Lunedì, 10 Maggio 2021

Covid: pandemia accelera crowdfunding, su GoFundMe centinaia campagne al mese


Roma, 10 mar. (Labitalia) - Il settore del crowdfunding e del personal fundraising sta cambiando completamente il modo di aiutare le persone in difficoltà e la pandemia ha accelerato tale processo. Il crowdfunding sociale, infatti, permette di far arrivare gli aiuti in tempi brevi, una caratteristica che si è rivelata fondamentale, soprattutto per fronteggiare le emergenze. "Ogni mese sono centinaia le campagne di raccolta fondi attivate su GoFundMe. Oggi, a tre anni dal suo arrivo in Italia, la piattaforma è riuscita a diventare un vero e proprio punto di riferimento e a rivoluzionare il sistema di raccolta fondi online", spiega Elisa Liberatori Finocchiaro, manager di GoFundMe per l'Europa.


Una trasformazione prima di tutto culturale: tutte le persone possono diventare dei personal fundraiser e incidere così sulla realtà cambiando il corso delle cose. "Si potrebbe parlare di un vero e proprio attivismo sociale e digitale alla portata di tutti, che crea attori del cambiamento e non più semplici spettatori passivi", continua Elisa Liberatori Finocchiaro.


Oltre ad essere una piattaforma di raccolta fondi, la più grande del mondo, GoFundMe opera cambiamenti sociali, ponendo all'attenzione dell'opinione pubblica argomenti delicati che non hanno ottenuto la giusta attenzione dalle istituzioni. "Come nel caso - racconta la responsabile europea di GoFundMe - della campagna per i braccianti invisibili, quasi sempre migranti, totalmente dimenticati durante la pandemia e senza diritti. Una raccolta fondi, lanciata da Aboubakar Soumahoro, che ha raggiunto oltre 200mila euro ed è servita anche a sensibilizzare le istituzioni su un tema così importante e spesso dimenticato. Un altro esempio recente riguarda le famiglie di bambini malati di Sma che hanno necessità di un farmaco molto costoso, gratuito in Italia solo per bambini fino a sei mesi di età. Quando abbiamo notato che crescevano sempre di più campagne dedicate alla raccolta fondi per bambini malati di Sma, abbiamo chiesto al ministero della Salute, alle Regioni e all'Aifa di intraprendere un'azione per liberare l'accesso alle cure tramite il Servizio sanitario nazionale".


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