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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Lavoro

Afghanistan: Sereni, 'non spegnere luci, situazione resta drammatica'

'Tavolo coordinamento su Afghanistan sta lavorando per programmare la gestione delle risorse entro il 31 dicembre'


Roma, 3 dic. (Labitalia) - "È fondamentale non spegnere l'attenzione sull'Afghanistan anche ora che non è più sulle prime pagine di giornale, perché la situazione resta drammatica, da un punto di vista umanitario e dei rischi di aumento del terrorismo. Il governo italiano ha scelto un intervento umanitario e politico che guardi al medio periodo, perché l'emergenza è destinata a durare e noi abbiamo una responsabilità: dobbiamo continuare a fare la nostra parte in quel contesto. Proprio a questo risponde il Tavolo di coordinamento sull'Afghanistan richiesto dalle Organizzazioni della Società civile". Lo ha detto la vice ministra degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale Marina Sereni, intervendo all'incontro sulla questione afghana, organizzato nell'ambito di Codeway 2021 Digital edition, anteprima digitale della Fiera organizzata da Fiera Roma sulla Cooperazione Internazionale.


Al dibattito hanno partecipato rappresentanti di Rete Afgana, Unhcr italia, Tavolo Asilo, Save The Children Italia, Pangea Onlus. Le risorse che l'Italia destinerà alla questione afghana ammontano a 150 milioni di euro, destinati per metà all'Afghanistan e per metà alle regioni limitrofe, suddivisione da modulare a seconda della situazione in fieri sul territorio: "Ora -ha spiegato Sereni- siamo in fase di programmazione, il Tavolo sta lavorando per programmare la gestione di questa massa di risorse entro il 31 dicembre. Ci siamo dati dei criteri, i tre principali sono: fare affidamento sul Sistema delle Nazioni Unite, visto che l'Italia non ha rappresentanza diplomatica sul posto al momento; fare una programmazione flessibile perché la situazione è in evoluzione; dare la priorità alle donne, categoria particolarmente vulnerabile all'interno dei gruppi vulnerabili dei quali ci dobbiamo occupare".


In conclusione la vice ministra ha ribadito che "tutto questo lavoro deve avere anche un senso politico". "Dobbiamo pensare - ha sottolineato - ai 35 milioni di afghani che restano in Afghanistan, aiutandoli a trovare una via di sopravvivenza dignitosa. È un intervento umanitario doveroso, ma anche una leva fondamentale nei confronti delle autorità talebane e il modo per proteggerci dal ritorno consistente delle organizzazioni terroristiche, facendo sì che l'Afghanistan non diventi la culla dell'instabilità nell'Asia centrale".


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