Domenica, 11 Aprile 2021

Fase 3: cmo, marketing punti su digitalizzazione, lavoro agile e made in Italy

A dirlo 250 chief marketing officer italiani intervistati da Deloitte

Fase 3: cmo, marketing punti su digitalizzazione, lavoro agile e made in Italy

Roma, 20 lug. (Labitalia) - Investimenti per la digitalizzazione, lavoro agile e riscoperta del brand made in Italy. Sono questi i 3 fattori su cui puntare dopo il Covid-19 secondo i 250 chief marketing officer italiani intervistati da Deloitte sul futuro marketing. "Secondo quanto emerge dalla nostra survey - spiega Andrea Laurenza, technology leader di Deloitte Italia - l'imperativo numero uno dopo il Covid-19 sarà la digitalizzazione dei servizi e dei canali di comunicazione. Inoltre, per soddisfare le esigenze di consumatori sempre più esigenti, le aziende dovranno implementare una comunicazione sempre più human centric".


E se la digitalizzazione era un trend già consolidato prima del Covid-19, ora la pandemia ha reso inevitabile e irreversibile questo processo, spiega Laurenza: "Mentre la maggior parte dei cmo prevede una riduzione dei budget di marketing a causa del rallentamento del business causato dal covid-19, il 70% degli stessi cmo pensa che le risorse per investimenti in digitalizzazione di servizi e prodotti saranno superiori a quelle dell'anno precedente. Nella stessa direzione va il trend che riguarda il lavoro agile: il 59% dei cmo ritiene che questa nuova modalità di lavoro, introdotta per rispettare le misure di contenimento del virus, è venuta per restare e cambierà irreversibilmente l'organizzazione del lavoro".


Riccardo Plata, marketing & content partner di Deloitte Digital, aggiunge: "Un elemento interessante è che praticamente tutti i cmo sono d'accordo sul fatto che, se dovessero rilanciare l'azienda Italia, punterebbero su un piano strategico centrato sul brand made in Italy. Il Covid-19 ha avuto un effetto immediato sulla supply chain globale e uno dei possibili effetti positivi per le imprese italiane, nel medio periodo, potrebbe essere un parziale reshoring della produzione, con un rafforzamento delle filiere italiane e del marchio Made in Italy". Una strategia che, tra l'altro, è in linea con la convinzione dei cmo secondo cui nello scenario futuro i consumatori saranno sempre più orientati a premiare i brand percepiti come autentici, trasparenti, sostenibili e vicini alla comunità. Infine, il 70% dei cmo si aspetta di entrare nella new normality in un periodo di tempo che va dai 3 ai 9 mesi.


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