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Martedì, 7 Dicembre 2021
Lavoro

Manovra: l'esperto, 'il fotovoltaico è il grande escluso'

Iudicone, 'grosso errore strategico'


Roma, 23 nov. (Labitalia) - "Il disegno di legge di Bilancio 2022, approvato dal consiglio dei ministri, ha riacceso il caso sul superbonus 110%. In particolare i proprietari di villette o edifici unifamiliari dovranno possedere un Isee inferiore ai 25mila euro per poter accedere agli incentivi statali, mentre il fotovoltaico ad oggi risulta il grande escluso. Sotto il profilo energetico si tratta di un grosso errore strategico". A dirlo Daniele Iudicone, esperto e ceo dell'impresa pontina Fotovoltaico Semplice


"Le villette e più in generale i tetti residenziali - avverte - possono ospitare impianti fotovoltaici e produrre energia pulita sostituendo il carbone fossile, sempre più insostenibile, sia in termini di costi economici che ambientali. Occorre inoltre sottolineare che le ville raggiungono nel nostro Paese la quota molto rilevante di 7 milioni e mezzo di unità; se messe nelle giuste condizioni potrebbero beneficiare di autonomia energetica ed eliminare l'impiego del metano, grazie alle nuove pompe di calore ibride o elettriche, la cui installazione rappresentava l'elemento trainante per il fotovoltaico e l'accesso al superbonus".


Il limite Isee a 25mila euro rischia di compromettere anche lo sviluppo delle comunità energetiche, come sottolinea Iudicone "già attive in molti Paesi europei, consentono alle persone di diventare prosumer - consumatori e produttori al tempo stesso. Ogni villetta può diventare indipendente e creare energia per il resto della comunità, perché la quantità di energia prodotta, ma non consumata dalla casa, viene immessa nella rete elettrica intelligente, che la distribuisce alle abitazioni vicine o a chiunque ne abbia necessità".


"Questa dinamica - sottolinea - consente all'energia fotovoltaica, quindi pulita e rinnovabile, di girare tra la popolazione e creare così un circolo virtuoso con benefici di medio e lungo termine per tutti. I limiti imposti dalla nuova proroga sono inconcepibili, soprattutto considerando il fatto che ville, villette, capannoni industriali e tetti delle imprese sono i punti focali per generare energia pulita in grande quantità".


"L'impressione, ad oggi, è che - avverte - il superbonus sia stato inteso primariamente come una misura di rilancio del settore edile, e non come uno strumento importante per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità a lungo termine contenuti nell'Agenda 2030 e discussi in questi giorni nel Cop26 di Glasgow".


"Benissimo quindi - commenta - aiutare la ripresa economica del settore edile, ma il governo sul tema delle rinnovabili in questo momento dimostra una certa miopia. Se a ciò aggiungiamo gli aumenti vertiginosi dei costi dell'energia elettrica a cui stiamo assistendo, il rischio è di diventare ancor più deboli a livello di Paese sotto il profilo energetico".



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