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Lunedì, 15 Aprile 2024
Salute

Cancro in fase avanzata fa meno paura con terapie avanzate e radioligandi


(Adnkronos) - Il futuro della medicina passa anche attraverso la terapia con radioligandi (RLT, radioligand therapy) che sta reinventando la cura del cancro nei pazienti con tumori in fase avanzata: l’approccio più innovativo della medicina di precisione in ambito medico nucleare, in grado di riconoscere selettivamente le cellule cancerogene ed eliminarle, senza danneggiare le cellule sane. Rimanendo in ambito oncologico, si affiancano ad essa altri strumenti innovativi come la terapia cellulare, la terapia genica e l’immunologia. È quanto riporta un articolo pubblicato su Alleati per la Salute (www.alleatiperlasalute.it), il portale dedicato all’informazione medico-scientifica realizzato da Novartis. La RLT – si legge nell’articolo -è capace di combinare diagnosi e terapia, sfruttando la differente capacità emittente dei radioisotopi coinvolti. In taluni casi essa si esplicita tramite un imaging che consente di visualizzare le sedi di malattia e, in altri, di irradiare specificatamente le cellule bersaglio. Da qui il termine di teragnostica.


L’applicazione clinica della RLT che sta riscuotendo particolare interesse – riporta l’articolo - riguarda le neoplasie neuroendocrine (Net). Attualmente è approvata per i tumori neuroendocrini gastro-entero-pancreatici (Gep-Net). Questi tumori, quando ben differenziati, esprimono sulla superficie delle loro membrane cellulare i recettori per la somatostatina. I loro corrispettivi analoghi, prodotti chimicamente possono essere marcati con il Gallio 68 per le finalità diagnostiche e con il Lutezio 177 (177Lu) per scopo terapeutico aventi alta affinità. I risultati fin qui ottenuti sono molto interessanti. La RLT si è dimostrata efficace nel limitare la progressione di malattia riducendone il rischio delll’82%.


La ricerca nel campo della RLT è molto attiva sia per ampliare le applicazioni terapeutiche dei radiofarmaci già disponibili, sia per validarne di nuove. Basti pensare, ad esempio, alle opportunità offerte dal177Lu-PSMA nell’ambito del trattamento del tumore della prostata. Nei pazienti con carcinoma prostatico metastatico progressivo, resistente alla castrazione, i risultati dello studio di fase III condotto con 177Lu-PSMA in associazione a terapia di derivazione androgenica e il miglior standard di cura (Bsoc) ha mostrato una riduzione del 38% del rischio di morte e una riduzione statisticamente significativa (-60%) del rischio di progressione radiografica della malattia o di morte (rPfs), rispetto al solo Bsoc. Circa un terzo (30%) dei pazienti con malattia valutabile al basale ha dimostrato una risposta obiettiva, rispetto al 2% nel braccio di controllo, con solo Bsoc, aprendo nuove prospettive in termini di cura per un tumore e non solo.


La maggiore appropriatezza ed efficacia della RLT necessita di discussioni multidisciplinari che coinvolgano team di esperti nei quali lo specialista in Medicina nucleare ha un ruolo importante, sia nella diagnosi e caratterizzare della malattia, sia nella successiva gestione terapeutica. Una gestione che prevede un sistema capace di rispondere ai requisiti di legge in tema di radioprotezione, ma capace anche di rispondere alle nuove opportunità di cura in diversi ambiti terapeutici.


L’articolo completo è disponibile su: https://www.alleatiperlasalute.it/salute-20/terapie-avanzate-e-radioligandi-rlt-cosa-sono-e-come-funzionano-quali-prospettive


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