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Giovedì, 30 Maggio 2024

Alberto Berlini

Giornalista

Vi spiego il nuovo Superbonus del governo Meloni

Prima il governo ha demonizzato il Superbonus edilizio - con la fine lavori entro il 2023 per beneficiare dello sconto in fattura - salvo poi inventarsene uno nuovo, a beneficio delle aziende e sempre pagato aumentando il debito pubblico. Ma andiamo per ordine e torniamo all'annuncio del governo. 

Giorgia Meloni presentando la Manovra 2024 si è sottratta alle domande: avremmo voluto chiederle perché annunciando il programma economico del Governo abbia parlato di un "extra gettito" piuttosto che spiegare come la maggior parte delle misure adottate sia in deficit, ovvero a debito. Tuttavia quello che vogliamo credere sia un lapsus del presidente del Consiglio appare una chiara volontà politica di piegare la realtà dei fatti. Basta leggere nelle pieghe della manovra finanziaria. Lo abbiamo fatto insieme all'analista macro economico Mario Seminerio, da sempre impegnato a mettere in luce le storture e gli effetti delle politiche economiche. E per Seminerio quella portata avanti dal governo Meloni è una "bomba ad orologeria" innescata nel bilancio statale.

L'economista Mario Seminerio: "Una manovra irrazionale, figlia della propaganda, scritta male. Se guardiamo all'indice dello spread il mercato non sta punendo l'Italia, ma il peggio potrebbe arrivare".

Il perché è presto detto: la legge di bilancio così come è stata presentata dal Governo è basata su 14 miliardi di euro di soldi che l'Italia non ha, ma che lo Stato ha iscritto a debito. Un "pagherò" raccontato agli investitori stranieri e ai risparmiatori italiani (bene ricordare l'operazione Btp valore appena conclusa) con cui finanziare misure strutturali. "Tra le altre cose il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti parlando delle coperture ha spiegato che il fondo per la riduzione della pressione fiscale servirà per la riduzione Irpef di quest'anno. Coperture una tantum per riforme strutturali". 

Il tema è proprio questo: il governo ha confermato i tagli in auge per evitare un danno immediato al portafoglio degli italiani, ma per assicurare il taglio del cuneo fiscale si sono usati fondi estemporanei spostando il problema alla manovra fiscale del prossimo anno. 

"Una manovra propagandistica, buona per qualche meme e qualche cartolina ad uso dei social" spiega Seminerio. 

Basta ricordare lo slogan di Fratelli d'Italia che da un anno propaganda il motto "Più assumi meno paghi" e che si è cristallizzato nel nuovo Superbonus per le aziende. Nulla a che vedere con i bonus edilizi, ma nella Manovra 2024 si porta all'estremo la decontribuzione per le aziende arrivando a una stortura vera e propria. Ma andiamo per ordine.

Il Superbonus al 130%

La Manovra prevede che se nel 2024 una azienda aumenterà gli occupati con assunzioni a tempo indeterminato potrà dedurne il costo fino al 130 per cento nel caso di assunzione di categorie particolarmente svantaggiate.

  • al 120% per tutte le assunzioni a tempo indeterminato;
  • al 130% per chi assume mamme di almeno due figli minori, donne prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, under 30, ex percettori del reddito di cittadinanza e persone con invalidità.

Meloni: "Nella manovra superdeduzione 130% se assumi madri e under 30" | Il video 

Giorgia Meloni rivendica di aver introdotto il principio "più assumi meno paghi", tuttavia la misura contenuta nel programma di Governo introduce anche una stortura. Vediamo bene: secondo Meloni più alta è l'incidenza dei dipendenti in rapporto al fatturato meno tasse si devono allo Stato. Tuttavia questa stessa rivendicazione parte da una contraddizione e da assunto desueto.

Il Superbonus infatti tende a privilegiare aziende che già sono in condizione di poter assumere e si finisce così per regalare soldi a aziende "già ricche" o comunque in attivo, senza generare al contrario uno stimolo alle imprese finite in una spirale recessiva. 

Il governo dimentica la ricerca e lo sviluppo

"Il vero problema è però la logica che c'è dietro questo stimolo pro ciclico e che mette in evidenza tutta la portata propagandistica dell'intera manovra" come ci spiega Seminerio. Questo incentivo - come detto asimmetrico e dettato da una pura motivazione propagandistica a servizio dei meme per i social - viene finanziato con il taglio dell'Ace, un'agevolazione introdotta nel 2011 per favorire il rafforzamento della struttura patrimoniale delle imprese. Quindi si disincentiva quella ricapitalizzazione del sistema produttivo italiano che invece avrebbe potuto essere utile visto l'alto indice di indebitamento delle imprese, per elargire denari a imprese in attivo, incoraggiando il sistema ad assumere manovalanza invece che ad incentivare l'automazione e la produttività, la vera malattia del sistema Italia.

Perché gli stipendi degli italiani sono così bassi

"Il governo aveva pochi soldi e ha finito per buttare risorse fiscali" commenta Seminerio che sottolinea come in un Paese come il nostro la crisi fiscale vada di pari passo con la crisi demografica. E se il governo Meloni si è assunto l'impegno di aiutare le famiglie, le misure pro natalità anche all'estero si sono rilevate inefficaci a contrastare il declino demografico. "Potevamo usare le poche risorse disponibili per incentivare automazione e crescita della produttività come dimostrano i casi di Giappone e Corea del Sud, Paesi che si trovano in un inverno demografico per tutto simile a quello italiano ma che hanno un'economia tutt'altro che in crisi" argomenta Seminerio.

Così in una Italia con conti pubblici da Paese sudamericano abbiamo finito per scimmiottare il welfare scandinavo. Possiamo esserne certi: questa misura del governo sicuramente finirà tra qualche semestre nei grafici in cui il presidente del Consiglio mostrerà l'aumento del lavoro a tempo indeterminato. Quello che non vorrà mostrare è questo grafico, sicuramente più difficile di una slide di palazzo Chigi ma che dai dati Eurostat documenta come il lavoro degli italiani "renda" meno.

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