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Mercoledì, 28 Febbraio 2024

L'esperimento

Alessandro Rovellini

Direttore responsabile

Essere l'uomo più sano del mondo è un'immensa fatica

Il signor Bryan Johnson di mestiere fa l’uomo più sano del mondo. Dopo 8 ore precise di sonno, si alza presto ogni giorno e inizia un’interminabile sequela di esami sullo stato di salute del suo corpo. Poi passa all’esercizio fisico e alla meditazione. Quotidianamente ingurgita più di 100 pasticche d'integratori. I pasti sono intrugli di verdure frullate e proteine. Ogni centimetro della sua pelle è strettamente monitorato. Questo gli costa circa due milioni di dollari l’anno e ha un team di 30 persone, tra medici e ricercatori, che lo segue. Controlla il numero di erezioni che ha durante la notte; ha scattato più di 33mila foto del suo intestino grazie a una pillola con fotocamera; si fa scansionare meticolosamente il cuoio capelluto alla ricerca di anomalie; conosce l’esatta composizione della sua urina. Ognuno dei suoi 78 organi viene visto come un tempio e trattato di conseguenza: il programma di mantenimento è sviluppato in base a ciò che lui ritiene essere la migliore letteratura scientifica a disposizione e adattato alle risposte di legamenti, tendini, fegato, cuore, polmoni, pancreas e pelle. In effetti, Johnson, a 47 anni, non ha un solo difetto fisico.  

La fonte della giovinezza

All’inizio la sua storia si snoda simile a quella di altre menti digitali della Silicon Valley. Fonda la società di pagamenti digitali Braintree, ingloba Venmo nel 2012 e qualche mese dopo vende tutto a Paypal, con accordo vicino al miliardo di dollari. Una volta ricco, però, decide che la ricerca dell’elisir di lunga vita non basta. Mentre altri tycoon, con declinazioni più o meno estrose, spostano soldi e investimenti sulle tecnologie dell’ibernazione, Johnson trasforma il proprio corpo in cavia. E cerca di fermare l’invecchiamento. Parte da zero: non è mai stato un atleta. I risultati di una routine militaresca, dopo quasi 24 mesi di esperimento, sono eccezionali: ha un’età biologica stimata di 42 anni ed è riuscito a raffreddare la sua temperatura corporea. Cinque anni indietro nel tempo. I test di fitness, invece, lo pongono al pari di un 18enne. Ogni biomarcatore dimostra miglioramenti. Non ha alcuna malattia. A dire il vero, non ha alcun principio di malattia. “Sto cercando di esplorare questa domanda: può una persona disposta a dire sì agli algoritmi, come me, restare biologicamente sempre della stessa età? Possiamo creare la fonte della giovinezza? Cambierebbe la nostra comprensione di cosa significa essere umani”, ha detto in un colloquio con Maxwell Strachan di Motherboard. La mente di Johnson “non è autorizzata a fare la spesa al supermercato, esplorare la dispensa, ordinare una pizza all'improvviso, mangiare un dessert, a basilarmente fare qualsiasi decisione legata al cibo”. Questo è il suo “sé autonomo”.

Una vita non replicabile

Lo spunto del miliardario americano è notevole. Ma probabilmente chiuso in un vicolo cieco. A oggi, si stima che il limite fisiologico del corpo umano sia intorno ai 130 anni di vita, in un’area variabile tra i 120 e i 150. Superato il secolo, il rischio percentuale di morire il giorno successivo rimane stabile mano a mano che passa il tempo. Il neurofisiologo Matteo Cerri, ne La cura del freddo, suggerisce che il propulsore umano, il nostro cuore, abbia un certo numero di battiti “programmato” nel corso della vita: oltre una determinata soglia non è possibile andare. Johnson, con il suo Blueprint Project, anela a fermare il tempo con un regime di dieta ed esercizi estremi. Ma a che prezzo? Strachan gli fa notare come per la stragrande maggioranza delle persone il suo stile di vita non sia né sopportabile né sostenibile. Il 47enne ribalta la prospettiva: il rigore è parte del suo percorso di realizzazione e non gli pesa. Gli algoritmi e l'intelligenza artificiale assecondano gli organi. È difficile, tuttavia, valutare l’impatto di un esperimento del genere sulla popolazione generale. Per questo, molti scienziati sono scettici e relegano il progetto a un’espressione di eccentricità.

Johnson e la routine per i capelli

Cosa vuol dire non invecchiare? 

Una delle caratteristiche delle Blue Zone, le aree al mondo con la maggiore densità di centenari, è l’avere nuclei sociali forti e consolidati. Bagaglio genetico e dieta non spiegano tutto. Nessuno è realmente mai da solo, neanche se rimane senza famiglia. Le persone si prendono cura l’una dell’altra. Momenti di aggregazione come pasti o serate insieme, quasi tutto l’anno, sono una componente non misurabile che porta alla longevità di queste popolazioni. È anche questo fermare il tempo? 

La vita è una delicata altalena di sacrifici e piccole gratificazioni. Senza dimenticare il momenti di leggerezza. Blueprint Project la eleva a un’unica serie di privazioni dove l’obbiettivo è la preservazione cellulare. Non sono solo semplici principi generali: non fumare, non bere alcolici, fare attività fisica e mangiare vegetali. Johnson, direbbe qualcuno, non vive, ma presta il proprio corpo al mantenimento ideale degli organi, de-umanizzando sé stesso. Può esserci eterna giovinezza senza vita?

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