Inquinamento indoor, 10 consigli per quarantena più sana

Areare gli ambienti 2-3 volte al giorno, non fumare al chiuso, no accumuli di polvere. I consigli degli esperti

Inquinamento indoor, 10 consigli per quarantena più sana

Roma, 3 apr. - (Adnkronos) - Chiusi in casa al riparo dallo smog? Non proprio, perché anche le case 'intrappolano' inquinanti: quando usiamo spray, detergenti, profumi, camminiamo su moquette sintetica, fumiamo, respiriamo aria troppo calda, ci sovraccarichiamo con sostanze che si depositano nell’organismo, provocando mal di testa, allergie e problemi respiratori. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’inquinamento domestico produce il 60% dell’inquinamento da polveri sottili ed è il più importante fattore di rischio per la salute nel mondo.


Il Consiglio Nazionale Ricerche stima che le sostanze pericolose con cui veniamo in contatto quotidianamente sono oltre 150 e sono tutte potenzialmente tossiche, veri killer silenziosi: l’inquinamento indoor è circa 5 volte maggiore di quello esterno. Ecco dunque 10 consigli per rendere più sana la permanenza in casa in questo periodo di chiusura a causa dell’emergenza sanitaria. A fornirli è Consulcesi Club che dedica al tema il corso Ecm per professionisti sanitari promosso da “Habitat. Medicina ambientale e patologie correlate”.


Il primo consiglio è quello di aerare gli ambienti più volte al giorno: aprire le finestre almeno 2-3 volte al giorno per 5 minuti e ridurre la polvere domestica, spolverare con panno umido. Secondo, evitare detersivi troppo aggressivi per la pulizia, preferire invece detersivi naturali ed ecocompatibili e pulire in assenza dei bambini.


Terzo: usare aspirapolvere e/o apparecchi di ripulitura dell’aria con filtri ad alta efficienza. Quattro: tenere sotto controllo il livello di umidità in casa mantenendo l’umidità relativa sotto il 50% e la temperatura inferiore a 22°; individuare indicatori di qualità dell’aria ed eseguire un loro monitoraggio periodico.


Quinto: evitare accumuli di libri e giornali. Sei, evitare la moquette; dove esiste usare anche trattamenti a vapore. Sette: non fumare al chiuso, anche in assenza dei bambini. Otto: ridurre l’emissione di sostanze tossiche da apparecchi di riscaldamento e impianti di condizionamento e ventilatori.


Consiglio numero nove: isolare stampanti laser, fotocopiatrici dagli ambienti domestici in apposite stanze ventilate. Infine, scegliere complementi di arredo adeguati: mobili in legno massello, i mobili “etnici” possono essere trattati con sostanze chimiche che, oltre ad evitare formazione di funghi e proliferazione di batteri, si diffondono nell’ambiente domestico.


"La salute deve essere priorità – dichiara Cinzia De Vendictis, medico anestesista, esperto in Medicina ambientale e sicurezza sul lavoro, responsabile del corso - Per questo è necessario attivare programmi di prevenzione che migliorino i livelli di conoscenza, comprensione e percezione da parte degli operatori sanitari alla popolazione dei rischi presenti negli ambienti confinati, tradizionalmente considerati "sicuri" come abitazioni, scuola, uffici, ambienti sportivi e ricreativi".


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