Giovedì, 15 Aprile 2021

Mediterraneo: Descalzi, 'diplomazia energetica può favorire stabilità e sviluppo'


Roma, 23 lug. (Labitalia) - La 'diplomazia energetica' può favorire i processi di stabilizzazione politica nel Mediterraneo, agevolando le potenzialità di sviluppo e crescita economica. E' questa la convinzione espressa dall'ad di Eni, Claudio Descalzi, nel corso di un'intervista a Adnkronos Live. "Il Mediterraneo orientale - ha argomentato Descalzi - è un'area con un potenziale enorme di risorse nel campo della produzione del gas. Noi abbiamo una grandissima opportunità di sviluppo per questa area. Se parliamo di approvvigionamento è vero che abbiamo la Russia e la Norvegia, però dobbiamo ricordare che il gas è una fonte energetica fondamentale per l'Italia ma anche per l'Europa. Allora la diversificazione diventa una componente essenziale e il Mediterraneo rappresenta un'alternativa fondamentale per tutta l'Europa".


"In Egitto abbiamo degli impianti che possono portare gas. Abbiamo delle pipeline che connettono la Libia all'Italia e che un giorno potranno essere usate. In un mondo perfetto, che oggi a noi appare utopistico, il gas proveniente dall'Egitto potrebbe utilizzare le condotte libiche. Cose impossibili da dire in questo momento ma che, in termini potenziali, sarebbe assurdo non considerare. Parliamo di prospettive di investimento e di sviluppo. Parlo di Cipro, Libano, Israele. La diplomazia energetica - ha affermato l'ad di Eni - ha reso possibile la convergenza degli interessi di Egitto e Israele". "I motivi che spingono alla ricerca della pace e della stabilità nel Mediterraneo sono fortissimi. Con lo sviluppo e la crescita economica - ha osservato ancora Descalzi - la creazione di posti di lavoro e con la crescita dei redditi, potremmo in parte dare delle risposte al controllo dei i flussi migratori. Ecco perché parlo di 'diplomazia energetica'. Ristabilire la pace, creare sviluppo, diffondere benessere, sono tutti argomenti politici, sono tutti obiettivi prioritari di un sistema politico".


"Per questo dobbiamo valorizzare e sfruttare al meglio le potenzialità energetiche dell'nord Africa e dei Paesi del Mediterraneo orientale. Gli elementi favorevoli ci sono tutti, bisogna aprire gli occhi per vederli ma, soprattutto, aprire il cuore per pensare alla gente. Lavorare sempre per costruire", ha spiegato Descalzi. E sulla Libia Descalzi ha spiegato che "Chiaramente la Libia, dal mio punto di vista, deve rimanere unita"."Non possiamo pensare di avere due tre Libie perché andremo verso una parcellizzazione che fa perdere una connotazione storica di un paese, tribali si come tantissimi paesi, ma unito", rimarca l'ad di Eni. Descalzi ammette che "c'e' un stallo in Libia" perché "entrati in campo due potenze mondiali come Russia e Turchia". Secondo l'ad di Eni, "la cosa positiva che ci sono delle negoziazione fra paesi tutti al di fuori della Libia e anche tra i libici", che purtroppo finora "non stanno vedendo una conclusione positiva per il paese".


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