Lunedì, 1 Marzo 2021

Food: ‘scrocchiarella’, gourmet o fritta, anche Roma celebra Giornata della pizza


Roma, 15 gen. (Adnkronos/Labitalia) - Conto alla rovescia per il 17 gennaio, Sant'Antonio Abate, Giornata mondiale della pizza, istituita nel 2017 quando 'L'Arte tradizionale del pizzaiuolo napoletano' è stata riconosciuta dall'Unesco come parte del patrimonio culturale dell'umanità. E la pizza si è ormai consolidata come icona, come formato globale gourmet targato tricolore, come luogo irripetibile di saperi e sapori. Oggi, causa Covid, non è immaginabile un festeggiamento all'antica, ma in ogni caso, se dovesse essere immaginato un luogo ideale per le celebrazioni, non sarebbe solo Napoli la sede, ma senza dubbio anche Roma, la città dove coesistono la versione classica con almeno tre importanti 'eresie': la versione bassa e 'scrocchiarella' tipica della Capitale, l'antica pinsa (il formato piatto e oblungo che si pretende derivato dagli antichi romani), l'interpretazione moderna e gourmet, e la pizza a taglio, street food per eccellenza.


Un piccolo giro in città passa per le imperdibili 'romane' di 180 g. a Tor de Schiavi e della Pariolina ai Parioli, per la 'pinsa' della Pratolina in via degli Scipioni, per la pizza a taglio di Gabriele Bonci a Pizzarium in via della Meloria, ma anche per le creazioni dell'ultima generazione di maestri dell'impatto come la Gatta Mangiona a Monteverde Nuovo, la Fucina, al Portuense, Emma all'Arenula, o Seu Illuminati a Porta Portese. Senza dimenticare che a Roma sono sbarcati anche i grandi maestri napoletani: Gino Sorbillo, con Lievito Madre in piazza Augusto, Michele Sorbillo, nell'Antica Pizzeria da Michele in via Flaminia, e Salvatore Di Matteo in via Vittoria Colonna. Un panorama che si completa con la versione povera e antica della pizza fritta, interpretata dall'ultimo dei grandi napoletani sbarcati a Roma, Cristiano Piccirillo della Masardona di piazza dell'Oro a corso Vittorio.


Nemmeno trent'anni, una laurea in lettere, Piccirillo è figlio di quella Napoli gioiosa e verace. La sua è una storia che comincia con la bisnonna Anna, la 'Masardona', appellativo che individuava un trait-d'union tra quartieri, e che continua con un carretto di ambulanti, col padre Enzo, uomo forte, immaginativo e generoso, prima di approdare a piazza Vittoria, salotto buono di Napoli. Roma è una sfida, un sogno da giocare con una squadra di appassionati, da Maurizio Ciurli, artefice di una sala calorosa e passionale, ad Alessandro Izzo, un diploma di liceo classico sublimato in un dono per la pizza, fritta o classica. Ma alla fine, cosa è davvero la pizza fritta? Lo spiega Cristiano Piccirillo: "Provate la nostra Don Vincenzo: ricotta, ciccioli, pepe e basilico, trionfo del povero ma buono, la mozzarella, così come il salame costavano cari, e allora ecco la ricotta, i ciccioli, e poi il pepe e il basilico a profumare per restituire i sapori poveri, felici, ancestrali dell'Italia della ricostruzione".



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