Mercoledì, 23 Giugno 2021
Lavoro

Crisi Governo, l'art director Ottonello: "La poltrona? Tra passione e ossessione è come un trono"

L'architetto Ied: "E' simbolo e status symbol allo stesso tempo, è personale, non la si vuole cedere mai"

Crisi Governo, l'art director Ottonello: "La poltrona? Tra passione e ossessione è come un trono"

Roma, 4 feb. (Labitalia) - "La crisi di governo e l'attaccamento dei politici alla poltrona? E' una cosa molto curiosa, un titolo potrebbe essere: 'Poltrona, tra passione e ossessione'. Io mi occupo di semiotica da tanto tempo e il simbolismo è una cosa che uso molto spesso e che mi interessa moltissimo". Così, con Adnkronos/Labitalia, Giovanni Ottonello, architetto e art director dello Ied - Istituto europeo di design, sul significato della poltrona per i politici e per gli italiani.


Il voler restare attaccati alla poltrona, spiega Ottonello, "fa parte proprio della natura umana". "La poltrona è un simbolo e uno status symbol allo stesso tempo. Nasce come momento di ozio però in realtà non ha solo una funzione pratica legata alla comodità ma negli anni è servita a identificare le figure importanti della società", sottolinea. E infatti, spiega l'esperto, "il potere è sempre stato legato anche alle dimensioni della poltrona stessa. E il parallelismo è con il trono. Al Capone, Scarface, parliamo naturalmente di un altro potere, nel film si siede su una sedia che in realtà era un trono".


E non solo per i politici ma anche per i 'comuni mortali' la qualità della poltrona è importante. "Chi compra la poltrona la compra comoda -spiega- perché rappresenta esattamente un momento suo, uno spazio fisico suo. Dal punto di vista politico, invece, è come se avessi ottenuto una riconoscibilità di qualcosa che è tuo ma che è riconosciuto come tale non solo da te ma anche dagli altri", sottolinea ancora Ottonello.


Un rapporto, quello tra gli italiani e la poltrona, che negli anni è cambiato restando però sempre un simbolo. "Negli anni non è cambiata la poltrona, ma sono cambiate le persone che l'hanno occupata. Un oggetto che tutti noi riconosciamo, il design negli anni l'ha modificata, per certi versi l'ha distrutta, ma è rimasta nell'immaginario come simbolo, è il simbolo da un lato del potere e dall'altro del pensatore. Quando ti vuoi rilassare, e anche pensare e ragionare su delle cose la poltrona diventa un momento tuo", sottolinea Ottonello.


E sì perché la poltrona è un oggetto strettamente personale, che non si vuole dividere con nessuno. "Se andiamo a vedere -ricorda Ottonello- la definizione della Treccani dice per una sola persona. E quando si dice ambire a una poltrona si parla di un'ascesa sociale della persona stessa. Anche se non ti siedi materialmente su una poltrona, il concetto rimanda a un cambio di condizione sociale", rimarca Ottonello.


Certo, c'è poltrona e poltrona. "Una poltrona di pelle non ha lo stesso spessore di una poltrona fiori, il materiale la rende più preziosa o meno", ricorda. E per Ottonello "tutte queste cose hanno fatto sì che la società considerasse negli anni la poltrona come elemento importante dell'arredamento: tu compri un divano e una poltrona, il divano è per gli amici, la poltrona è tua, è sempre del capo famiglia, del papà, del marito". "E' il luogo -spiega ancora- in cui si sta tranquilli a casa ritornando dal lavoro. Più consumata è, più l'accetti, perché vuol dire che l'hai utilizzata per pensare. Le poltrone di pelle consumate raccontano una storia, quelle intonse no", conclude.


Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Crisi Governo, l'art director Ottonello: "La poltrona? Tra passione e ossessione è come un trono"

Today è in caricamento