Lunedì, 8 Marzo 2021

Coronavirus: Associazione Chiropratici, in netto aumento disturbi da stress

"Visione globale stato di salute del paziente di fronte ai cambiamenti che la società sta vivendo"


Roma, 9 nov. (Labitalia) - Lo stress emotivo nell'era Covid diventa una delle prime cause dell'aumento dei disturbi dell'apparato muscolo scheletrico. Un trend riscontrato negli studi dei dottori Chiropratici italiani che mettono in guardia da quella che può diventare una vera e propria piaga sanitaria nei prossimi anni e che vede acuirsi i sintomi disfunzionali dei pazienti, tanto da poter creare una nuova quanto diffusa casistica categorizzabile come "Paziente dell'era Covid".


"La visione globale del Chiropratico rispetto allo stato di salute del paziente non lascia dubbi su questo fenomeno - spiega John Williams, presidente dell'Associazione Italiana Chiropratici - rispetto al periodo pre-Covid in tutti gli studi associati si sta verificando un netto aumento dell'intensità della sintomatologia riconducibile a un generalizzato senso di paura e di visione negativa del futuro. Proprio per questo stiamo intensificando le collaborazioni interdisciplinari con altre figure sanitarie, come psicologi e fisioterapisti, nell'ottica di offrire al paziente un aiuto in più, limitando il ricorso ai farmaci".


"Il bisogno di libertà, di movimento e di socializzazione, si rivelano essenziali per il buon funzionamento del corpo umano - continua Williams - Il fatto di uscire molto meno accentua i problemi fisici a livello muscolare, circolatorio, con alterazioni della qualità del sonno e perfino delle abitudini nutrizionali. Contenere il livello di stress attraverso la Chiropratica sicuramente contribusce anche a evitare l'abuso di farmaci antinfiammatori che indeboliscono il sistema immunitario".


Secondo i dati raccolti negli studi professionali dei chiropratici aderenti all'AIC, lo stress emotivo dovuto alle restrizioni fisiche, al cambiamento di stile di vita e all'incertezza del futuro ha esasperato nei pazienti i sintomi legati all'apparato muscolo scheletrico. Il fattore di disagio psicologico risulta dunque più evidente e ha provocato anche l'intensificarsi delle sedute medie per paziente, su richiesta degli stessi.


"I casi di disfunzioni legate ai disturbi da stress in questo periodo sono aumentati di circa il 60% - sottolinea Andrea Cecchi, dottore Chiropratico dell'AIC - Ansia, irrigidimento, dolori cervicali, mal di testa e mal di schiena risultano accentuati. Anche se lo stress può manifestarsi in una miriade di modi diversi, quasi sempre influisce sull'aumento della rigidità della schiena e soprattutto della cervicale. Da un punto di vista clinico-chiropratico, che si basa soprattutto sul funzionamento del nostro sistema nervoso, si riscontra un aumento delle sub-lussazioni proprio nella parte alta del tratto cervicale. La sub-lussazione è per eccellenza la lesione sulla quale la Chiropratica pone la sua attenzione e può essere descritta come un disallineamento vertebrale che causa un'interferenza neurologica con conseguente malfunzionamento delle parti del corpo innervate da quel livello vertebrale".


I fattori che contribuiscono a questa situazione sono quelli manifestati dagli stessi pazienti: l'insicurezza, alimentata spesso e in larga parte dalle informazioni ricevute tramite i media; la limitazione della libertà, che come nel caso delle quarantene, seppur per periodi di tempo relativamente brevi contribuisce a generare paura e disperazione; il cambiamento di stile di vita, con le sue implicazioni più pratiche (il passaggio dall'ufficio al divano di casa) e, infine, la crescente tendenza all'inattività fisica.


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