Ue: Conflavoro Pmi, burocrazia non vanifichi sforzi


Roma, 21 lug. (Labitalia) - “Lo scoglio più difficile è stato superato e di questo ringraziamo il presidente Giuseppe Conte e l’opera intelligente di diplomazia del governo italiano”. Conflavoro Pmi accoglie con enfasi il risultato sul fondo europeo di ripresa post-Covid, ma ora chiede che vi sia celerità nelle procedure e che, soprattutto, i labirinti della burocrazia non frenino l’accesso degli oltre 200 miliardi complessivi che spetterebbero all’Italia. “Le notizie di stanotte sono ottimali - commenta il presidente di Conflavoro, Roberto Capobianco - e quello che deve esser fatto ora è semplice: non sprecare l’occasione. Troppo spesso, anzi ogni anno, restituiamo miliardi all’Europa che potremmo e dovremmo invece utilizzare per ammodernare il Paese creando lavoro e spingendo la nostra economia dove merita di essere. Chi ci rimette sono in primis le nostre imprese e l’equilibrio di mercato nel confronto coi nostri vicini dell’Unione”.


Si consideri che "l’Italia utilizza, per colpe di una propria incapacità di accedere ai fondi, solo il 35% di quanto ad essa versato. Significa decine di miliardi non sfruttati sia nella parte dei Fondi strutturali sia in quelli sociali. Dunque il primo intelligente investimento da fare sarebbe quello di dare adeguata formazione sia livello regionale sia locale per vedere fruttare le risorse provenienti dall’Europa”.


“C’è un grande pericolo all’orizzonte - spiega Roberto Capobianco - che rischia come troppo spesso accade di far sfumare l’occasione di sfruttare appieno il buono conquistato nel compromesso del Recovery fund. E questo pericolo si chiama ‘burocrazia’. Serve velocità di esecuzione serve far ripartire con questo fondo di ripresa il Paese mediante progetti concreti e innovativi, attuabili e utili, che creino lavoro e occupazione da Nord a Sud".


"Le imprese - sottolinea - devono essere al centro della linea dei nostri governi. Diamo agli italiani il Paese che meritano. Questa dovrà essere una delle nostre priorità assolute nei prossimi anni. Il percorso è lungo, ma le premesse sembrano buone e, finalmente, l’Italia può tornare centrale nello scacchiere europeo. Oltre allo snellimento burocratico serve competenza e capacità di realizzazione dei progetti. Sembra giusto anche a noi che i soldi provenienti dall’Europa vengano effettivamente spesi in investimenti imprenditoriali sui quali vi sia un’effettività in relazione al concreto utilizzo per finalità inerenti agli scopi sociali”.


“Il vertice-fiume sul Recovery fund, o Next Generation Ue che dir si voglia –-aggiunge il presidente di Conflavoro - ci auguriamo si rivelerà il primo, grande passo verso una Comunità europea più equa e attenta alle esigenze dei suoi membri in difficoltà. Una Comunità attenta a chi, come l’Italia, ha contributo in modo fondamentale alla sua creazione e, soprattutto, contribuisce in modo massiccio al suo bilancio economico".


"Competenza, formazione e innovazione - ricorda - sono concetti e cardini di una sviluppo da cui non si può prescindere se si vuole fare dell’Italia un Paese migliore, altrimenti non lamentiamoci di come veniamo dipinti. Vero che spesso ci definiscono molto peggio di come siamo, ma questo fa parte della paura che gli altri hanno del nostro ingegno e della nostre capacità. Ma ora bisogna davvero unire le capacità con il rispetto delle regole e fare del corretto utilizzo delle risorse il mezzo della nostra crescita”.


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