Tra legno e fibra ottica, l'artigiano è sempre più nella 'Rete'

Tra legno e fibra ottica, l'artigiano è sempre più nella 'Rete'

Milano, 18 dic. (Labitalia) - Legno e fibra ottica, tradizione e innovazione. E' il 'viaggio' che offre la storia di Giuseppe Amato, artigiano e artista che nel suo studio di Milano concepisce e realizza opere in legno, riuscendo, attraverso la fibra ottica ultraveloce, a 'condividere' le sue opere e il suo lavoro, attraverso dei video caricati sul web, con allievi anche a migliaia e migliaia di chilometri di distanza. E la sua azienda MinimumBook realizza appunto librerie e biblioteche in legno di quercia, acciaio inox, ardesia e alabastro, acquistabili esclusivamente online.


"Sono un'artista 2.0, come si dice, perché - racconta Amato, il cui studio è stato cablato da OpenFiber - non riesco a fare a meno della Rete. E' fondamentale nella comunicazione tra me e chi usufruisce del mio lavoro la connessione veloce a Internet. Invento, progetto e costruisco interni di case e di negozi. E progetto e costruisco anche edifici di legno".


Amato, nella sua città di origine, Palermo, ha costruito il Nautoscopio, davanti alla Porta Felice. Nel Nautoscopio, alto 32 metri per 36 tonnellate di legno e acciaio inox, ogni anno vengono programmati 100 eventi culturali per promuovere l’arte contemporanea palermitana, tra cui anche TEDxpalermo. "Ho scelto il legno, e ho scelto un legno - spiega ancora Amato - che, secondo me, è paradigmatica di questo materiale: la quercia. La quercia stagionata in radice è un tipo di legno che io prendo dalle foreste della Croazia, da coltivazioni controllate e viene poi lavorata in laboratorio e poi arriva in questo studio in cui viene utilizzato per fare tutto".


"Il mio metodo di lavoro - continua Amato - si chiama 'dream and draft', cioè sogna e disegna, ed è concepito in due momenti essenziali. Il primo è un momento di 'intimità' in cui la propria idea viene sviluppata. L'idea che hai per costruire un edificio, oppure per arredare una casa o un negozio. Per poi essere comunicata agli altri. Quando costruisci per qualcun altro hai la necessità di comunicare le tue idee. E quindi la seconda parte si chiama draft perché è fondamentale il disegno, a mano libera, che in un attimo fa capire la tua idea non solo agli altri ma anche a te stesso. E infine il craft è l'esecuzione specifica".


Ma oggi più che mai non basta ideare, disegnare e realizzare. E' necessario condividere, e farlo nel più breve tempo possibile. "Per potere dire agli altri le idee che hai - continua ancora Amato - e che stai realizzando, hai bisogno di metterti in bottega. Una volta le botteghe avevano le vetrine su strada, oggi le hanno sul web. E' quindi fondamentale avere una connessione, come è fondamentale avere la benzina per la tua moto, oppure la batteria in una macchina elettrica. Senza quello non puoi camminare".


"La cosa bella - rimarca ancora Amato - è che oggi esiste la tecnologia per potere fare tutto questo in velocità. Quindi concepire un'idea, svilupparla, realizzarla, e parlarne al mondo, attraverso la rete, da qualunque parte tu viva. Se quindi vivi al centro della Sicilia, o nella laguna di Venezia, parlare al resto del mondo. Si può fare attraverso la rete, i video. E' quanto io faccio tutti i giorni".


"Ho un processo di lavoro -spiega ancora Amato - che mi porta, dopo aver eseguito sia i progetti sia i disegni, a realizzare dei video che parlino agli altri, sia in italiano che in inglese. Oltre a realizzare gli oggetti che faccio, su committenza, per me è fondamentale anche raccontare e divulgare ai miei allievi. Io, infatti, ho una serie di corsi, di masterclass, che sto realizzando e che sto finalmente mettendo in Rete consentendomi così di insegnare il mio modello di lavoro che è 'dream and draft', in qualunque parte del mondo, attraverso Internet".


Quindi un lavoro, quello di Amato, che è cambiato radicalmente con l'avvento della fibra ottica. "La mia attività, da quanto esiste la fibra ottica, è cambiata completamente - spiega ancora Amato - perché posso finalmente girare dei video, esportarli velocemente, caricarli e questo mi consente di divertirmi di più perché posso dedicare più tempo al mio lavoro e senza per forza pensare a farlo conoscere agli altri. Ci sono delle persone che mi aiutano, facciamo i video, li montano o li monto io, visto che ormai con il telefonino è velocissimo, e li posso così divulgare sui social".


E infatti, per Amato, "tradizione e innovazione vanno sempre di pari passo: in ogni epoca si lavora in un certo modo e poi si sviluppano innovazioni, che oggi sono rappresentate dalla fibra ottica, che permette di parlare velocemente e diffondere velocemente". "Un 'capello' di fibra ottica ti consente di mettere all'interno le conversazioni dell'intero pianeta. E proprio per questo è una tecnologia amica. Attraverso il mio lavoro cerco di trasmettere un concetto fondamentale, ritrovare la propria identità, unica. Sviluppare la propria identità, espanderla all'infinito e poterla dedicare agli altri per me è un concetto virtuoso che ci dà l'opportunità di lavorare e vivere meglio", conclude Amato.


Per Gianluca Rimazzi, network & operations di Open Fiber, "Ftth, Fiber to the home, consente una connessione veloce stabile, e garantisce l'utilizzo di supporti moderni, ad oggi presenti, e anche quelli che arriveranno nel futuro". "Per capire la differenza che c'è tra Ftth e una vecchia rete, possiamo immaginare di viaggiare su un'autostrada a otto corsie e poi fare un viaggio sulla provinciale in cui incontreremo traffico, rotonde e altro che rallenteranno il nostro passaggio", spiega.


"Quindi una struttura Ftth, una rete come quella di Open Fiber, garantirà - continua - una connessione ultra banda veloce, stabile, con la possibilità di utilizzare contenuti in streaming in 4K, non solo alle aziende, ma anche alle famiglie, di potere usufruire di tanti servizi, veloci, raggiungere siti internet della pubblica amministrazione".


"Sarà 'un'autostrada digitale' che permetterà a tutti di fare tante, tante cose importanti: tutto ciò renderà questa nuova tecnologia - conclude Rimazzi - l'abilitatore alla rivoluzione digitale".


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