Domenica, 18 Aprile 2021

Pa: l'analisi, in città Nord-Est migliori performance digitali


Roma, 21 mar. (Labitalia) - Per trovare le migliori performance in tema di digitalizzazione bisogna andare nelle città del Nord-Est e in quelle con più alta densità abitativa, anche se non mancano le sorprese in altre parti d'Italia (come Lecce e Verbania), e nessuna amministrazione riesce ad essere davvero eccellente, cioè a raggiungere il punteggio più alto in tutte le dimensioni prese in esame. Questo il quadro che emerge dall''Indagine sulla maturità digitale dei Comuni', la ricerca condotta da Fpa per Dedagroup public services, con l'obiettivo di misurare il grado di digitalizzazione della pubblica amministrazione italiana attraverso l'analisi di un campione di 107 comuni capoluogo e presentata oggi a Roma.


L'indagine ha preso in esame le variabili relative a tre dimensioni: digital services, grado di accessibilità on line di 40 tipologie di servizi comunali; digital Pa, grado di integrazione delle piattaforme nazionali (Spid, Pagopa e Anpr) nei servizi comunali; digital openness, condivisione e apertura dei dati e attivazione degli strumenti di comunicazione con i cittadini.


Su 107 Comuni capoluogo considerati nella ricerca, 24 hanno raggiunto un buon grado di maturità digitale (Bari, Bergamo, Bologna, Cagliari, Cremona, Ferrara, Firenze, Genova, Lecce, Mantova, Milano, Modena, Palermo, Pavia, Piacenza, Pisa, Rimini, Roma Capitale, Siena, Trento, Treviso, Verbania Verona, Vicenza), 44 appartengono alla fascia intermedia e 39 invece sono in rilevante ritardo o esclusi dal processo (Agrigento, Andria, Aosta, Ascoli Piceno, Avellino, Barletta, Benevento, Biella, Brindisi, Caltanissetta, Campobasso, Carbonia, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Enna, Fermo, Foggia, Frosinone, Gorizia, Isernia, Macerata, Messina, Oristano, Pescara, Pistoia, Pordenone, Potenza, Rieti, Rovigo, Salerno, Sassari, Siracusa, Taranto, Teramo, Trapani, Vercelli, Vibo Valentia).


Evidente il buon posizionamento dei Comuni dell'area del Nord-Est (9 su 23 si collocano nella fascia più elevata e solo 4 in quella più bassa) e dei Comuni con più di 240.000 abitanti (8 su 12 sono nella fascia più elevata e uno solo in quella più bassa). Visibile la distanza dei Comuni del Sud e dei Comuni di minore dimensione: buona parte delle 39 città risultate in rilevante ritardo appartengono, infatti, al Meridione (26 comuni) o sono piccole realtà del Centro e del Nord (altri 11 comuni). Anche se ci sono importanti eccezioni: nella fascia più elevata, importante la presenza (oltre a Lecce) di tre grandi città meridionali come Bari, Cagliari e Palermo e di realtà di piccola dimensione, come la già citata Verbania, Mantova e Siena.


"Dalla ricerca - commenta Gianni Dominici, direttore generale di Fpa - emerge che la fascia intermedia è la più consistente e in una trentina di casi si tratta di amministrazioni che si collocano a livello intermedio in tutte e tre le dimensioni o in almeno due di esse. In altri 14 casi si tratta, invece, di amministrazioni (tra cui a esempio Torino e Napoli) che hanno raggiunto un livello elevato in una dimensione ma si collocano in quello basso in una o entrambe le altre. Ciò mette in luce il fatto che i processi di maturazione digitale possono procedere con velocità differenziate nei diversi ambiti e che si ottengono risultati maggiori quando i processi coinvolgono i diversi aspetti in modo tendenzialmente uniforme. E' necessaria, quindi, l'adozione di un programma di trasformazione complessivo che connetta e valorizzi i singoli interventi".


"Con la piattaforma Next - sottolinea Fabio Meloni, ceo di Dedagroup Public Services - offriamo alla comunità degli amministratori italiani un ecosistema di soluzioni e servizi che li supporta nel dare realizzazione e concretezza alle iniziative di evoluzione delle modalità con cui cittadini e imprese interagiscono con la pubblica amministrazione. Sono molti coloro che hanno a cuore l'obiettivo di una Pa più vicina, efficace, trasparente: è per questo che continueremo a investire nella soluzione e a svilupparla, arricchendola di risorse e nuove potenzialità, e integrandovi l'indice Ca.Re. per individuare linee di azione concrete e immediatamente attuabili di miglioramento della maturità digitale del singolo ente, non importa quale sia la sua dimensione o localizzazione geografica".



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