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Lunedì, 15 Aprile 2024

Fabio Salamida

Giornalista

Quando la politica fallisce, arrivano i Bandecchi

Sarebbe troppo semplice parlare dell’attuale sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, come fosse uno strano alieno arrivato dal lontano pianeta Osteria Numero Quattro, magari a bordo di un’astronave a forma di brik da 15 litri di vino dozzinale. Perché il personaggio, reso oltremodo popolare da chi ha pensato di trasformarlo in un "volto televisivo" per rispondere all’irresistibile voglia di trash che assale l’italiano medio nelle ore serali, altro non è che l’epilogo di qualcosa che parte da lontano.

La storia recente del capoluogo di provincia umbro, poco più di centomila anime un tempo impegnate a fornire manodopera a uno dei principali poli industriali del Paese, potrebbe essere una metafora di come la fine del rapporto di fiducia tra popolo e politica abbia prodotto quel degrado delle istituzioni che in molti casi sfocia nel grottesco. Come in altri luoghi sparsi per l’Italia, a Terni la crisi dell’industria tradizionale ha causato chiusure di stabilimenti, licenziamenti, povertà e soprattutto tanta rabbia.

Il declino del vecchio feudo rosso

La città, dal 1944 al 1993, è stata un feudo del Partito Comunista Italiano. Finita la società operaia e finito quel partito, si è ritrovata sempre più povera, senza più certezze e senza più un'identità. Nel 2018, l'ultimo sindaco di centrosinistra a guidare il municipio, Leopoldo Di Girolamo, fu costretto alle dimissioni dalla Corte dei Conti, lasciando il comune in dissesto finanziario. Dopo di lui fu eletto Leonardo Latini, un ex Msi poi approdato alla Lega, che dopo un primo mandato decisamente non esaltante fu scaricato dalla sua stessa coalizione, che preferì candidare un assessore uscente della sua stessa giunta.

Il gesto disperato

A quel punto i ternani, a mo’ di gesto disperato, hanno votato, con una ventina d’anni di ritardo, l’imprenditore spregiudicato presidente della squadra di calcio. Un voto forse istintivo e irrazionale, che ha portato la città ai disonori delle cronache per gli show del suo sindaco. Bandecchi, che è anche fondatore dell’Università Niccolò Cusano, ad agosto ha sfiorato una rissa in consiglio comunale, a ottobre ha dichiarato che Israele è troppo moderato e "se spiana Gaza fa bene", a novembre, parlando di femminicidi, ha detto che un uomo deve tradire la fidanzata altrimenti non è normale e "prima o poi l’ammazza", a dicembre si è un po’contenuto (forse impegnato con i preparativi del Natale...) e ora, tornando sul tema a lui caro della violenza di genere, ha spiegato che "Un uomo normale guarda il culo di una donna e forse ci prova: se ci riesce se la tromba, altrimenti torna a casa". Alle consigliere e ai consiglieri che lasciavano l’aula in segno di protesta, ha tuonato: "Offendetevi quanto ca**o vi pare, questa è la mia idea".

Scene che negli anni ottanta si sarebbero viste in un film dei fratelli Vanzina e avrebbero fatto persino sorridere, ma che in un’aula comunale mettono davvero tristezza. In verità, la lista potrebbe essere molto più lunga, perché il sindaco anima una specie di talk show sul canale televisivo dell’università che ha fondato; ma forse è meglio lasciare che certe performance si perdano nei profondi meandri del digitale terrestre, tra televendite di creme anrticellulite e cartomanti improvvisati. Se la politica a Terni non avesse miseramente fallito, certe cose si vedrebbero solo lì.

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