Venerdì, 27 Novembre 2020

Mobilità post Covid: italiani più a piedi e in bici, meno in auto

Lo rileva la ricerca promossa da Altroconsumo che ha indagato anche l'esposizione dei pendolari alle sostanze inquinanti

Mobilità post Covid: italiani più a piedi e in bici, meno in auto

Roma, 17 set. - (Adnkronos) - Abitudini spesso sbagliate e nocive per l’ambiente e per sé stessi, ma la pandemia ha dato vita a un cambiamento di rotta in grado di contribuire realmente alla riduzione delle emissioni e una maggiore pulizia dell’aria. In molti, sceglieranno di spostarsi di più a piedi e in bici e sempre meno in auto, moto, scooter e utilizzando il trasporto pubblico. E' quello che emerge dall'inchiesta "Senti che aria" (che concentra l’attenzione sulla città di Milano e la sua provincia), progetto promosso da Altroconsumo e finanziato da Regione Lombardia, con il contributo scientifico dell’Università Bocconi.


L'organizazzione ha indagato l’esposizione dei pendolari alle diverse sostanze inquinanti del traffico e l’impatto dell’inquinamento sulle abitudini di mobilità. Dall’inchiesta emerge un nuovo approccio degli italiani nei confronti di inquinamento, mobilità sostenibile e abitudini di spostamento, più responsabile a seguito della pandemia.


A seguito dell’emergenza Covid-19, si registra infatti un cambiamento importante nella propensione degli italiani all’utilizzo dei mezzi di trasporto: il 27% crede che utilizzerà di meno l’auto, il 25% userà meno moto, scooter e motorini, mentre ben il 34% dichiara che prenderà meno bus, tram e metro. Inoltre, il 37% si muoverà molto di più in bici e il 47% prediligerà gli spostamenti a piedi.


Dall’indagine Altroconsumo emerge che i pendolari sono fortemente esposti a sostanze inquinanti nocive per loro e per l’ambiente. Nello specifico, chi si sposta in bici è particolarmente esposto al particolato e al NO2, ma meno al BC (Black Carbon), mentre gli automobilisti nel percorso inalano più Benzene e NO2.


Scegliere di combinare più mezzi di trasporti può essere la soluzione per ridurre l’esposizione alle sostanze nocive, ma anche per avere un guadagno in termini di tempo. Infatti, secondo i risultati dell’indagine, il pendolare che affianca l’utilizzo di mezzi pubblici alla bicicletta riesce ad accorciare maggiormente i tempi di percorrenza rispetto a chi usa altre combinazioni di mobilità.


Ma quali sono le cause della presenza di sostanze pericolose nell’aria? Per quanto riguarda gli inquinanti veicolari, come mostra l’indagine "Senti che Aria", a Milano il 32% dei rispondenti usa l’auto 6-7 giorni su 7; nell’Hinterland la stessa proporzione sale a più di 1 soggetto su 2, nonostante i tragitti casa lavoro siano inferiori ai 10km nel 44% dei casi. Secondo l’analisi, prima della pandemia ben il 71% dei rispondenti percepiva la cattiva qualità dell’aria causata dal traffico in città almeno “spesso”, in provincia il 40%.


L’arrivo della pandemia ha influenzato fortemente anche il mondo degli spostamenti e della mobilità, sottolineando quanto l’inquinamento creato dai mezzi di trasporto sia un problema che non si può più ignorare e provocando comportamenti che si spera diventino regole di vita condivise da tutti gli italiani.



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