Lunedì, 21 Giugno 2021
Lavoro

Deloitte, dobbiamo investire di più su donne e scienza


Milano, 10 feb. (Labitalia) - Un'azienda su quattro non trova i profili professionali stem di cui ha bisogno e sono ancora meno le donne impiegate in questo ambito. Emerge da una ricerca della Fondazione Deloitte resa nota in vista dell'11 febbraio, 'Giornata internazionale delle donne nella scienza'. Una celebrazione mondiale per portare i riflettori sull'importanza dell'inclusione delle ragazze nei percorsi di studio e lavoro di ambito tecnico-scientifico. Dalle proposte di nuovi corsi di laurea che le università italiane hanno presentato al Cun (Consiglio universitario nazionale), emerge che tra i pochi 'effetti collaterali' positivi della pandemia in corso c'è la presa di coscienza dell'importanza della ricerca scientifica e un conseguente aumento dell'offerta formativa stem negli atenei italiani. Una notizia positiva, perché "se c'è qualcosa che è diventato evidente a tutti con il Covid-19 è che in futuro, la competizione globale sarà tutta incentrata sulla capacità di innovazione scientifica e tecnologica", dichiara Stefania Papa, people & purpose leader di Deloitte.


Come dimostrano i risultati della ricerca della Fondazione Deloitte, nel 2019 soltanto il 27% degli immatricolati universitari era iscritto a un corso di laurea stem. E di questo 27% solo un quarto era costituito da ragazze. Un gender gap ancora molto consistenze e che, pure, non ha niente a che vedere con le capacità o le propensioni di maschi e femmine: secondo i dati raccolti dalla nostra ricerca, infatti, le studentesse impegnate in percorsi universitari stem si laureano con voti di laurea mediamente più alti e in meno tempo dei loro colleghi maschi.


Eppure, le donne che lavorano in ambito scientifico, oggi, sono ancora una minoranza. Una situazione paradossale, in un Paese che oggi sfiora il 30% d disoccupazione giovanile e che, nel solo mese di dicembre 2020, secondo Istat, ha prodotto 101 mila nuovi disoccupati, di cui 99 mila donne. "Un dato preoccupante che ci deve spingere a riflettere sulla necessità di cambiare rotta, investendo con più decisione su donne e scienza in modo da colmare quel gap occupazionale che, secondo la nostra ricerca, porta quasi un'azienda su quattro (23%) a non trovare i profili professionali stem di cui ha bisogno", commenta Papa.


"Cybersecurity - sottolinea Stefania Papa, people&purpose leader di Deloitte - tecnologie biomediche, robotica e intelligenza artificiale: basta fare pochi esempi per capire quanto è importante che l'Italia investa in istruzione e ricerca Stem e includa le ragazze in questo ambito strategico. Cosa ancora più importante: oggi abbiamo la possibilità di trasformare questo proposito in azione concreta, grazie alle risorse del Next Gen Eu".


"Non dobbiamo disperdere - auspica - questa opportunità. Sarebbe un grande spreco di talenti e di risorse economiche. Sarebbe una partita persa per tutti: per le donne, per la scienza e per il Paese".


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