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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Lavoro

Professioni: il giovane consulente del lavoro preferisce i contenuti, fa rete ed è social

E' quanto emerge da una ricerca curata dal Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro


Roma, 1 dic. (Labitalia) - Laureati, più specializzati e desiderosi di approfondire i contenuti lavoristici. Ma anche di aggregarsi con i colleghi e fare rete con altri professionisti. E sull?uso dei social e delle tecnologie consapevoli di avere maggiore conoscenza e dimestichezza rispetto ai professionisti più adulti. È il profilo del giovane consulente del lavoro che emerge dalla ricerca 'Giovani e professione: evoluzione e prospettive del Consulente del Lavoro', curata dal Consiglio nazionale dell?ordine dei consulenti del lavoro, con il contributo dell?Enpacl e della Fondazione studi consulenti del lavoro, e presentata nel corso dell?evento sul futuro della professione che si è svolto gli scorsi 25 e 26 novembre al Palazzo dei Congressi di Roma. Un rapporto che fotografa, in chiave comparata rispetto a dieci anni fa, le caratteristiche strutturali del mondo dei giovani Consulenti, interpreti di un modello di professione diverso e discontinuo rispetto alle generazioni più adulte.


Una professione profondamente cambiata a partire dal titolo di studio utile all?accesso, come evidenzia l?indagine realizzata attraverso un?analisi degli iscritti all?ente di previdenza e assistenza e una survey su oltre 800 giovani. L?elevazione del titolo di studio ha di fatto accentuato l?immagine di una professione a forte vocazione femminile; tra i giovani, infatti, la quota di donne è del 51,6% mentre tra le over 40 scende al 46% e tra i percorsi di studi ad affermarsi sempre più è la laurea in economia, quale canale principale di accesso alla professione (ben il 48,6% degli intervistati proviene da una facoltà economica).


Molti gli elementi di discontinuità rispetto alle generazioni più adulte. Sono sempre più iscritti under 40 (34,9%) a voler puntare nei prossimi anni sui contenuti dell?attività professionale, innalzando la qualità dei servizi erogati. Così come è preponderante la voglia di investire su alcuni ambiti di attività nuovi; in cima alla classifica il welfare aziendale (41,1%), seguito dalle politiche attive (38,7%), formazione (33,6%), pianificazione previdenziale (33%), selezione del personale (32,8%) e sicurezza sul lavoro (30,6%). Ma è sotto il profilo organizzativo che le giovani generazioni segnano il cambio di passo rispetto al passato; tra gli under 40 la tendenza è sempre più quella di intraprendere collaborazioni con altri professionisti: quasi 6 giovani consulenti su 10 (56,7%) intrattengono rapporti di collaborazione con altri professionisti. Il 34% pensa infatti a un lavoro in rete e ben il 42% immagina l?esercizio in forma associata con altri colleghi.


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