Sabato, 16 Ottobre 2021
Lavoro

Consulcesi: "Le professioni sanitarie non sono serie B, inaccettabile ritardo graduatorie"


Roma, 1 ott. (Labitalia) - "Preoccupanti il lassismo e l'incuria intorno ai test di professioni sanitarie, clamoroso il ritardo sull'uscita dei punteggi, oltre alle irregolarità registrate e alla scarsezza di informazioni che stanno generando disagio e malcontento tra i giovani. Stiamo monitorando la situazione, siamo pronti a partire con i ricorsi". Commenta così il caos di queste ore sui test di ingresso di infermieri, fisioterapisti, ostetrici e altri tecnici, il presidente di Consulcesi Massimo Tortorella, il network legale dei professionisti sanitari. "Perché - dice - non è stata annullata la domanda con 2 risposte esatte nel test Cineca, così come accaduto al test di Medicina? Alcuni ragazzi potrebbero non aver risposto proprio perché confusi delle due opzioni di risposta esatte, perdendo l'assegnazione della risposta". Il presidente del network legale Consulcesi evidenzia lacune che lasciano intendere che le professioni sanitarie siano considerate 'di serie B' dalle istituzioni.


In alcune città, come a Firenze ad esempio, ancora devono uscire persino i punteggi, in altre non c'è chiarezza di comunicazione sulla scelta delle sedi. E poi, ci sono dubbi sul metodo di calcolo dei punteggi, alcuni ragazzi hanno difficoltà a capire la loro posizione in graduatoria. "Disagi che non coincidono con il rinvio delle date delle immatricolazioni ai corsi molti sono lavoratori e non sanno come organizzarsi in base alla loro ammissione", osserva Tortorella.


"Tutto questo - sottolinea - è indice di scarso interesse verso una categoria che rappresenta le fondamenta del nostro Sistema Sanitario e che dovrebbe essere rispettata già dall'ingresso in facoltà. Consulcesi ha messo in campo la propria esperienza per lavorare al fianco dei professionisti sanitari e supportarli attraverso lo sportello informativo www.numerochiuso.info/ o il numero verde 800189091". Sono quasi 73mila gli aspiranti infermieri, fisioterapisti e tecnici che hanno sostenuto il test d'ingresso ai corsi di laurea in professioni sanitarie, l'ultimo dell'area accademica medico-sanitaria, che segue la discussa prova di medicina e chirurgia.


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