Giovedì, 22 Aprile 2021

Fase 3: Consulenti lavoro, per ripartire servono formazione e semplificazione

Il messaggio per il Paese che arriva dai professionisti


Roma, 26 giu. (Labitalia) - Per ripartire l'Italia ha bisogno di semplificazione e formazione, soprattutto in un momento in cui ci sono 10 milioni di persone in cassa integrazione da riportare al lavoro. È il messaggio emerso ieri pomeriggio nel corso del webinar 'Il lavoro (non solo) nella Costituzione' della 'Run 4 Learning', la giornata di formazione con accademici ed esperti della Fondazione studi consulenti del lavoro, che ha visto oltre 10 mila partecipanti prendere parte a seminari online, validi ai fini della formazione continua di categoria, per analizzare gli effetti sociali ed economici del Covid-19 sulle imprese e sui lavoratori e riflettere sulle strategie per la ripresa.


Temi di stringente attualità che hanno anticipato, in parte, quelli che saranno al centro del prossimo Festival del Lavoro, in programma, in modalità online, il 23 ottobre. Nel corso del webinar è scaturita la necessità di rimettere al centro il lavoro, investendo nella sburocratizzazione del Paese, attraverso un fisco meno opprimente e più comprensivo nella ridefinizione del calendario fiscale, e al tempo stesso nella riqualificazione delle competenze dei lavoratori per passare dalle politiche passive alle politiche attive del lavoro.


Ad introdurre il dibattito la presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone, che ha fatto notare come "non basta estendere il blocco dei licenziamenti e gli ammortizzatori sociali per dare prospettive di lungo periodo. Per garantire i livelli occupazionali è necessario investire - ha aggiunto - in ricapitalizzazione, reti infrastrutturali e competenze informatiche, soprattutto per poter ricorrere alle nuove tecnologie, come abbiamo fatto durante il lockdown con lo smart working".


L'utilizzo del lavoro agile nella fase emergenziale ha dimostrato, tra l'altro, quanto sia sempre più labile il confine tra lavoro autonomo e lavoro subordinato e il bisogno, dunque, di ripensare ad altre modalità di lavoro e a nuovi modelli contrattuali. Dello stesso avviso Maurizio Sacconi, presidente di Amici Marco Biagi, per il quale il governo deve sostenere i lavoratori autonomi adottando "misure specifiche" e un "quadro regolatorio semplice e incoraggiante l'attività d'impresa".


La strada da seguire per il cambiamento, secondo Sacconi, è quella della contrattazione di prossimità, della riduzione strutturale del cuneo fiscale sul lavoro, limitando gli oneri indiretti, e della detassazione dei salari. Al confronto ha preso parte anche Giulio Tremonti, presidente Aspen Institute Italia, che ha sottolineato come i decreti-legge e le norme susseguitesi in questi mesi nel nostro Paese siano stati troppo numerosi e complessi, generando confusione e una difficile interpretazione. A differenza di altre Nazioni, nelle quali gli interventi sono stati pochi ma mirati.


"In Germania hanno fatto provvedimenti colossali, ma istantanei", ha precisato Tremonti. "Sai bene cosa è l'entità degli aiuti di Stato, sai bene la scelta sui consumi. Ma sono due o tre cose. Grossissime, ma chiarissime", ha continuato l'ex-ministro dell'Economia. La certezza e la semplificazione sono, dunque, la risposta all'intricato sistema di provvedimenti legislativi italiani, spesso incongruenti tra loro. "Occorre avere visione -ha concluso la Presidente Marina Calderone- e questa può nascere dall'apporto fattivo di chi ha il polso della situazione come i consulenti del lavoro, che possono dire la loro sul futuro del mercato".

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