Domenica, 28 Febbraio 2021

Immobili: Reviva, aste immobiliari segnano un calo del 65% rispetto al 2019

Da luglio a settembre


Roma, 14 ott. (Labitalia) - Partendo dall'analisi dei dati presenti sul pvp, il portale delle vendite pubbliche dove confluisce la pubblicità legale di tutte le aste immobiliari bandite in Italia, è Reviva a fornire una risposta e una panoramica quanto più dettagliata e puntuale sul tema. Reviva è, infatti, la prima azienda specializzata nella vivacizzazione delle aste, attraverso un metodo che unisce intelligenza artificiale e marketing esperienziale con il fine di aumentare il numero di immobili venduti in asta ed evitare che si svalutino a causa delle numerose aste deserte.


Il team di data scientist di Reviva, già autore dell'ultimo Scenario aste 2019, ha studiato l'andamento di quest'ultimo trimestre, da luglio a settembre, concentrandosi in particolare modo su due fattori: le aste, ovvero gli esperimenti di vendita, e il valore a cui gli immobili sono stati posti in vendita. Da luglio a settembre 2020 le aste sono state 19.162, un dato che risulta più che dimezzato se lo si confronta con quello dello stesso trimestre del 2019 che indicava 54.212 aste battute. Il calo delle aste in questo trimestre dell'anno è quindi stato del 65%. Solo nel mese di settembre del 2020 le aste sono state 13.032 contro le 25.111 dello scorso anno, uno scarto del 48%. Emerge


Per quanto riguarda il valore complessivo degli immobili posti in asta, è stato di 2,7 miliardi nel 2020 contro i 7,2 miliardi segnati nello stesso arco temporale del 2019. Un calo che si attesta quindi al 62%, meno della metà rispetto lo scorso anno. Per valore dell'immobile, ovvero il dato preso in analisi da Reviva, si intende la cosiddetta offerta minima (ovvero il prezzo minimo a cui si può acquistare l'immobile) e non quello della sua effettiva aggiudicazione.


"Era impossibile - spiega Giulio Licenza cbdo e co-founder di Reviva - pensare di mantenere gli stessi numeri dello scorso anno, in termini di aste, questo a causa principalmente di 2 fattori: al termine del periodo di lockdown l'attività dei tribunali è ripresa a rilento e frammentata nel territorio infatti a luglio il numero di aste celebrate è stato molto basso, in secondo luogo è stato imposto il fermo delle vendite degli immobili prima casa che rappresentano il 36% degli immobili complessivamente in asta. Una buona occasione per cercare di venire in aiuto sarebbe stata quella di fissare aste anche durante parte del mese di agosto ma abbiamo osservato che il sistema giustizia non ha colto l'occasione dedicando come sempre tutto il mese di agosto alla chiusura feriale". D'altro canto "due segnali ci portano ottimismo nei confronti dell'ultimo trimestre del 2020, in primo luogo l'interesse del mercato e in secondo le proiezioni di ottobre ci fanno ben sperare in una ripresa di nuove aste fissate".


Nel mese di ottobre 2020 le aste fissate sono 19.696 mentre nel 2019 sono state 27.037. Una differenza quindi del 27% che, rispetto a quella dei mesi precedenti, rappresenta un segnale positivo di ripresa. Sono dati che fanno comunque sperare e credere che già a novembre si tornerà a numeri più vicini al 2019, salvo chiaramente un aggravamento dell'attuale situazione sanitaria che sarebbe difficile da affrontare per il settore e per tutti. A discapito di quanto si potrebbe immaginare dalle informazioni che circolano c'è comunque interesse da parte dei privati nei confronti delle aste immobiliari. "Con Reviva - spiega Licenza - stiamo continuando a portare interessati a questo mercato e potenziali acquirenti alle aste più o meno con lo stesso ritmo che avevamo pre lockdown. Dopo lo stop quindi abbiamo ripreso a vivacizzare le aste ritrovando il medesimo interesse dei privati così come degli investitori e professionisti del settore nei confronti del mercato immobiliare".


In particolare, il lockdown obbligato e la maggior attenzione nell'evitare contatti fisici non necessari con sconosciuti ed estranei, ha sicuramente impattato maggiormente sul processo di vendita del settore immobiliare. Reviva infatti sottolinea come oggi sia sempre meno indispensabile effettuare insieme al possibile acquirente un sopralluogo fisico negli immobili oggetto d'asta. Sono infatti sempre di più le persone che decidono di partecipare a un'asta immobiliare dopo aver solamente consultato la documentazione fotografica e la pratica fornita dall'azienda, comprando come si usa dire 'su carta' gli immobili, incentivati anche dal fatto che spesso i prezzi sono particolarmente bassi. "Questa emergenza sanitaria ha avuto, tra le sue ricadute, un acceleramento del processo di digitalizzazione di tanti comparti dell'economia e tra questi anche del settore immobiliare. Non stupisce più quindi che molti decidono di partecipare a un'asta anche solo dopo aver visto alcune fotografie o video dell'immobile. Basti pensare ai virtual tour e ai video che oggi sempre più agenzie immobiliari mettono a disposizione dei loro clienti. In qualche modo il futuro sta finalmente investendo anche il nostro settore", conclude Licenza.


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