Giovedì, 18 Luglio 2024

Chiara Tadini

Responsabile redazione

Biglietti per Taylor Swift a 13mila euro: bene l'esposto del Codacons, ma non basta

Quanto saresti disposto a pagare per vedere il concerto dei tuoi sogni? Ma soprattutto: quanto possono "gonfiarsi" i prezzi dei biglietti sulle piattaforme di rivendita prima che chi di dovere imponga uno "stop"? Nei giorni scorsi vi ho raccontato di come ho provato ad acquistare un biglietto per il concerto più atteso dell'estate: quello di Taylor Swift a Milano, che il 13 e 14 luglio porterà il suo 'Eras Tour' per una doppia data a San Siro.

I 140mila biglietti a disposizione per le due serate - andati sold out in una manciata di secondi la scorsa estate, mandando in tilt la piattaforma di vendita - ufficialmente genereranno un indotto da 42 milioni di euro, secondo le stime di European Cities Marketing riportate da Milano Finanza. Ma in realtà la cifra sarebbe molto più alta, se si riuscisse a tenere traccia e a contare anche i "profitti illeciti", ossia i ricavi provenienti dalla rivendita non ufficiale dei biglietti sui canali social o sulle piattaforme di secondary ticketing. E infatti nel nostro "esperimento" vi abbiamo mostrato come, oltre ai tantissimi truffatori che provano a vendere biglietti inesistenti, ci abbiano proposto biglietti da 170 euro rivenduti a più di dieci volte del prezzo originale.

Perché Taylor Swift è davvero la persona dell’anno 

13mila euro per due biglietti

A quanto pare, però, ci è anche "andata bene": pare infatti che alcuni biglietti siano stati messi in (ri)vendita a prezzi ancor più stratosferici. È quanto denuncia il Codacons, pronto a presentare un esposto ad Antitrust e Procura di Milano. Ad esempio, si legge in una nota del Codacons, "per la data del 14 luglio un sito vende oggi una coppia di biglietti (non acquistabili separatamente) alla modica cifra di 13.334 euro. Un’altra piattaforma, per il concerto del 13 luglio, arriva a chiedere 4.677 euro a singolo biglietto. Ma sono anche privati cittadini a mettere in vendita ticket a tariffe stellari: ad esempio sulla nota piattaforma Ebay si trovano oggi biglietti per le date del 13 o 14 luglio a cifre che raggiungono i 3.000 euro".

"Ancora una volta assistiamo ad una ignobile speculazione che sfrutta la forte domanda di biglietti per i concerti dell’artista americana per realizzare un illegittimo arricchimento - afferma in merito il presidente del Codacons Carlo Rienzi - Per questo presenteremo domani un esposto ad Antitrust e Procura chiedendo non solo di indagare i responsabili per il possibile reato di aggiotaggio, ma anche di sequestrare e oscurare le pagine web dove vengono venduti biglietti a prezzi fuori mercato".

Il prezzo per biglietto per il concerto di Taylor Swift-2

La lezione da (poter) imparare dal 'caso Taylor Swift'

Che il Codacons abbia deciso di intervenire su quello che ormai possiamo definire "caso Taylor Swift" è cosa buona e giusta. Ma non basta: quello della popstar americana è finito alla ribalta delle cronache perché i prezzi dei biglietti in rivendita hanno raggiunto livelli davvero inaccettabili. Ma quello che succede all'interno dei gruppi social di compravendita di biglietti e sulle stesse piattaforme di secondary ticketing è noto già da diversi anni - lo abbiamo denunciato nel 2022 in un articolo di Today -, tanto che lo scorso anno l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha multato Viagogo per oltre 12 milioni di euro (la stessa società era già stata oggetto di altri tre procedimenti sanzionatori a partire dal 2020).

Secondo la legge italiana, infatti, è vietata la messa in vendita di biglietti da parte di soggetti non autorizzati (ovvero diversi dai siti internet ufficiali degli organizzatori, i box office autorizzati, oppure i siti internet di rivendita primari). La rivendita può essere effettuata sia da questi ultimi, sia da singoli utenti, a condizione che venga fatta in modo occasionale e senza finalità commerciali.

Tuttavia, sia nel caso di rivenditori autorizzati che di singoli utenti, la rivendita deve rispettare una condizione: il prezzo deve essere uguale al valore "nominale", ovvero il prezzo riportato sul biglietto originario, che è stabilito dagli organizzatori dell'evento. I rivenditori autorizzati possono applicare, in aggiunta al prezzo nominale del biglietto, unicamente delle commissioni che remunerano i costi di modifica del nominativo sul biglietto e di gestione della pratica di intermediazione; tali costi devono essere chiaramente evidenziati in modo che l'acquirente possa verificare che il prezzo del biglietto corrisponda a quello nominale.

Eppure questo non avviene, e non c'è bisogno di essere fan di Taylor Swift per accorgersene: chiunque abbia provato ad acquistare un biglietto per un qualsiasi concerto in rivendita, nella stragrande maggioranza dei casi, lo avrà pagato a un prezzo più alto. Per cui benissimo l'intervento del Codacons: ma speriamo non resti un provvedimento una tantum.

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