bisogna spingere al massimo. In tutto questo marasma Jannik ha deciso di prendere la via più difficile nel mondo di oggi, quella del silenzio. Ha lasciato parlare il campo, facendo innamorare gli appassionati di tennis e non solo, battendo gli avversari con classe e talento e facendo cadere le accuse di chi adesso lo esalta senza nemmeno chiedergli scusa. Ad un tipo semplice come lui probabilmente basterebbe questo, semplicemente uno "Scusa Jannik, ci siamo sbagliati, non avevamo capito la situazione e abbiamo esagerato”, sarebbe un importante gesto da parte di uomini adulti presi a “pallate” da un ragazzo che ha dimostrato una maturità in campo e fuori già da numero uno. 

Continua a leggere su Today.it...

Si parla di

Non sarebbe il caso di chiedere scusa a Sinner?

Today è in caricamento