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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Lavoro

Lavoro: iziwork, operai con magazzinieri e corrieri tra i profili più richiesti

La pandemia ha ridisegnato la mappa delle occupazioni tra vecchi e nuovi mestieri indispensabili per interi comparti dell’economia


Roma, 13 dic. (Labitalia) - Quali sono le figure professionali più ricercate nel mondo del lavoro in somministrazione? E quale è stato l'impatto della pandemia sul mercato dell'occupazione temporanea? Queste le evidenze dell'Osservatorio sul mercato del lavoro in somministrazione condotto da iziwork, startup di lavoro temporaneo nata con l'obiettivo di digitalizzare e ottimizzare i processi di ricerca e selezione del personale grazie all'intelligenza artificiale e all'analisi dei dati in tempo reale. L'analisi, effettuata tra marzo e settembre 2021, a cavallo con lo sblocco dei licenziamenti di luglio, ha incluso le richieste di oltre 250 aziende clienti e le candidature ricavate da un database proprietario di circa 280.000 candidati.


"Abbiamo voluto mappare - commenta Pierluigi Lauriano, managing director iziwork Italia - l'evoluzione dell'offerta e della domanda tramite i nostri database proprio per evidenziare l'importanza e il tasso di occupabilità di alcuni mestieri, spesso erroneamente considerati di serie B Quello che abbiamo notato è una crescita importante della richiesta di profili come operai di produzione, magazzinieri, corrieri, addetti alle pulizie e alla sanificazione, cuochi e camerieri. Complice sicuramente anche la pandemia, emerge chiaramente come alcuni mestieri siano indispensabili per dare continuità ad interi comparti della nostra economia".


Complici i cambiamenti nei comportamenti di acquisto dei consumatori, sempre più orientati verso i canali digitali, le piattaforme e-commerce e i servizi di home delivery, la domanda di magazzinieri, corrieri e addetti al magazzino rappresenta il 21,46% delle offerte di lavoro a livello nazionale. Queste figure rientrano nella top 5 dei lavori più ricercati in tutti i territori presidiati dalla startup. Fra marzo e settembre, in Piemonte la richiesta di lavoratori in questo campo ha rappresentato il 38,4% delle domande, in Veneto il 30,16% e in Emilia-Romagna il 29,15%.


Fra le conseguenze della pandemia, c'è anche la nascita di nuove figure professionali e lo sviluppo di business legati alla messa in sicurezza degli ambienti comuni, come scuole, uffici, locali e negozi per prevenire il diffondersi di nuovi contagi. In quasi tutti i territori presidiati, iziwork ha registrato un aumento della domanda di addetti alla pulizia e alla sanificazione. Domanda che ha rappresentato il 28% delle offerte ricevute dalle aziende a Milano, il 20% a Pordenone e nell'area del FVG, il 10% a in Emilia-Romagna e Veneto e il 6% in Piemonte.


La crescita della produzione industriale registrata nel 2° (+1,2%) e 3° trimestre (+1%) 2021, dopo i mesi di stop nel 2020, ha stimolato la domanda di lavoratori nel comparto manifatturiero in tutta Italia. Fra i core business di iziwork, la ricerca di operai e addetti alla produzione, generici e specializzati, rappresenta il 23,2% del totale delle offerte pubblicate dalla startup a livello nazionale tra marzo-settembre 2021, a conferma di un andamento positivo per il settore che ha retto anche dopo lo sblocco dei licenziamenti di luglio. La domanda risulta più accentuata in territori ad alta densità industriale, come l'area bresciana in cui ha raggiunto il 67,19% delle richieste, il 51% in Friuli-Venezia-Giulia e il 29,8% in Piemonte. Ha raffigurato invece un quarto delle richieste in Emilia-Romagna (25%) e Veneto (27,8%), mentre è stata più contenuta nell'area metropolitana di Milano (il 17,6%).


La ricerca di addetti alla ristorazione è un trend in forte ripresa, soprattutto nelle grandi aree metropolitane, come conseguenza dell'allentamento delle limitazioni legate al Covid e della riapertura di locali e ristoranti. Fra marzo e settembre la richiesta di figure come cuochi, camerieri, lavapiatti e responsabili di sala a Milano ha raggiunto il 29% del totale delle offerte pubblicate. "Siamo convinti che il lavoro a somministrazione rappresenti un'importante porta di accesso al mondo del lavoro, specialmente in un momento di ripresa economica che risente di dinamiche diffuse a livello globale, come la carenza di materie prime o di personale qualificato e specializzato, perché offre maggiore flessibilità alle aziende e al tempo stesso le dovute tutele ai lavoratori" aggiunge Lauriano.


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