Mercoledì, 3 Marzo 2021

Coronavirus: Binetti, 'medicina scolastica per patto tra istruzione e salute'

"Per esigere un diritto non se ne può compromettere un altro"


Roma, 6 ott. (Labitalia) - "Un dibattito di estrema attualità sul tema della medicina scolastica. L'evento, rivolto a un gruppo di giornalisti coinvolti dalla Associazione Medicina e Frontiere e dalla Società Umanitaria, aveva come focus il conflitto di interessi che il Covid-19 ha scatenato tra diritto alla salute e diritto all'istruzione, soprattutto tra i più giovani". Così la senatrice Paola Binetti (Udc), presidente del Comitato Scientifico Medicina e Frontiere parla del convegno "Il presidio sanitario nelle scuole - Un patto fra istruzione e salute per il futuro del Paese", promosso dall'Associazione "Medicina e Frontiere" e dalla Società Umanitaria.


"Nel secolo dei diritti, come si va configurando sempre più il tempo che stiamo vivendo, sembra impossibile, che per esigere un diritto se ne debba compromettere un altro. La sfida, per la sua intrinseca contraddittorietà, appare inaccettabile alla sensibilità dell'uomo moderno: possibile che per tutelare la salute si debba compromettere l'istruzione; o peggio ancora possibile che per tutelare l'istruzione si debba compromettere la propria e l'altrui salute?", chiede Binetti. Il tema è stato affrontato al convegno, svoltosi nei giorni scorsi, dalla viceministra della Pubblica Istruzione Anna Ascani, insieme a Pietro Ferrara, docente di pediatria impegnato nell'ambito sociale, a Mario Rusconi, presidente dell'Associazione dei presidi del Lazio e Lia Pulimeno, infermiera, vicepresidente della Associazione che riunisce tutte le professioni sanitarie.


"Tutti impegnati nel tentativo di disegnare un servizio di medicina scolastica, in cui fossero presenti un medico, competente soprattutto nell'ambito della sanità pubblica, e in stretta collaborazione con lui altri profili professionali di tipo socio-infermieristico. Non si tratta di un ritorno all'antico, ma di una coraggiosa rivisitazione dei nuovi bisogni emergenti anche alla luce della recente pandemia" afferma Binetti che continua: "L'Associazione Medicina e Frontiere è da tempo alla ricerca di nuovi modelli organizzativi che mostrino la necessità di una forte apertura ai bisogni emergenti in sanità, soprattutto in sanità pubblica, per offrire una medicina a forte caratura tecnico-scientifica, ma nello stesso tempo capace di affiancare le esigenze delle persone più fragili, siano studenti che docenti".


"Michele Guarino, che della Associazione è presidente oltre che fondatore, ha più volte ribaltato la prospettiva che tende a superare la salute pubblica, orientata alla prevenzione, dalla clinica, vincolata ai processi di diagnosi e cura. E' tipico della impostazione culturale della Associazione superare l'approccio dilemmatico, per tentare una ricomposizione dei saperi nell'ottica della complessità, offrendo chiavi di volta importanti all'evoluzione che il SSN sta attraversando", aggiunge Binetti


" Occorre andare oltre una serie di gap con cui ci confrontiamo di giorno in giorno come quelli che separano ospedali e territorio, il sistema pubblico dal sistema privato; salute fisica da salute mentale; ricerca di base e ricerca applicata. Le nuove frontiere della medicina debbono allargarsi fino ad includere, elaborare e portare a nuova sintesi problemi e soluzioni, ed è questo che la Associazione promotrice dell'evento sta cercando da tempo di fare", ha concluso. L'innovazione, declinata nei campi delle tecnologie, delle terapie e delle Medical Humanities è dunque la fonte di ispirazione dell'Associazione. Il suo Comitato Scientifico, presieduto dalla Paola Binetti, è composto da professionisti provenienti da diversi settori della società che, con la loro esperienza e sensibilità sia umana, sia professionale, suggeriscono ambiti di intervento e realizzazione di iniziative, in linea con la vocazione multidisciplinare di "Medicina e Frontiere".


L'Associazione "Medicina e Frontiere" è nata nel marzo 2019 da un'idea di Michele Guarino, gastroenterologo e professore associato di Gastroenterologia all'Università Campus Bio-Medico di Roma, che ha riunito un gruppo di medici attorno all'obiettivo di perseguire finalità di solidarietà sociale quali scopi culturali, scientifici, educazionali e formativi, di ricerca e di studio nel settore della medicina, pone particolare attenzione all'innovazione tecnologica e terapeutica. L'associazione è indipendente, apolitica, aconfessionale e senza fini di lucro. Promuove attività in forma di convegni e simposi attinenti la medicina nelle sue diverse articolazioni scientifico-assistenziali e implicazioni socio-culturali, con particolare attenzione alle cosiddette Medical Humanities, al fine di rafforzare i rapporti tra la medicina e le scienze sociali, entrando in dialogo con la filosofia morale e con le arti espressive.


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