rotate-mobile
Martedì, 21 Maggio 2024

Lo sfregio

Alberto Berlini

Giornalista

La "Venere Ferragni" di Santanchè: 9 milioni per un like (paghiamo noi)

Fare peggio di "Very bello" era difficile ma l'onorevole Santanché ci è riuscita con "Open to meraviglia".  È sua la firma sull'assegno da nove milioni di euro per la nuova campagna di promozione turistica dell'Italia all'estero.

venere italia 23

Il ministro per il turismo cosa ha pensato per rilanciare l'Italia sul mercato internazionale? Arruoliamo la Venere di Botticelli, iconografia rinascimentale riconosciuta in tutto il mondo. Plagiamo quell'immagine - si perché di plagio si tratta - e rivestiamola dei panni di una moderna influencer che non trova di meglio che farsi un selfie a piazza San Marco a Venezia scimmiottando una Chiara Ferragni qualsiasi (ovviamente con un riconoscibilissimo iPhone di ultima generazione). Per poi mangiare una pizza sul lago di Como con un grappolo d'uva e un limone sul tavolo (sì, un grappolo d'uva e un limone, sic). Perché non farle fare una passeggiata in bicicletta a Roma sotto il Colosseo vestita come una postina di Maria de Filippi. Per finire con una posa plastica sugli scogli di Polignano. 

Santanchè arruola la Venere di Botticelli come "influencer"

Onorevole ministra, stiamo scherzando? Davvero abbiamo usato 9 milioni di euro per veicolare in tutti gli aeroporti e stazioni ferroviarie questa serie di luoghi comuni che farebbero pena anche a un boomer qualsiasi? Al netto del glorioso passato di un artista come Armando Testa forse - come in tanti stanno proponendo - bastava farsi aiutare da uno dei programmi di intelligenza artificiale: che con pochi euro per un abbonamento mensile si possono ottenere immagini evitando che Botticelli si rivolti nella tomba.

La campagna di Enit e una Venere realizzata con Midjourney-2

Qui un esempio: il primo ma sono decine quelli postati in rete dai tanti indignati da quello che appare una rincorsa al turismo dei like, spesso inconsapevole, che fotografa i monumenti per fare incetta di apprezzamenti sui social senza conoscere il valore artistico e la storia che c’è dietro. Difficile non andare con la memoria a questa foto. Era il 2020 quando chiusero gli Uffizi di Firenze per Chiara Ferragni.

chiara ferragni venere botticelli luglio 2020

Ora: trovate le differenze nel video promozionale presentato ieri 20 aprile e che scade nel cringe, nello stereotipo più banale, scivolando persino nel kitsch.

 

 

Eppure Santanché doveva aver imparato qualcosa dal flop di It's art dell'ex ministro Dario Franceschini. Era stato il suo compagno - collega, pardon - di governo il Ministro Sangiuliano a chiudere la piattaforma che doveva diventare la Netflix della cultura italiana ma che tra il 2021 e il 2022 aveva generato un buco di 7,5 milioni di euro raccogliendo appena 140mila abbonati e 246mila euro di entrate, quanto un bar cittadino di piccole dimensioni.

Certo fare il ministro della Cultura e del Turismo - dicasteri che prima erano accorpati - non è facile dove a volte basta fare qualcosa in più che rappresentare l'esistente per rovinarlo. Tanto che non occorre andare troppo indietro nel tempo per ritrovare l'altro clamoroso flop di Verybello.it, il sito da 35mila euro nato per promuovere gli eventi culturali italiani nel periodo dell’Expo2015, e chiuso nel 2017 raccogliendo più polemiche che visitatori. Visitatori che tra l'altro non hanno mai affollato neppure il costoso Italia.it, il portale da oltre 45 milioni di euro dedicato all’offerta turistica italiana. Era nato nel 2004 con Rutelli e il suo indimenticabile il video del 2007: l'allora ministro per i beni culturali si rivolgeva in un inglese maccheronico ai potenziali turisti con quello suo "Plis visit Itali" che aveva dato il via a valanghe di meme come quello qui sotto (l'audio è quello originale, davvero).

Ora, tornando alla "Venere influencer" di Daniele Santanché ci chiediamo: davvero avevamo bisogno di andare a prendere uno dei più celebri capolavori del rinascimento e mortificarlo in questo modo? Ci sarebbero nove milioni di ragioni per evitare un orrore simile, ma forse l'onorevole ministra manca di chi poteva consigliarla in modo diverso.

venere minigonna-2

Eppure nel governo c'è un sottosegretario alla Cultura che - per quanto discutibile in certe sue uscite - su arte e cultura resta un esponente rispettabile. "La pubblicità all’Italia la fanno le opere d’arte, senza bisogno di travestirle" ha sbottato Vittorio Sgarbi che rimarca "Giacché la Venere è nuda sarebbe stato meglio vederla così, senza bisogno di travestirla in quel modo: è una roba da Ferragni".

A Sgarbi piace poco anche lo slogan scelto per la campagna: "Anche così funziona lo stesso, lo ha deciso un grafico e io non voglio contraddire troppo i miei colleghi (la ministra al turismo Daniela Santanché, il ministro degli esteri Antonio Tajani e quello dello sport Andrea Abodi, oltre all’ad dell’Enit Ivana Jelinic, ndr). Ma sul piano della lingua, la contraddizione è invece loro: Open to meraviglia? Che roba è? Che lingua è?". E anche qui non ci sentiamo di contraddirlo.

Almeno per ora comunque ci hanno risparmiato la Venere spiaggiata al Twiga. Per ora.

Si parla di

La "Venere Ferragni" di Santanchè: 9 milioni per un like (paghiamo noi)

Today è in caricamento