Mercoledì, 14 Aprile 2021

Contraffazione: Indicam, ha raggiunto livelli allarmanti


Milano, 7 giu. (Labitalia) - Secondo lo studio dell''European union intellectual property office' (Euipo) sull'entità delle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale pubblicato oggi, in undici settori chiave per l'economia europea si contano mancate vendite per oltre 56 miliardi di euro. "La contraffazione ha raggiunto livelli allarmanti per numeri, impatto sull'occupazione e sulle mancate vendite", dichiara Mario Peserico, presidente di Indicam, l'associazione di riferimento in Italia per la tutela della proprietà intellettuale con oltre 150 associati. "E' preoccupante -spiega Peserico- il danno che soffrono le filiere dei vari settori che Euipo ha analizzato, poiché la contraffazione va a impattare direttamente sulle persone che in quelle filiere lavorano, come dimostra il dato di 468.000 posti di lavoro persi".


Il rapporto Euipo, in particolare, segnala come le mancate vendite nel settore abbigliamento ammontano a 28 miliardi di euro, mentre quelle dei cosmetici sono pari a 7 miliardi, categorie che, insieme a quella dei farmaci, sono le più colpite dalla contraffazione, con trend in aumento. Ocse ed Euipo, inoltre, hanno stimato l'ingresso di merci false in Europa per 121 miliardi di euro, un flusso inarrestabile proveniente in ampia maggioranza dalla Cina e dalla Turchia. Tutto ciò a danno della proprietà intellettuale che vale il 42% del Pil comunitario, un valore che in Italia sale fino al 44% del prodotto interno. "I prodotti che violano la proprietà intellettuale -prosegue Peserico- sono privi di ogni elemento di garanzia per i consumatori. Leggendo il rapporto Euipo si deve osservare che tra cosmetici, farmaci e prodotti alcolici destinati al consumo si parla di più di 18 miliardi di euro di mancate vendite. Ossia 18 miliardi di rischio per i clienti".


"E' innegabile che non si stia adeguatamente contrastando il mercato di prodotti illeciti e ciò per via di norme, come quella che regolamenta l'e-commerce, non adeguate a dare profili di responsabilità agli operatori che oggi dominano il web. Ci auguriamo che la prossima Commissione Europea affronti, accanto a questo tema, anche il tema legato alla mancanza, ad oggi, di medesimi criteri e analisi di rischio tra le Dogane dei diversi Stati membri. Ci auguriamo che l'azione comunitaria arrivi a mettere sotto pressione i Paesi all'origine delle merci false, con attenzione almeno a Cina e Turchia che sono gran parte del problema. L'anticontraffazione non deve più essere solo argomento di discussione, ma azione concreta", conclude il presidente di Indicam.


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