Martedì, 11 Maggio 2021

Professioni: nasce a Dubai primo acceleratore dedicato agli avvocati

In cerca di nuove sfide professionali a livello internazionale


Roma, 24 mar. (Adnkronos/Labitalia) - Trasferirsi a Dubai e godere dei vantaggi del clima, delle spiagge attrezzate di ogni confort e, non da ultimo, delle numerose opportunità professionali e di stipendi mediamente più elevati del 50% rispetto a quelli italiani, ma con il vantaggio di una fiscalità azzerata (tradotto, nessuna tassa in busta paga), è il sogno di molti. Dal 2015 a oggi, i connazionali emigrati in pianta stabile a Dubai sono in costante crescita: nell'ultimo anno si contavano infatti circa 15.000 italiani negli Emirati Arabi, 12.000 dei quali vivono e lavorano a Dubai mentre i restanti principalmente ad Abu Dhabi. Gli expat italiani ricoprono perlopiù posizioni di alto livello, dall'assistente al manager di multinazionali.


Spostarsi senza uno sponsor (ovvero l'azienda che offre l'impiego e che si occupa generalmente di tutte le pratiche, visto compreso), però, può risultare complicato, come spiega Thomas Paoletti, avvocato specializzato in diritto societario e commerciale, con una particolare expertise nella creazione di joint venture tra/per l'Italia, gli Emirati Arabi Uniti e la Cina, residente a Dubai dal 2008. "La recente pandemia ci ha, però, messo di fronte all'evidenza che lavorare a distanza non solo è possibile, ma è ormai una dimensione che accomuna centinaia di migliaia di professionisti a ogni latitudine. Ciò che un tempo sembrava impossibile è oggi realtà: entrare a far parte di un team internazionale o lavorare a progetti oltre i confini del proprio Paese è molto meno complicato, se si hanno determinate skill e apertura mentale", assicura.


Ed è proprio grazie all'esperienza accumulata in questi 12 anni, a contatto con professionisti provenienti spesso da realtà e Paesi diversi, che Thomas Paoletti - che è anche presidente dell'Italian Business Council di Dubai ed Emirati del Nord, ove si collocano più di 600 attività italiane, tra imprese e professionisti - ha avviato il suo progetto più ambizioso, quello di lanciare un innovativo programma di pratica forense multidisciplinare, Paoletti Law Accelerator, a cui è possibile aderire senza la necessità di trasferirsi e di ricominciare tutto da capo.


"Ho progettato un programma di lavoro - spiega - che racchiude tutte le mie expertise in modo da affrontare le future sfide della nostra professione. Il 'business model' è caratterizzato dall'interazione sinergica delle diverse specializzazioni forensi, a cui va ad aggiungersi l'affiancamento di un team coeso, supportato da un sistema gestionale, da tool digitali di alto valore, e da continui aggiornamenti formativi. Si tratta di un'associazione di avvocati che aspira a nuovi orizzonti professionali e persegue l'equilibrio tra l'autonomia lavorativa e la qualità di vita". Paoletti Law Accelerator è un programma che "investe sulle persone e sugli strumenti di lavoro", come spiega lo stesso ideatore, che tiene a precisare come anche che denaro, tempo e lavoro non vengono investiti 'al buio': "Non è un software, non si compra. I candidati sono soggetti a una selezione che tiene conto di fattori psico-attitudinali, professionali e umani, e della capacità di lavorare in gruppo. In seguito l'operato è periodicamente valutato in base alla qualità delle prestazioni e dei benefici, non solo economici, che il componente ha ricevuto e trasmesso allo Studio".


Ma come funziona questo programma? "Dopo un'attenta valutazione delle skill e della disponibilità, il professionista entra a far parte di una community di colleghi con diverse specializzazioni, priva di struttura gerarchica, e basata invece sulla collaborazione e sulla condivisione delle diverse expertise. In questo modo, il cliente ha la garanzia di ricevere assistenza dal legale la cui professionalità meglio si adegua al caso, e la community si assicura che il cliente rimanga all'interno della stessa. Va da sé che più la community cresce, più le opportunità di lavoro aumentano per tutti i professionisti che ne fanno parte", chiarisce.


Il Ceo si assicura che tutti sappiano 'chi può fare che cosa' e mette a disposizione tutto il suo know-how, oltre a software innovativi di tipo commerciale e gestionale, in modo da assicurare performance, ordine ed efficacia, sia tra i collaboratori che tra i workflow aziendali, in totale trasparenza. "L'insieme di tutto questo assicura all'intero gruppo la possibilità di aprirsi ad opportunità lavorative, impossibili da raggiungere e/o gestire singolarmente, ed eleva la competitività innanzi a una concorrenza, e a un mercato, sempre più diversificato e aggressivo", dice.


A chi si rivolge questo programma? "A chi esercita la professione da almeno 8/10 anni, a chi cerca la propria autonomia professionale, a chi desidera ampliare le proprie competenze, i propri contatti, trovare nuovi clienti, affacciarsi a nuove opportunità d'impresa. È adatto anche per chi vuole allargare i propri orizzonti internazionali e lavorare riscattando parte del tempo per la propria vita", aggiunge ancora Paoletti. "L'epidemia di Covid19 ha dimostrato come la società, l'economia, le imprese, abbiano mutato velocemente l'approccio al lavoro, ormai inevitabilmente orientato verso sistemi altamente digitalizzati. Un cambiamento radicale che influenzerà anche l'esercizio della nostra professione: è necessario farsi trovare pronti, ed è il motivo per cui ho ideato e realizzato il Programma Paoletti Law Accelerator", ribadisce.


"Contrariamente a un'organizzazione gerarchica, ogni professionista mantiene la propria indipendenza, dichiarando a priori il tempo e ruolo che metterà a disposizione dei colleghi. Il fatturato, o il luogo fisico da cui presta la propria opera, non sono discriminanti. L'essenziale è che gli impegni assunti siano mantenuti, cosicché la Rete funzioni perfettamente e senza intoppi", avverte.


Questo tipo di flessibilità consente di aggiornare rapidamente ruoli e dinamiche, in modo da cogliere opportunità anche dell'ultimo minuto, o per gestire qualsiasi eventuale problematica. "L'organizzazione gerarchica di un classico studio legale soffre di equilibri e procedure interne tali da rendere praticamente impossibile il dinamismo e la flessibilità necessaria a tenere il passo con le mutazioni attuali. Il mio progetto mira ad eliminare questi vizi di forma e ad agevolare il lavoro per i professionisti, rendendo molto più snello, agile e raggiungibile l'obiettivo per il cliente", conclude Paoletti.


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